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Fipe Confcommercio: “Istituzioni e imprese, necessario un dialogo rispettoso”

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Fipe Confcommercio: “Istituzioni e imprese, necessario un dialogo rispettoso”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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“La FIPE provinciale — Federazione dei Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio — alza oggi la voce con profonda, vibrante e inderogabile preoccupazione dinanzi al progetto di riqualificazione urbana di Piazza Attilio Regolo”.

Si legge in una nota diffusa da Confcommercio, ecco il testo integrale del comunicato stampa diffuso da Giovanni Morello, presidente Fipe Agrigento.

“Riconosciamo che il principio della “rigenerazione” urbana sia necessario per l’evoluzione di una città moderna. Tuttavia, non possiamo tacere di fronte a una visione politica che confonde il rinnovamento con la cancellazione, e che dimentica un dato fondamentale: Piazza Attilio Regolo è il cuore pulsante dell’antico borgo marinaro di Licata, luogo di memoria viva, identità collettiva e radice culturale profonda. Qualsiasi intervento che ne ignori la storicità non è rigenerazione: è amputazione. Non possiamo tacere di fronte a una visione che scambia la bellezza architettonica con il deserto sociale ed economico, e che confonde il rinnovamento con la cancellazione.
Il progetto — avvolto nella retorica della sostenibilità e del decoro — cela una realtà drammatica: la demolizione di due gelaterie che non sono semplici manufatti, ma simboli vivi di una comunità che lavora, investe e resiste. Abbattere significa cancellare posti di lavoro reali e vanificare anni di sacrifici condotti con serietà e pieno rispetto delle regole. Confcommercio FIPE non può accettare che il “progresso” di Licata si misuri sulla distruzione di aziende sane e famiglie condannate all’incertezza.
Il paradosso è bruciante. Quegli stessi operatori oggi minacciati di chiusura sono i medesimi che ogni anno sostengono il peso di una pressione fiscale comunale tra le più elevate, ricevendo in cambio servizi carenti e una totale assenza di programmazione strategica. Chiedere ulteriori sacrifici a chi già resiste con abnegazione, senza offrire in cambio alcuna visione di lungo periodo, è un errore amministrativo che rischia di trasformarsi in un danno sociale irreversibile. Ci troviamo di fronte a istituzioni che appaiono distanti verso chi produce, genera occupazione, anima le strade.  La desertificazione commerciale di Licata non è un fenomeno astratto: ogni saracinesca che si abbassa, ogni insegna che si spegne, è una ferita alla socialità, alla sicurezza e all’attrattività turistica della città. Una piazza dove spariscono attività commerciali è una piazza morta, un freddo esercizio di stile che smette di essere comunità.
Eppure la soluzione esiste, ed è concreta. La tecnologia progettuale moderna consentirebbe, con relativa facilità, di integrare l’esistente nel nuovo disegno della piazza senza snaturarne la visione estetica. Optare per la chiusura anziché per l’integrazione non è una necessità tecnica: è una scelta politica precisa, che predilige la “tabula rasa” alla valorizzazione del preesistente, e che FIPE Confcommercio respinge con fermezza.
Governare significa compiere scelte orientate al bene comune. Annullare il tessuto economico di Licata non è fare il bene di Licata. Per questo chiediamo con forza un immediato tavolo di confronto: un dialogo franco e costruttivo che porti a una variante progettuale capace di salvare i posti di lavoro, preservare le realtà imprenditoriali esistenti e restituire alla piazza la sua autentica vocazione storica, commerciale e sociale.
La riqualificazione non deve essere un atto calato dall’alto, ma un patto di cittadinanza fondato sul rispetto reciproco tra istituzioni e imprese. Confcommercio FIPE resterà ferma al fianco dei propri associati: non permetteremo che le luci di Licata si spengono nel silenzio e nell’indifferenza”.

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Fonte: quilicata.it

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