Giuseppe Di Rosa si rivolge agli agrigentini con una lettera sincera. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

“Cari agrigentini, mancano quattro giorni al voto”. Esordisce così il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa in una lettera a cuore aperto, scritta e inviata ai cittadini attraverso i media locali. Ecco il testo integrale.
“Quattro giorni che chiuderanno una campagna elettorale intensa, faticosa, a tratti durissima… ma anche straordinariamente bella.
Una campagna vera. Vissuta tra la gente, nei quartieri, nelle piazze, nei mercati, nelle periferie, nei confronti pubblici, negli incontri improvvisati per strada, nelle telefonate notturne, nei messaggi che non finiscono mai. E forse la cosa più bella di tutte è proprio questa: avere sentito attorno a me un affetto autentico.
Il mio telefono è stato letteralmente inondato di messaggi. Messaggi di incoraggiamento. Messaggi di stima. Messaggi arrivati da persone che magari non hanno mai fatto politica, ma anche da uomini e donne appartenenti a schieramenti completamente diversi dal nostro. Qualcuno mi ha scritto: “Questa campagna elettorale l’hai vinta a mani basse. Mediaticamente, nei contenuti, nella preparazione, nella credibilità”. E io credo che gli agrigentini abbiano visto e capito. Nei confronti pubblici non mi sono limitato a partecipare. Ho dimostrato preparazione, competenza e conoscenza reale dei problemi della città. Perché la preparazione non si improvvisa. La conoscenza della macchina amministrativa non si inventa. E soprattutto non si possono improvvisare quindici anni di battaglie, denunce, studio dei problemi della città e presenza costante sul territorio. La gente ha visto chi rispondeva tecnicamente, con contenuti concreti, con riferimenti amministrativi precisi, e chi invece viveva di slogan o cercava semplicemente l’effetto scenico. E nell’unica occasione nella quale qualcuno pensava di potermi delegittimare pubblicamente, è successo esattamente il contrario. Mi hanno attaccato pesantemente”.
Oltre le provocazioni, oltre le offese …

“Con provocazioni continue. Con attacchi personali. Con una conduzione che, diciamolo chiaramente, in più momenti è sembrata tutto tranne che imparziale.
Ma sono uscito da quella serata a testa alta. Non ho perso il controllo. Non ho ceduto alla rabbia. Non mi sono fatto trascinare nel fango. E quando ho capito che più che un confronto politico si stava trasformando in una trasmissione goliardica, ho risposto con goliardia. Senza mai perdere dignità e lucidità. Perché chi è libero non ha bisogno di urlare. Gli basta restare sé stesso. Io non sono nato candidato sindaco. Io sono stato per quindici anni l’opposizione vera al malaffare, ai sistemi di potere, alle convenienze trasversali, alle opacità che hanno soffocato Agrigento. Ho denunciato quando altri tacevano. Ho parlato quando tanti abbassavano la testa.
Ho affrontato da solo battaglie che nessuno voleva affrontare. Ed allora una domanda credo sia legittima.
Se colui che oggi in Sicilia dice di combattere il sistema, appena arriva ad Agrigento individua come primo bersaglio proprio Giuseppe Di Rosa… allora forse c’è qualcosa che non quadra. Perché chi combatte davvero certi sistemi dovrebbe riconoscere chi questa battaglia la porta avanti da anni. Non attaccarlo.
Ma sapete una cosa? Anche questo, alla fine, si è trasformato in un punto di forza. Perché gli agrigentini hanno capito ancora meglio chi sono. Hanno visto come reagisco sotto pressione. Hanno visto che non sono manovrabile. Che non ho padrini. Che non ho padroni. Che non c’è nessuno che domani possa bussare alla porta del Comune dicendo: “Giuseppe Di Rosa deve rispondere a me.” No. Io risponderò soltanto alla città. E questa, comunque vada, è già una vittoria enorme. Abbiamo riempito sale, cinema e piazze soltanto con la forza delle idee e della credibilità. La convention al cinema resterà una delle immagini più belle di questa campagna elettorale: un pienone straordinario, un affetto sincero, una comunità che si è ritrovata attorno ad un progetto libero. E poi c’è stata la mia famiglia. Sempre al mio fianco. Sempre presente. Sempre pronta a sostenermi anche nei momenti più difficili. Mia moglie. Le mie figlie. Gli affetti veri.
Perché fare politica senza perdere la propria umanità è ancora possibile. In queste settimane abbiamo fatto qualcosa che sembrava impossibile: abbiamo rotto il muro della rassegnazione. Abbiamo dimostrato che Agrigento non è condannata per forza agli stessi nomi, agli stessi sistemi, agli stessi equilibri che da decenni tengono ferma questa città. Abbiamo riacceso una speranza”.
La chiosa di un uomo libero
“Adesso mancano quattro giorni. E io vi chiedo soltanto una cosa: siate liberi. Liberi dalla paura. Liberi dai favori. Liberi dai condizionamenti. Liberi dal pensiero che “tanto non cambia nulla”. Votate pensando ai vostri figli. Alla dignità di questa terra. All’orgoglio di essere agrigentini. Qualunque sarà il risultato, una cosa nessuno potrà cancellarla: questa campagna elettorale ha dimostrato che ad Agrigento esiste ancora un popolo che non vuole più chinare la testa. E io quel popolo non lo tradirò mai”.
Con affetto, gratitudine e rispetto, Giuseppe Di Rosa
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Fonte: Report Sicilia
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