Festa della Repubblica: istituzioni unite, ma pochi cittadini in piazza

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La consueta ridotta presenza di cittadini ha fatto da corona alla celebrazione degli 80 anni della Repubblica Italiana. Un atteggiamento, quello della gente comune, che conferma il progressivo distacco del popolo dalla celebrazione di istituzioni che ritengono lontane e spesso sorde. Però, è giorno di festa. Diversi i momenti che hanno caratterizzato la cerimonia nella Città dei templi, già alle 9,30 circa (mezz’ora prima di quanto detto nel programma ufficiale) a Villa Bonfiglio, è stata deposta la corona in memoria ai Caduti della Patria. Tutti poi in piazza Vittorio Emanuele, davanti la Prefettura di Agrigento, dove per consentire lo svolgimento dell’evento è stato “sequestrato” fino a giovedì prossimo il parcheggio sotto al palazzo del Governo. Una scelta discutibile, tenuto conto di come domani sia giornata lavorativa. Al netto di ciò, l’evento è stato molto suggestivo, sotto un sole cocente, soprattutto per coloro i quali erano in divisa. Alla presenza delle più alte cariche militari, civili e religiose della provincia un picchetto interforze ha reso omaggio al tricolore. Il prefetto Salvatore Caccamo ha quindi letto il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Durante la cerimonia, inoltre, sono state consegnate le prestigiose onorificenze di “ufficiale” e “cavaliere” della Repubblica. 

Le onorificenze

Al primo dirigente Cesare Castelli è stata assegnata l’onorificenza di “ufficiale”. Il titolo di “cavaliere” è stato assegnato al luogotenente Gaetano Bizzini; a Totò Cacciatore; al luogotenente Vito Casamassima; al Brig. Lgt. Andrea D’Agostino; a Vito Fiorino; Giuseppe Montana; Vincenzo Patti; Roberto Principato; al vice questore aggiunto Francesco Sammartino; ad Angelo Vita e al capo di Gabinetto della Prefettura Antonino Volpe.

“Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segno’ il compimento, da parte degli italiani, di un atto di liberta’ senza precedenti. Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio, inviato, in occasione della Festa della Repubblica, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. “Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di Combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d’Italia, restituendo alla nazione onore e liberta’”, aggiunge il capo dello Stato. “Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunita’ nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarieta’”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio, inviato, in occasione della Festa della Repubblica, al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano. ”Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potra’ esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanita’ sara’ costretta a vivere nella precarieta’”.

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Fonte: Report Sicilia

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