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Calogero Matina svela il suo nuovo libro al Castello di Favara

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Lo storico dell’alimentazione e docente di enogastronomia presenta nella sua città natale il libro che mette pace tra arancino e arancina e va alle radici della pietanza.

Il libro si intitola ”Il sole da mangiare” ed ha il sottotitolo “Da principe delle tavole dei nobili a… re dello street food”. Un excursus storico sull’arancina o arancino che dire si voglia.

Con questo libro, Calogero Matina, originario di Favara, intende creare un ponte tra la Sicilia orientale e quella occidentale, puntando i riflettori solo sull’origine della prelibata pietanza, discendente da una tradizione millenaria e divenuta simbolo tra i più iconici della gastronomia isolana.

La presentazione avverrà mercoledì 20 maggio ore 17.30 nella sala del Collare del Castello Chiaramontano, in piazza Cavour, a Favara, a cura dello stesso autore e della giornalista Carmen Greco.

Il libro è frutto di una lunga ricerca storica che ha portato Calogero Matina in giro per Sicilia, con l’intento di mettere pace tra l’arancina e l’arancino, due mondi che appartengono in egual misura all’autore, nato a Favara e naturalizzato catanese da oltre vent’anni.

Arancino o arancina?

Non importa. Da giudice imparziale. Calogero Matina mette un punto alla lunga disputa che ha coinvolto persino l’Accademia della Crusca, chiamata ad esprimersi sul corretto nome della pietanza da street-food più celebre dell’Isola.

Invece di perdersi nella competizione sul genere della gustosa pietanza gastronomica siciliana, Calogero Matina risale alle origini di questa prelibata preparazione della gastronomia isolana.

Nasce così “Il sole da mangiare – Da principe delle tavole dei nobili a… re dello street food”. Un libro di 152 pagine, uscito per i tipi di Markat Studio per conto della Confraternita dell’Arancinu e corredato da immagini realizzate con l’AI.

Il libro racconta ciò che rinviene nelle fonti documentali, che Calogero Matina ha consultato, girando biblioteche, studiando negli archivi, leggendo testi e testimonianze scritte: come il “Libro delle vivande “ di Al-Baghdadi (il celebre ricettario arabo del 1226) o gli scritti di Giuseppe Pitré (Palermo,1841-Palermo, 1916),  che descrive le “pallottole di riso fritte”, o quelli di  Salomone Marino (Borgetto, 1847 – Palermo, 1916) e quelli della più moderna storia dell’alimentazione.

Ecco, il libro di Matina ripercorre la storia di questo prodotto culinario prelibato, facendo conoscere le radici profonde dell’arancinu – così come lo definì per primo nel 1857  Giuseppe Biundi nel suo dizionario.

Ma l ’arancinu che non è solo cibo; è soprattutto identità. E Calogero Matina, da docente, “ha imparato a leggere la storia nei piatti”, tanto che oggi spiega come “la cucina sia anche un atto di resistenza per ricordare chi siamo”.

Ma chi è davvero, Calogero Matina?

Docente di enogastronomia, storico dell’alimentazione, autore e regista, è una figura poliedrica che ha sapute mettere insieme il sapere culinario e le radici storico-umanistiche della gastronomia siciliana.

Il suo percorso nasce in cucina negli Anni 80, ma è negli Anni 90 che si orienta verso la formazione, iniziando così una lunga carriera come docente di cucina nei migliori istituti professionali alberghieri italiani.

Il suo profilo si distingue per una forte interdisciplinarità: nel 1993 consegue il diploma in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento, successivamente completa il proprio percorso accademico con la laurea in Letteratura, arte, musica e spettacolo, consolidando.

Accanto alla dimensione didattica e tecnica, Calogero Matina ha sempre coltivato quella di autore, ricercatore e narratore della cultura gastronomica, tanto che ha scritto “Nostos – Storia di un viaggio nella cucina del Mediterraneo nel periodo greco-romano” a documentare un’epoca e un luogo dal punto di vista culinario.

Fondatore e presidente della Confraternita dell’Arancinu, ama unire gastronomia, cultura e territorio ed ha promosso la manifestazione “Nostos – Cibo e Mito” e il format “L’Arte a Tavola”  che fonde teatro, narrazione e degustazione in un’esperienza multisensoriale.

Nel 2001 è stato insignito del prestigioso Collare di Auguste Escoffier, a riconoscimento del suo ruolo di ambasciatore della pasticceria e della gastronomia siciliana che egli continua a svolgere egregiamente con passione e, ad un tempo, con professionalità come dimostrano le sue opere, le sue iniziative culturali, i suoi eventi poliedrici a base storico-gastronomica.

 

 

L’articolo Castello di Favara: Calogero Matina presenta il suo libro proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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