Panchina rossa in memoria di Antonella Alfano: la sorella denuncia l’assenza dello Stato. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
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A distanza di oltre quindici anni dal femminicidio di Antonella Alfano, la città di Agrigento ha scelto di trasformare il dolore in memoria, dedicandole una panchina rossa sul viale della Vittoria. Un gesto simbolico ma carico di significato, nato per ricordare una giovane donna il cui sorriso venne spezzato troppo presto dalla violenza.

Antonella fu uccisa il 5 febbraio 2011 da Salvatore Rotolo, l’uomo che avrebbe dovuto proteggerla e che invece le tolse la vita. Oggi, quella tragedia torna al centro della memoria collettiva attraverso un luogo che vuole essere monito contro ogni forma di violenza sulle donne.
Sulla panchina è stata incisa una frase che Antonella aveva pubblicato sui social poco prima di morire:
“Non permettere a nessuno di toglierti il sorriso”. Parole semplici, diventate oggi un messaggio potente di libertà, dignità e speranza.


Alla cerimonia erano presenti i familiari della giovane madre: la figlia minorenne, gli anziani genitori e soprattutto la sorella Rossana Alfano, che con grande commozione ha ripercorso gli anni difficili vissuti dalla famiglia dopo il delitto. Tra le lacrime, Rossana ha parlato dell’abbandono e della solitudine affrontati nel lungo percorso successivo alla tragedia, sottolineando quanto sia stato doloroso sentirsi lasciati soli proprio dalle istituzioni.
Nella nostra intervista mostra rammarico (eufemismo) per il fatto che l’assassino di sua soralle oggi è libero.
La panchina rossa non rappresenta soltanto un ricordo. È un simbolo permanente contro il femminicidio, un invito a non abbassare mai lo sguardo davanti alla violenza e a difendere il diritto di ogni donna a vivere libera, senza paura.
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Fonte: Sicilia24h
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