Scadenza PNRR ad Agrigento: il 30 giugno preoccupa enti e imprese locali. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

La fase finale del PNRR sta entrando nel momento più delicato.
La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 20 aprile 2026 della Legge n. 50/2026, di conversione del decreto-legge n. 19/2026, ha riportato nuovamente al centro del dibattito il termine del 30 giugno 2026 previsto per la conclusione degli interventi PNRR.
il termine del 30 giugno 2026 deve intendersi come data ultima per il completamento degli interventi e delle attività dei soggetti attuatori, così da consentire alle Amministrazioni titolari di rispettare il successivo termine del 31 agosto 2026 previsto per la finalizzazione della documentazione utile alla rendicontazione.
Attraverso candidature a bandi e assegnazioni, il Comune di Agrigento ha previsto progetti per i seguenti importi
37,384.928 milioni di euro dal PNRR;
4,900.000 milioni di euro dal Piano Nazionale Complementare.
Nel sito del Comune di Agrigento c’è un allegato in cui viene riportato il dettaglio di tutti i progetti finanziati per il Comune di Agrigento dal PNRR e dal PNC.
Di recente lìex Sindaco di Agrigento, Giovanni Miccichè, ha sostenuto la necessità di accelerare i cantieri Pnrr (con scadenza fissata al 30 giugno), lanciare la transizione digitale con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e ridisegnare il welfare per intercettare la nuova povertà della “fascia grigia”.
La provincia di Agrigento raggiunge al momento solo il 23,1 per cento di progetti conclusi.
Gli architetti agrigentini, tramite Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti, prospettano che molti interventi del PNRR non saranno completati entro il 30 giugno.
“Da una ricognizione degli appalti in corso – afferma Alfonso Cimino– riteniamo che questa scadenza non potrà essere rispettata per una buona parte degli interventi in corso di esecuzione. Il PNRR non può trasformarsi in un generatore di contenziosi ma deve rimanere uno strumento di rilancio socioeconomico dell’intero territorio nazionale. Sono molti gli interventi che non potranno rispettare la scadenza del 30 giugno 2026 e, dunque, è necessario che il governo regionale e quello nazionale prendano atto di questa criticità e avviino un monitoraggio sulle opere già appaltate e consegnate agli operatori economici, consentendo la prosecuzione e il completamento degli interventi. Viceversa – prosegue il presidente Cimino – il rischio è di creare ulteriori incompiute, enti che entreranno in dissesto finanziario, imprese e fornitori che dichiareranno fallimento e professionisti a cui non verranno riconosciuti i propri sforzi e il proprio lavoro. Sappiamo benissimo che le cause sono dettate, oggi più che mai, da un costo elevato delle forniture, dal contesto geopolitico che stiamo vivendo in modo preoccupante e da una mancanza di manodopera divenuta una costante. Una proroga a giugno 2027, consentirebbe appieno il raggiungimento di tutti gli obiettivi del PNRR. Per questo – conclude Alfonso Cimino – chiediamo un intervento immediato della politica bipartisan poiché il mancato raggiungimento degli obiettivi, con la scadenza del PNRR a giugno 2026, riguarda senza dubbio tutti”.
Agrigento non offre oggi un quadro pubblico sufficientemente aggiornato per dimostrare che la maggior parte dei grandi progetti PNRR sia già in sicurezza rispetto alla scadenza del 31 agosto 2026. La criticità non è solo esecutiva, ma soprattutto documentale: senza estratti ReGiS per CUP, certificati di ultimazione/regolare esecuzione, SAL finali, mandati quietanzati e check-list di controllo, la rendicontazione finale resta indimostrabile dall’esterno.
Per Agrigento, l’ultimo dato finanziario veramente puntuale e pubblico resta largamente quello censito nella tabella comunale basata su ReGiS 20 marzo 2023. Da lì si vedono anticipazioni ricevute, primi pagamenti o stanziamenti pluriennali; ma non si vedono i mandati 2024-2026 per CUP, le richieste di rimborso già lavorate dalle amministrazioni titolari, né gli eventuali scarti/rettifiche in fase di controllo. L’assenza di un export aggiornato per CUP impedisce oggi di rispondere in modo documentato, da fonte aperta, alla domanda giornalisticamente decisiva: quanto è stato davvero pagato e rendicontato ad oggi 3 giugno 2026?
Il caso più grave sul piano finanziario non è paradossalmente un PNRR puro ma il PNC Santa Croce: la Regione Siciliana ha disposto la revoca del finanziamento da 4,9 milioni e il recupero dell’anticipazione da € 735.000, dopo avere ritenuto non idonee le controdeduzioni del Comune alle criticità contestate. Questo episodio pesa comunque sul dossier complessivo Agrigento: mostra che su una parte del portafoglio straordinario collegato alla stagione PNRR/PNC il Comune non ha superato il vaglio regionale.
Le conseguenze del mancato rispetto della scadenza sono chiare e non politicamente negoziabili a livello locale.
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Fonte: Report Sicilia
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