Ad Agrigento, l’acqua al centro del dibattito elettorale: la denuncia di un turista. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Non è un agrigentino esasperato dalla crisi idrica, ma un turista innamorato della Sicilia e della città dei Templi. E forse proprio per questo le parole pubblicate sui social da Paolo Trevisan stanno facendo discutere più di tante dichiarazioni politiche.
In un lungo post apparso nel gruppo Facebook “Agrigento Punto e a Capo”, Trevisan racconta il suo stupore dopo avere approfondito la situazione delle prossime elezioni amministrative ad Agrigento e, soprattutto, dopo avere scoperto che nel 2026 una città come Agrigento continua ancora a convivere con il razionamento dell’acqua potabile.
“Trovo INACCETTABILE che ad Agrigento NON ci sia acqua potabile corrente”, scrive il turista, spiegando di avere effettuato alcune ricerche sulle altre province siciliane e di avere constatato come città quali Palermo, Catania, Siracusa, Ragusa e Trapani, pur con criticità estive, riescano comunque a garantire un servizio idrico continuo.
Secondo il suo ragionamento, le realtà più in difficoltà resterebbero Enna, Caltanissetta e Agrigento, con Favara addirittura definita “maglia nera”.
Ma il passaggio che inevitabilmente entra nel vivo della campagna elettorale riguarda il confronto tra i programmi dei candidati sindaco.
Trevisan sostiene infatti di essere rimasto “interdetto” leggendo le proposte politiche dei vari schieramenti, evidenziando come il tema dell’acqua corrente venga affrontato in maniera centrale solo dal candidato sindaco Giuseppe Di Rosa.
“Solo Di Rosa lo mette come punto cruciale e auspica l’acqua corrente”, scrive l’autore del post, aggiungendo che altri candidati farebbero solo cenni marginali alla questione, mentre in alcuni programmi il tema apparirebbe addirittura assente.
Uno sfogo che, al di là delle preferenze politiche, riporta al centro un dato difficilmente contestabile: per migliaia di famiglie agrigentine l’acqua continua a non essere un servizio normale, ma un’emergenza quotidiana.
Una situazione che negli ultimi anni ha trasformato la gestione idrica in uno dei temi più esplosivi del territorio, tra turnazioni, autobotti, reti colabrodo, lavori infiniti, perdite milionarie e proteste civiche.
Il post di Trevisan colpisce soprattutto per un altro aspetto: l’immagine che Agrigento continua a trasmettere all’esterno.
“L’acqua è la cosa più importante in assoluto”, scrive ancora il turista, aggiungendo subito dopo il tema della sanità e della necessità di un ospedale adeguato.
Parole semplici, ma che rappresentano perfettamente ciò che molti visitatori percepiscono arrivando in città: un territorio straordinario sul piano storico, culturale e paesaggistico, ma ancora schiacciato da problemi essenziali che in altre realtà italiane vengono considerati normali servizi di base.
E proprio mentre la campagna elettorale entra nel vivo, il tema dell’acqua rischia sempre più di diventare il vero banco di prova politico delle prossime amministrative.
Perché al di là di slogan, alleanze e comizi, gli agrigentini — e persino i turisti — sembrano chiedere una cosa molto semplice: aprire il rubinetto e trovare finalmente acqua.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

