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Trump e Putin: l’illusione dell’Impero e le sue conseguenze geopolitiche

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Trump e Putin: l’illusione dell’Impero e le sue conseguenze geopolitiche. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 11 min

Le notizie frenetiche che giungono in tempo reale oggi, venerdì 29 maggio 2026, dipingono lo scenario di una superpotenza in affanno, impantanata in un conflitto asimmetrico che non sa come vincere e da cui non sa come uscire. Donald Trump, in un’intervista a Fox News che andrà in onda questo fine settimana, dichiara sornione che qualsiasi intesa con Teheran dipenderà da un “buon accordo” per gli USA, definendo gli iraniani “ottimi negoziatori” ma minacciando la ripresa delle ostilità. Nel frattempo, il vicepresidente JD Vance frena gli entusiasmi parlando di “buoni progressi” ma precisando che il Presidente non è pronto a firmare, mentre a Washington il Segretario di Stato Marco Rubio riceve l’omologo pakistano Ishaq Dar.

Dietro questa messinscena teatrale di forza e deterrenza si cela una realtà storica inoppugnabile: la guerra asimmetrica condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran si sta rivelando un fallimento strategico catastrofico su tutti i fronti.

Il vicolo cieco del Regime Change senza stivali sul terreno

Il peccato originale della strategia finto-muscolare di Trump e del governo israeliano risiede nell’illusione tecnologica e aerea. La storia militare degli ultimi trent’anni ha ampiamente dimostrato un assioma geopolitico inossidabile:

Non è possibile imporre un regime change (cambio di regime) o una capitolazione politica a una nazione di 90 milioni di abitanti, protetta da una complessa geografia montana, solo attraverso blocchi navali, sanzioni economiche e raid aerei mirati.

Senza un massiccio dispiegamento di truppe di terra (boots on the ground) — uno scenario che l’opinione pubblica americana, stremata dai fantasmi dell’Iraq e dell’Afghanistan, non accetterebbe mai — l’apparato di potere della Repubblica Islamica non può essere rovesciato. Di conseguenza, la campagna militare USA-Israele nel Golfo si è tradotta solo in un pericoloso logoramento delle rotte commerciali globali, culminato nel blocco dello Stretto di Hormuz.

Questa impotenza strutturale si riflette direttamente sulla fragilità dei canali diplomatici. L’odierno incontro a Washington tra Marco Rubio e il ministro pakistano Ishaq Dar evidenzia come gli USA debbano aggrapparsi alla mediazione di Islamabad per trovare una via d’uscita. Tuttavia, ogni bozza di accordo o tregua negoziata tramite il Pakistan rimane intrinsecamente volatile: Teheran sa perfettamente che Washington non ha la forza politica né militare per sferrare l’affondo decisivo, e usa il tavolo negoziale per alleggerire le sanzioni senza cedere nulla della propria postura regionale.

 

Un’aggressione ingiustificata a un non-pericolo

Il fallimento bellico di Trump è figlio di una pretesa di supremazia globale anacronistica. L’Iran, pur essendo un attore regionale complesso, non ha mai costituito una minaccia esistenziale diretta per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

L’ossessione ideologica di Trump lo ha spinto ad attaccare un paese sovrano in nome di uno slogan isolazionista e al tempo stesso imperiale. Il risultato? I fronti bellici aperti o esacerbati sotto la sua amministrazione stanno fallendo. L’economia globale è destabilizzata dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio e l’influenza americana in Medio Oriente è ai minimi storici, costringendo la Casa Bianca a rincorrere accordi al ribasso (come l’estensione della tregua di 60 giorni di cui si discute in queste ore) pur di non ammettere lo stallo.

Il cinico asse Trump-Putin: il tradimento dell’Europa

Il fallimento strategico nel Golfo non è un evento isolato, ma si connette strettamente a un’altra macroscopica e imperdonabile colpa geopolitica di Donald Trump: il suo trattamento amichevole e deferente nei confronti del dittatore sanguinario Vladimir Putin.

I due elementi si saldano in un legame di causa ed effetto che penalizza drammaticamente i popoli europei:

  • Distrazione strategica: Attaccando l’Iran e concentrando le risorse militari e diplomatiche nel Golfo Persico, Trump ha scientemente distolto l’attenzione e le risorse occidentali dal fianco orientale dell’Europa.
  • Il vantaggio di Mosca: L’instabilità in Medio Oriente e l’impennata dei costi energetici fanno l’assoluto gioco del Cremlino, che vive di rendita sulle esportazioni di idrocarburi e sfrutta il caos globale per consolidare le sue mire espansionistiche.
  • L’isolamento dell’Europa: Mentre i soldati americani e israeliani si impantanano in una guerra d’attrito sterile contro Teheran, l’Europa si ritrova doppiamente penalizzata: esposta sul fronte ucraino e gravata dai costi economici della crisi energetica provocata dalle decisioni unilaterali di Washington.

L’incoscienza con cui Trump flirta con Putin dimostra che la sua pretesa “supremazia statunitense” non è altro che un guscio vuoto: una politica estera schizofrenica che attacca nemici inventati (l’Iran) e strizza l’occhio a minacce reali (la Russia), lasciando gli alleati europei a pagare il prezzo più alto di questo disastro strategico.

 

Il bluff della “pace in 24 ore” e il collasso della diplomazia parallela

Il pantano del Golfo Persico non è solo un errore di calcolo isolato, ma l’ennesimo sintomo di una postura geopolitica velleitaria. Il fallimento bellico nei confronti dell’Iran si fonde e si specchia in quello che passerà alla storia come il più grande inganno diplomatico di Donald Trump: la promessa di porre fine alla carneficina in Ucraina “in 24 ore”.

Mentre Rubio vola a Islamabad nel disperato tentativo di puntellare un accordo volatile con l’Iran, i tavoli negoziali trilaterali sull’Ucraina (Usa, Russia, Ucraina) avviati ad Abu Dhabi e Ginevra sono ufficialmente congelati. E il motivo è di una lucidità disarmante: l’aggressione militare intrapresa dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran ha letteralmente saturato la larghezza di banda diplomatica e militare di Washington, facendo saltare ogni residua possibilità di mediazione in Europa.

Il piano di pace originario della Casa Bianca — un documento sbilanciato che ricalcava quasi interamente le pretese massimaliste del Cremlino (neutralità forzata di Kiev, tetto alle forze armate ucraine e riconoscimento della sovranità russa sul Donbass e sulla Crimea) — è naufragato di fronte all’irrigidimento delle parti. Il risultato è sotto gli occhi del mondo: lungi dall’essere isolato o indebolito, Vladimir Putin è oggi politicamente e militarmente più forte che mai.

I due fronti di un unico disastro strategico

La connessione concettuale tra il teatro ucraino e quello mediorientale svela la trappola in cui la Casa Bianca si è rinchiusa da sola.

Fronte Mediorientale (Iran) Fronte Europeo (Ucraina) Il Denominatore Comune
L’illusione: Ottenere il regime change a Teheran senza truppe di terra, usando solo sanzioni e raid. L’illusione: Fermare la Russia regalando a Putin concessioni territoriali e geopolitiche. Il fallimento: Trump cede sui dossier cruciali della sicurezza, dimostrando la debolezza USA.
La realtà: L’Iran non cede, i negoziati con il Pakistan sono fragili e Hormuz è destabilizzato. La realtà: La Russia controlla stabilmente il 20% dell’Ucraina e l’offensiva d’attrito continua. Il beneficiario: Il Cremlino incassa i profitti energetici del caos nel Golfo e avanza a Est.

 

L’incoscienza di Trump ha creato un cortocircuito perfetto. Perseguendo una pretesa e anacronistica supremazia globale, ha aggredito l’Iran — un paese che non rappresentava alcuna minaccia diretta per gli Stati Uniti — drenando risorse economiche e militari. Di questa distrazione strategica ha beneficiato direttamente Putin. Con l’attenzione di Washington monopolizzata dalle portaerei nel Golfo e dalle continue minacce televisive su Fox News, Mosca ha potuto intensificare la sua guerra d’attrito, logorando le difese ucraine e riducendo al silenzio i tentativi europei di imporre una tregua dignitosa.

Invece di portare la pace globale, la Dottrina Trump ha generato un mostro geopolitico a due teste: un Medio Oriente sull’orlo del baratro e un dittatore al Cremlino che detta le condizioni della sicurezza europea, forte della certezza che l’alleato americano è troppo occupato a inseguire i propri fantasmi imperiali in Iran per potergli opporre una reale resistenza.

 

Dott. Yari Lepre Marrani

 

 

CENNI SULL’AUTORE 

Yari Lepre Marrani: classe 1982, maturità classica e formazione giuridica conseguita con una laurea a pieni voti in giurisprudenza presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca. Nel 2018 ha conseguito la laurea in Scienze storiche presso l’Università Statale di Milano. Nato e cresciuto a Milano, ha sempre lavorato in questa città come Legal credit collector e consulente legale. Nel corso della sua vita ha affrontato molte prove emotive che hanno acuito la sua sensibilità già fortemente sviluppata sin dalla nascita. Il viaggio nella scrittura inizia prima dell’Università quando ha iniziato a collaborare con recensioni e poesie al quotidiano “L’Opinione delle Libertà”(2000).La vita l’ha portato a individuare che la sua passione per la scrittura, nata a 7 anni, era ed è la sua strada, la sua ragione di vita e la sua fonte di realizzazione. Si definisce una persona empatica e volitiva, sempre pronta a intraprendere nuove strade di realizzazione senza mai dare valore al verbo “arrendersi”. Un elemento importante della sua vita è stato il suo approccio alla creatività durante l’infanzia. Ha sempre coltivato il contatto con la natura, le montagne traendone un insegnamento di equilibrio interiore e fisico che ha successivamente voluto trasmettere nei primi componimenti che ha scritto.

Gli studi, il lavoro, l’amore per la narrativa non gli hanno impedito di sviluppare, sin dal liceo, un interesse per la cultura e l’erudizione. Ha così sviluppato una passione accanita, viscerale per tre materie: Storia, letteratura, religione giudaico-cristiana.

Giocatore di scacchi sin dalla pubertà, ha vinto da ragazzo alcuni tornei juniores(1996)

 Nel 2021, diventato giornalista pubblicista, ha iniziato a scrivere contributi su numerose testate nazionali e locali: l’Avanti, Italia e il Mondo, Affaritaliani, La Prealpina, Vivere Milano, i quattro giornali diretti dal Direttore Antonio Peragine: Stampa Parlamento, Corriere di Puglia e Lucania, Progetto Radici e Il Corriere Nazionale. Le ultime collaborazioni sono con la Voce Repubblicana, organo ufficiale del PRI, e soprattutto, con la testata l’Occidentale, fondata e diretta da Gaetano Quagliariello, ex Ministro per le riforme costituzionali nel Governo Letta. Sull’Occidentale, ha recentemente scritto una trilogia di articoli sui principali documenti costituzionali della storia inglese: dalla Magna Charta Libertatum(1215) e l’Habeas Corpus Act(1679) sino all’Atto dei Diritti(1688). Importante anche la collaborazione settimanale con NG(Notizie Geopolitiche), quotidiano indipendente online di geopolitica, su cui scrive come analista geopolitico.

Per la maggior parte di queste testate collabora continuativamente con articoli strettamente storici, politici e culturali che spaziano dalla Storia alla geopolitica. Tutti i suoi contributi, partendo dall’analisi di determinati eventi storici, intendono affrontare con piglio originale, perentorio e innovativo l’attualità politica e geopolitica. In occasione del 150° anniversario dalla morte di Alessandro Manzoni è uscito un breve saggio letterario sulla Prealpina, solo in formato cartaceo. Oggi il lungo contributo è presente anche su Stampa Parlamento(https://www.corrierenazionale.net/2023/12/08/ermengarda-e-napoleonecosi-vicini-nel-destino-trasfigurato-dalla-poesia-manzoniana/?fbclid=IwAR1hxR8ZxoouEFKzDkuPX2BcQv3mLnzZzn8PBxjfAuspktdNBaDhzHRAj_8). Sempre sulla Prealpina è uscito il 14/10/2023 un secondo breve saggio storico giuridico incentrato sull’analisi e attualizzazione del pensiero di C. Beccaria. Quest’ultimo contributo è uscito anche sul quotidiano locale Vivere Milano((https://www.viveremilano.info/cultura/beccaria-tra-passato-e-presente.html).

Tra le sue collaborazioni, merita ricordare quella con il Pensiero Mazziniano, periodico dell’AMI(Associazione Mazziniana Italiana): attraverso il pensiero e la collaborazione di accademici, studiosi e storici, l’AMI e il Pensiero Mazziniano vogliono sostenere e diffondere determinati ideali di emancipazione sociale, politica, morale e istituzionale propugnati dal pensiero repubblicano.

 Il suo viaggio nel mondo della poesia: la sua prima silloge è nata dal suo sentimento di sinergia e amore per la Natura che è la protagonista principale del libro, nelle sue differenti manifestazioni(dolci o brutali).

Tra il maggio 2021 e l’aprile 2022 ha pubblicato due sillogi :”Quel sentiero in mezzo al bosco” (Altromondo editore) e “Liriche crepuscolari”(Giulio Perrone Editore). Entrambi i libri sono stati promossi e presentati nei più rilevanti circoli letterari e in numerose emittenti radiotelevisive (da Radio Lombardia a Alo Web Tv, da Canale Italia a Rai Cultura; presentazioni: “Circolo A. Volta” di Milano, Rotary Club Milano presso i Chiostri Diocesani in Sant’Eustorgio, Cascina Linterno, Mercato Centrale di Milano). Tutte le presentazioni sono state video filmate e caricate su YouTube.

Nel novembre 2024 è uscita la terza raccolta di poesie, “I canti di un pellegrino”, per Booksprint Edizioni, candidata al Premio Strega Poesia 2025. Nel dicembre 2024 è uscita, per Nulla die edizioni, una nuova silloge, “L’occhio del sole”.

Le sue poesie sono apparse su Alessandria Today, Maremma News, Il Quotidiano di Puglia, il Piccolo di Trieste e la rivista Poesia del nostro tempo dove il critico Alfonso Maria Petrosino ha espresso il seguente giudizio: Yari Lepre Marrani ama le anastrofi, in particolare con gli aggettivi possessivi (“acqua sua lucente”, “cuore tuo puro”, “ai piedi tuoi”), non disdegna le apocopi agli infiniti (“por”, “patir”, “svanir, “comparir”) e indulge in una certa ridondanza aggettivale: la speranza è vana, la salvezza è provvida e i presagi sono oscuri. L’assertività delle frasi e il modo in cui vengono modulate sembrano quelli di una persona animata da una grande fede; e le cose dette (arcangeli, tramonti che annunciano aurore, contrizioni di peccatori) corrispondono a questa modulazione e a quest’assertività. Più che da schermo o da pagina, sono versi da pulpito.”Il link alla pagina: https://www.poesiadelnostrotempo.it/laboratorio-di-poesia-martina-derrico-yari-lepre-marrani-e-lorenzo-foltran/.

Hanno recensito la sua poetica anche l’Unione Sarda(https://www.unionesarda.it/cultura/i-canti-di-un-pellegrino-errante-per-il-mondo-ege282op), Radio Subasio(https://www.radiosubasio.it/news/cultura/i-sentimenti-e-le-esperienze-di-yari-lepre-marrani-nella-raccolta-di-poesie-i-canti-di-un-pellegrino/) , About Art On line(https://www.aboutartonline.com/le-liriche-di-yari-lepre-marrani-una-evocazione-alle-muse-della-storia/).

 Da settembre 2023 è presente tra i poeti contemporanei di WikiPoesia al seguente link: https://www.wikipoesia.it/wiki/Yari_Lepre_Marrani

 Email : ylepmarr@gmail.com

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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