Cuffaro a La Vardera: serve concretezza, basta slogan vuoti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Accettando di essere designato vicesindaco di Raffadali dalla candidata a sindaco Sabrina Mangione, stamattina Ismaele La Vardera ha lanciato il guanto di sfida a Ida Cuffaro e ai suoi zii Totò (già governatore della Sicilia) e Silvio (più volte sindaco -anche attualmente- di Raffadali), fratelli del papà della candidata a sindaco.
Una sfida -che al di là delle intenzioni e della buona fede dello sfidante- è oggettivamente destinata a creare scalpore, rumore mediatico, tifoserie e magari insulti sui social.
Raffadali è la terra nella quale sono stato sindaci, a lungo, il senatore Cesare Sessa e il deputato Salvatore Di Benedetto, uomini seri e sobri, con elevato spessore culturale, appassionati di ragionamenti e di ideali.
Ismaele La Vardera è un personaggio politico figlio dei nostri tempi, animato di buoni propositi, bravo a comunicare, ancor più bravo a contagiare l’indignazione, secondo i canoni di quel marketing politico ed elettorale che ha dimostrato di avere effetto trascinante nei confronti di una parte non irrilevante della pubblica opinione.
Ma non è più come quando la personalità carismatica dei grandi politici della sinistra raffadalese del dopoguerra e/o degli anni sessanta si poneva quale simbolo di giustizia e sobrietà, di riservatezza e onestà. A quei tempi la presenza del leader era legata al territorio di nascita ed ispirava fiducia, promettendo protezione da possibili sorprusi e angherie, assicurando una vicinanza che deriva dall’appartenenza e dava sicurezza, richiamando alla serietà degli impegni dichiarati e delle azioni politiche messe in atto.
Ismaele La Vardera stamattina ha proclamato di essere “a fianco di Sabrina per sfidare la nipote di Totò“. In pratica, è stato designato assessore e addirittura vicesindaco nel caso dovesse vincere la candidata sindaco del campo largo, Sabrina Mangione, nella battaglia con Ida Cuffaro per diventare sindaca di Raffadali.
Ismaele La Vardera ha lanciato la sua sfida (clicca qui per leggere l’articolo del nostro giornale) a Totò Cuffaro nella terra di Raffadali che è la terra di Totò Cuffaro, la terrà dove sindaco è il fratello di Totò, Silvio Cuffaro.
E quest’ultimo non ha mancato di raccogliere il guanto di sfida e di rispondere.
Ha risposto da sindaco e da cittadino di Raffadali, Silvio Cuffaro e, di seguito, riportiamo il testo integrale della sua risposta:
” Le recenti dichiarazioni dell’onorevole Ismaele La Vardera, che parlano di ‘sfida alla dinastia’ e di ‘necessità di democrazia’, impongono una riflessione seria e responsabile. Si tratta di parole forti, che tuttavia rischiano di rimanere semplici slogan se non accompagnate da coerenza e da un reale rispetto per il territorio.
“La democrazia, infatti, non si tutela trasformando una comunità come Raffadali in un terreno di scontro simbolico tra nomi e schieramenti. Al contrario, essa si costruisce giorno dopo giorno, con presenza concreta, conoscenza del territorio e impegno costante.
“In questo contesto, la candidatura di Sabrina Mangione dovrebbe rappresentare un progetto credibile, radicato e vicino ai cittadini. Tuttavia, la scelta compiuta sembra restituire un’impressione diversa: quella di un territorio utilizzato come palcoscenico per una sfida mediatica, più funzionale alla visibilità personale che agli interessi della comunità.
“Emergono inoltre evidenti elementi di contraddizione. Se, come dichiarato, numerosi candidati avrebbero richiesto la disponibilità dell’onorevole La Vardera ricevendo un rifiuto, ci si chiede per quale ragione proprio Raffadali rappresenti un’eccezione. Si tratta di spirito di servizio o di convenienza politica? Di un reale impegno per la democrazia o di un’occasione per accendere i riflettori?
“Il rischio, in questi casi, è che la politica venga ridotta a narrazione, a scontro simbolico, a una ‘caciara’ costruita ad arte, lontana dai bisogni reali delle persone.
“I cittadini di Raffadali meritano ben altro. Meritano rappresentanti che conoscano davvero il territorio, che lo vivano quotidianamente e che sappiano intervenire con competenza e responsabilità. Non figure di passaggio, presenti solo temporaneamente e destinate a lasciare dietro di sé più rumore che risultati.
La democrazia non ha bisogno di passerelle, ma di serietà, coerenza e rispetto. Tutto il resto è propaganda”.
L’articolo Silvio Cuffaro a Ismaele La Vardera: concretezza, no slogan proviene da Sicilia ON Press.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Sicilia On Press
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

