Sequestro di 182 mila euro a un esponente del clan Barcellonese. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Nella mattinata odierna personale della Polizia di Stato ha dato esecuzione al decreto di sequestro e confisca di beni immobili, per un valore stimato di circa 182.000 Euro, emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, accogliendo la proposta congiunta di misura di prevenzione patrimoniale del Procuratore della Repubblica e del Questore di Messina, nei confronti di un soggetto ritenuto attivo in seno alla consorteria mafìosa denominata clan dei barcellonesi.
In particolare, il provvedimento è il risultato di congiunte e articolate attività investigative svolte dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Messina, svolte anche a riscontro delle propalazioni di collaboratori di giustizia, che hanno cristallizzato l’attività illecita di un soggetto, condannato in passato, in via definitiva, per aver favorito la latitanza di un elemento di primo piano della criminalità organizzata mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, avendolo ospitato presso la propria abitazione, ove veniva tratto in arresto dalla Polizia di Stato nel 2013.
Le investigazioni svolte hanno acclarato il ruolo dell’odierno destinatario del provvedimento nell’ambito del clan dei barcellonesi, quale soggetto deputato alla gestione del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine per conto del medesimo sodalizio mafioso.
Il Tribunale – Sezione Misure di prevenzione – condividendo il quadro probatorio della proposta di prevenzione antimafia, nutrito degli esiti di una approfondita investigazione patrimoniale, ha operato la ricostruzione del profilo criminale del destinatario del provvedimento, quale appartenente al clan mafioso dei barcellonesi, sin dalla fine degli anni ‘90 e, almeno, fino al 2013, ritenendo la sussistenza della pericolosità sociale qualificata, ai sensi del testo unico antimafia (d. lgs. 159/2011).
In tale cornice temporale, le mirate investigazioni patrimoniali svolte sul suo conto hanno consentito di ricondurre l’acquisto di due appartamenti, formalmente intestati alla figlia nel 2017, all’utilizzo di provviste di denaro, in parte, derivanti dalla precedente vendita di un immobile acquistato dal proposto, proprio negli anni di accertata pericolosità sociale qualificata, disponendone il sequestro e la confisca, in quanto costituenti il reimpiego dei profitti illecitamente acquisiti.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Grandangolo Agrigento
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

