Estate alle porte: il Comune di Agrigento si prepara per le spiagge libere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Con l’arrivo dell’estate, la sicurezza balneare torna al centro dell’attenzione lungo il litorale del Circondario marittimo di Porto Empedocle, dove la Guardia Costiera ha fissato le regole per la stagione 2026. L’ordinanza riguarda stabilimenti, spiagge libere attrezzate, strutture elioterapiche e attività turistiche connesse alla balneazione, con l’obiettivo di proteggere bagnanti, utenti del mare e naviganti. Il provvedimento si applica nei tratti costieri compresi tra Sciacca, Ribera, Cattolica Eraclea, Montallegro, Siculiana, Realmonte, Porto Empedocle e Agrigento.
Più controlli su spiagge e stabilimenti
Il punto centrale dell’ordinanza è il servizio di salvamento. Durante la stagione balneare, chi gestisce strutture destinate alla balneazione deve garantire la presenza degli assistenti bagnanti per tutto il periodo in cui vengono offerti i servizi spiaggia, come ombrelloni, lettini, sdraio, pattini o canoe. Per gli stabilimenti è prevista una torretta con un assistente abilitato ogni 80 metri di fronte mare, mentre sulle spiagge libere i Comuni devono organizzare il servizio secondo le distanze e il numero minimo di operatori indicati dalla normativa regionale.
La Guardia Costiera richiama anche l’importanza della comunicazione verso i cittadini. Quando il servizio di salvamento non è attivo, deve essere issata la bandiera rossa e devono essere esposti cartelli plurilingue che avvisano della balneazione non sicura. Le bandiere diventano così uno strumento immediato per capire le condizioni del mare: verde per servizio attivo e condizioni favorevoli, gialla per rischio potenziale, rossa per bagno sconsigliato o pericoloso.
Le regole per bagnanti, natanti e pescatori
L’ordinanza stabilisce che la zona di mare riservata ai bagnanti arriva fino a 300 metri dalla battigia e fino a 100 metri da scogliere o coste a picco. In quest’area la navigazione è vietata nelle ore di balneazione, salvo eccezioni per piccoli mezzi non a motore usati con prudenza. I limiti devono essere segnalati con gavitelli rossi, mentre le acque sicure per i nuotatori meno esperti devono essere indicate con gavitelli bianchi.
Attenzione anche alla pesca: nelle zone riservate alla balneazione è vietata dalle 8 alle 20 e quando sono presenti bagnanti. La pesca subacquea resta sempre vietata vicino alle spiagge frequentate. Per chi non rispetta le regole sono previste sanzioni secondo il Codice della Navigazione e le norme sulla nautica da diporto.
Gli obblighi dei comuni sulle spiagge libere
Un capitolo rilevante della sicurezza balneare riguarda direttamente i Comuni costieri. L’ordinanza stabilisce che, nelle spiagge libere individuate per la pubblica balneazione, le amministrazioni comunali devono garantire il servizio di salvamento secondo quanto previsto dalla legge regionale siciliana. Il servizio deve essere assicurato per un periodo minimo di 60 giorni e massimo di 120 giorni, con una presenza adeguata di assistenti bagnanti: almeno due operatori per i primi 150 metri di fronte mare e un ulteriore assistente ogni 75 metri o frazione successiva.
Quando il servizio non viene garantito, i Comuni hanno l’obbligo di comunicarlo immediatamente all’Autorità marittima competente e di informare chiaramente i cittadini. Sulle spiagge devono essere installati cartelli ben visibili, scritti in italiano, inglese, francese e tedesco, con l’avviso che la balneazione non è sicura per mancanza del servizio di salvamento. In questi casi deve essere esposta anche la bandiera rossa.
Ai Comuni spetta anche la segnalazione dei limiti delle acque riservate ai bagnanti, fissati fino a 300 metri dalla battigia e fino a 100 metri dalle coste a picco. Dove il sistema di gavitelli non viene predisposto, le amministrazioni devono collocare cartelli che avvisino gli utenti della mancata segnalazione del limite. Lo stesso vale per le cosiddette acque sicure, cioè quelle entro la profondità di 1,60 metri, pensate soprattutto per i nuotatori meno esperti.
L’ordinanza richiama anche la responsabilità dei Comuni nel prevenire situazioni di pericolo lungo il litorale, in particolare vicino a scogliere, aree franose, foci dei fiumi, ostacoli sommersi o tratti interdetti alla balneazione. In questi casi devono essere adottati provvedimenti utili alla tutela della pubblica incolumità, con apposita segnaletica monitoria. In sostanza, sulle spiagge libere la sicurezza non è lasciata al caso: i Comuni devono organizzare, segnalare e informare.
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Fonte: Report Sicilia
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