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Traffico di droga tra Germania e Sicilia: sei misure cautelari a Licata

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Traffico di droga tra Germania e Sicilia: sei misure cautelari a Licata. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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L’indagine avviata dopo il devastante incendio che il 20 gennaio 2024 distrusse parte dell’impianto di raccolta e smaltimento rifiuti della ditta Omnia, in contrada Piano Bugiades a Licata, ha portato alla scoperta di un presunto traffico internazionale di stupefacenti.

Quel rogo, ritenuto doloso dagli investigatori, aveva generato forte preoccupazione tra i cittadini licatesi per le possibili conseguenze ambientali. Le operazioni di spegnimento delle fiamme andarono avanti per nove giorni, mantenendo alta la tensione in città.

Nel corso delle indagini, condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, i carabinieri sono arrivati ai presunti responsabili dell’incendio. In alcune conversazioni sarebbe emerso il nome di Salvatore Antona, indicato dagli investigatori come possibile mandante del maxi rogo.

Antona, già condannato in via definitiva per estorsione a oltre 11 anni di carcere, era stato arrestato il 26 luglio 2024 in Germania, a Colonia, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo. Dopo l’arresto era stato trasferito nel carcere “Izzo” di Viterbo.

Proprio durante i colloqui in carcere con i familiari, monitorati dagli investigatori perché ritenuti utili anche all’inchiesta sull’incendio Omnia, sarebbe emerso un presunto giro di cocaina e hashish tra la Germania e Licata.

Secondo l’accusa, il detenuto sarebbe riuscito persino a utilizzare un telefono cellulare all’interno della struttura penitenziaria, coordinando l’acquisto e il trasferimento della droga insieme ai propri familiari e ad altri soggetti coinvolti.

All’alba i carabinieri hanno eseguito sei misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, su richiesta della Procura.

Disposta la custodia cautelare in carcere per Salvatore Antona, 48 anni, già detenuto a Viterbo; per Savio Salvatore Antona, 21 anni; e per il cittadino albanese Armand Lushaj, 38 anni, detenuto nel carcere di Teramo per altra causa.

Ai domiciliari con braccialetto elettronico sono finiti Lucia Cusumano, 43 anni, e Melchiorre Antona, 23 anni. Per un altro indagato, un cinquantenne, è stato invece disposto il divieto di dimora in Sicilia.

Complessivamente sono sette le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta antidroga. Tra queste figura anche un 56enne licatese residente in Germania che, secondo gli inquirenti, avrebbe proposto la vendita di 40 chilogrammi di hashish al prezzo di quattro euro al grammo.

L’indagine, partita per fare luce sull’incendio del centro di smaltimento rifiuti Omnia, si è quindi trasformata in un’inchiesta su un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti gestito tra Sicilia e Germania.

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Fonte: Sicilia24h

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