Al momento stai visualizzando Giuseppe Arnone assolto dall’accusa di violenza privata nei confronti dell’avvocato Picone

Giuseppe Arnone assolto dall’accusa di violenza privata nei confronti dell’avvocato Picone

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Attualità
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Giuseppe Arnone assolto dall’accusa di violenza privata nei confronti dell’avvocato Picone. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 2 min

“Il fatto non sussiste”. Con questa formula, il giudice del Tribunale di Agrigento Manfredi Coffari ha assolto l’avvocato, attualmente radiato, Giuseppe Arnone, imputato di violenza privata alla collega Francesca Picone. Picone che secondo i pubblici ministeri sarebbe stata “costretta a concludere una transazione in una condizione di “minorata difesa, che derivava dalla sua condizione di indagata per estorsione”. I pubblici ministeri Alessandra Russo e Cecilia Baravelli nel 2020 disposero la citazione diretta a giudizio. Arnone – attualmente detenuto nel carcere di contrada Petrusa per avere violato alcune prescrizioni del magistrato di sorveglianza in materia di diffamazione – è stato assistito dagli avvocati Ninni Giardina e Davide Cortese. Per i fatti contestati venne arrestato direttamente in Tribunale. Il pm al termine della propria requisitoria aveva chiesto la condanna dell’imputato a 1 anno e 8 mesi di reclusione.

La notizia dell’assoluzione comunicatagli in carcere

L’accusa più pesante di estorsione, per la quale nel novembre di 5 anni fa fu arrestato in flagranza di reato dalla squadra mobile, era stata riqualificata. Secondo l’accusa Picone sarebbe stata costretta a concludere una transazione con cui si impegnava a pagare 50 mila euro per porre fine a una serie di contenzioni e a sottoscrivere un accordo in virtù del quale gli consegnava assegni per 14.000 euro. L’avvocatessa era imputata di estorsione ai danni di alcuni clienti disabili ai quali, secondo l’accusa, sarebbero state fatte pressioni indebite per pagare una somma ulteriore del suo onorario. L’ipotesi iniziale della Procura era che Arnone avrebbe preteso dei soldi, col pretesto della transazione, minacciando di informare i media. Dopo l’annullamento dell’ordinanza cautelare da parte del riesame e della Cassazione, la Procura ha deciso di rinviarlo a processo, un processo che a distanza di sei anni circa approda a conclusione, al termine di udienze a tratti roventi, con escussioni di vari testi e la produzione di una serie cospicua di materiale investigativo. 

Leggi anche: Altre notizie su Attualità

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento