Canicattì: lunedì il Riesame decide sulla scarcerazione di quattro giovani. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
A pochi giorni dall’arresto con l’accusa di tentato omicidio, i quattro giovani coinvolti nella sparatoria avvenuta a Canicattì nella notte tra il 19 e il 20 aprile hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Lunedì i giudici della Libertà dovranno pronunciarsi sulla richiesta avanzata dai legali difensori, che puntano all’annullamento dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Nicoletta Sciarratta.
In carcere si trovano Matias Constantin Stoica, 19 anni, Christian Capizzi, 18 anni, Calogero Di Vinci, 19 anni, e Carmelo Pio Di Vinci, anch’egli diciannovenne. Tutti sono accusati di tentato omicidio; per uno di loro è contestato anche il possesso di sostanze stupefacenti finalizzato allo spaccio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i quattro avrebbero raggiunto l’abitazione di un coetaneo armati di una pistola calibro 22, esplodendo diversi colpi verso la finestra della casa. L’episodio sarebbe stato innescato da una lite avvenuta la sera precedente in discoteca, quando la vittima avrebbe reagito a un’aggressione colpendo con una bottiglia il fratello minorenne di uno degli indagati.
Le indagini, però, delineano uno scenario più complesso e fatto di tensioni che andrebbero avanti da mesi. Già nel settembre scorso il giovane preso di mira sarebbe stato accoltellato al torace da uno degli attuali arrestati. Da allora, secondo gli inquirenti, si sarebbe verificata una lunga escalation di intimidazioni, minacce e aggressioni: episodi avvenuti nei locali della città, messaggi sui social, telefonate minatorie e persino un inquietante biglietto lasciato sul banco di scuola con la frase latina “mors tua, vita mea”.
Determinanti, nell’inchiesta, anche gli esiti delle perquisizioni eseguite dalla polizia. Gli agenti hanno sequestrato circa due chili e mezzo di hashish, 35 grammi di cocaina, un fucile rubato e una pistola calibro 22 ritenuta compatibile con quella usata durante il raid armato.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Sciarratta sottolinea come le minacce rivolte alla vittima prima e dopo la sparatoria rappresentino un chiaro segnale intimidatorio e una rivendicazione dell’azione violenta compiuta. Ora sarà il Riesame a stabilire se confermare o meno il carcere per i quattro giovani indagati.
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Fonte: Sicilia24h
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