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Sanità ad Agrigento: liste d’attesa tra dati allarmanti e promesse disattese

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Sanità ad Agrigento: liste d’attesa tra dati allarmanti e promesse disattese. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

Cosa sta succedendo

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La piattaforma nazionale boccia l’Isola

Nel primo quadrimestre 2026 la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa (Pnla) dell’Agenas ha analizzato oltre 65 milioni di prenotazioni di visite ed esami eseguite in strutture pubbliche e private accreditate. Nel complesso l’Italia mostra segnali di recupero: la percentuale di rispetto dei tempi di garanzia per le visite specialistiche è passata dal 76,1 % al 78,7 %, mentre per gli esami diagnostici (ecografie, TAC, risonanze) è salita dall’83 % all’84,7 %.

Nonostante questo progresso medio, la Sicilia figura fra le quattro regioni (con Abruzzo, Trento e Valle d’Aosta) che peggiorano sia per le visite sia per gli esami.

Nel primo quadrimestre 2026 soltanto l’80,6 % delle prime visite prenotate in Sicilia vengono erogate entro i termini di legge, contro l’88 % del 2025, e la quota scende al 72,8 % per gli esami diagnostici (contro l’84,6 % del 2025).

Dietro queste percentuali si nasconde un Paese nel quale quasi due milioni di prestazioni hanno sforato i tempi di garanzia. Nel quadrimestre gennaio–aprile 2026 sono stati erogati fuori tempo 1 225 915 visite specialistiche e 688 543 esami diagnostici, per un totale di 1 914 458 prestazioni, considerando tutte le classi di priorità.

La Sicilia contribuisce in modo pesante a queste cifre: la piattaforma indica che appena il 76,5 % delle visite urgenti (da eseguire entro tre giorni) e il 75 % di quelle brevi (entro dieci giorni) rispettano i termini.

Per gli esami urgenti il rispetto dei tempi scende al 55,1 % e la classe programmata (entro 120 giorni) si ferma all’84,7 %.

Colonoscopie lumaca e risonanze fantasma

Le percentuali aggregate nascondono situazioni drammatiche. La colonscopia, esame cruciale per la prevenzione oncologica, viene erogata nei tempi previsti in appena il 56,3 % dei casi.

Percentuali simili si riscontrano per ecocolordoppler cardiaci (62,6 %) o ecografie vascolari.

Altre indagini scivolano sotto il 40 %: una risonanza magnetica dell’addome rispetta i 60 giorni di legge solo nel 34 % delle prenotazioni.

L’effetto è che migliaia di pazienti restano in attesa oltre i limiti legali o rinunciano del tutto.

Agrigento: quando il CUP diventa un viaggio nel tempo

Se la piattaforma nazionale fornisce una fotografia a livello regionale, le cronache locali mostrano quanto la situazione peggiori sul territorio. Nel 2025, secondo le verifiche del deputato Davide Faraone, prenotare un esame specialistico nell’Agrigentino è un’impresa: per una colonscopia o una TAC cardiaca si attendono fino a sette mesi, la risonanza magnetica richiede sei mesi, e per visite endocrinologiche o allergologiche servono quattro o cinque mesi. La stampa locale online ha pubblicato un elenco di date che somigliano a un calendario di viaggi interstellari: per una colonscopia con priorità “B” (entro dieci giorni) la prima disponibilità al San Giovanni di Dio era fissata al 7 settembre 2024, mentre per la categoria “P” (programmata) la prima data era il 26 gennaio 2026. La tomoscintigrafia miocardica era disponibile per il 17 luglio 2025 e una risonanza cerebrale con contrasto addirittura per luglio o novembre.

Nel 2026 le cose non migliorano. Un’inchiesta ha rilevato che all’ospedale San Giovanni di Dio per una angio-TC dell’aorta toracica l’attesa supera i 200 giorni. Nel Siracusano i record sono impressionanti: 727 giorni per una colonscopia e 650 giorni per una mammografia monolaterale a Lentini, 648 giorni a Muscatello e oltre 420 giorni per lo stesso esame a Umberto I. Nella provincia di Catania si attendono 470–495 giorni per una colonscopia o una visita radiologica, mentre in quella di Trapani un’ecografia addominale richiede fino a 230 giorni e gli esami cardiovascolari circa 300 giorni. Il filo conduttore è l’impossibilità di accedere a servizi essenziali in tempi accettabili, aggravata dalla carenza di collegamenti viari e ferroviari nell’Agrigentino.

Le testimonianze personali rendono ancora più palpabile la crisi. Un  giornalista agrigentino, paziente oncologico di Agrigento, ha raccontato che il Centro unico prenotazioni (CUP) gli ha offerto una colonscopia a Sciacca per febbraio 2026; quando ha eseguito l’esame privatamente e si è reso necessario ripeterlo, il CUP gli ha proposto la data del 14 agosto 2025 a Canicattì. In un’altra denuncia a ReportSicilia, un paziente con prescrizione urgente per una visita di chirurgia generale ha ricevuto un appuntamento dopo 55 giorni e per una colonscopia dopo 200 giorni.  Si tratta di “criticità strutturali” e l’annunciato “azzeramento delle liste d’attesa” dell’Asp agrigentina sembra più un artificio contabile che una reale riduzione.

Intramoenia e SovraCUP: due facce della stessa medaglia

Dietro l’emergenza delle liste d’attesa si agitano cause strutturali e politiche. La Corte dei Conti, in un dossier di 101 pagine, ha sottolineato il ruolo dell’attività libero‑professionale intramoenia: secondo i magistrati la mancanza di controlli e limiti ha permesso ai medici di privilegiare le prestazioni private dentro gli ospedali, rallentando l’abbattimento delle liste d’attesa.

Sono state riscontrate anche gravi incongruenze nei dati trasmessi dalle aziende sanitarie; oltre il 90 % delle prestazioni specialistiche e l’80 % dei ricoveri in lista d’attesa risultano “eliminati” senza corrispondenti prestazioni erogate.

In altre parole, le code si accorciano sulla carta, mentre i pazienti restano in sala d’attesa.

La Regione ha reagito con annunci roboanti. Nel febbraio 2026 è stato attivato un portale regionale per consultare in tempo reale le liste d’attesa e, attraverso la finanziaria 2026‑2028, sono stati stanziati 6,1 milioni di euro per potenziare il SovraCUP, il sistema unico di prenotazione che dovrebbe gestire le agende di tutte le aziende sanitarie.

La Corte dei Conti ha però già bollato il SovraCUP come misura insufficiente, evidenziando che il sistema soffre di carenze organizzative e informatiche e non riesce a incidere sulle liste d’attesa.

Nel frattempo, il ministro della Salute ha presentato la piattaforma Agenas sottolineando che non serve a fare classifiche ma a “governare meglio il sistema”. L’Isola sembra però aver bisogno di ben più di una piattaforma per recuperare un ritardo che dura da decenni.

Che fare? Poche scorciatoie, molte riforme

Ridurre le liste d’attesa non è questione di slogan ma di organizzazione. Gli specialisti chiedono un maggior numero di medici, tecnici di radiologia e infermieri; senza personale sufficiente anche la migliore piattaforma resta un guscio vuoto. Serve inoltre una gestione trasparente dell’intramoenia: gli ospedali devono controllare che l’attività privata non sottragga slots alle prestazioni ordinarie, e la Regione deve valutare seriamente la sospensione temporanea dell’intramoenia quando i tempi di attesa superano i limiti di legge. La raccolta dei dati va migliorata: la Pnla evidenzia che la Sicilia ha un’alta percentuale di prestazioni classificate come “programmabili” (classe P), un trucco che sposta artificiosamente le visite in fasce di priorità più lunghe. La Corte dei Conti suggerisce verifiche incrociate tra Cup, medici prescrittori e direzioni sanitarie per evitare manipolazioni.

Sul versante tecnologico, il SovraCUP e il portale devono diventare strumenti realmente interoperabili: la possibilità di vedere in tempo reale la prima data utile in tutte le strutture della Regione e di essere ricontattati automaticamente quando un posto si libera può ridurre i “buchi” nei calendari. Infine, bisogna sfruttare il ruolo delle strutture private convenzionate senza abbandonare l’idea di un servizio sanitario pubblico universale: se l’Asp di Agrigento non può garantire una colonscopia entro i tempi previsti, deve attivare la mobilità verso altre province o convenzionarsi con centri privati, evitando che la disperazione spinga i pazienti a pagare di tasca propria.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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