Alberi mutilati in città: addio a ombra e rifugio per gli uccelli. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

Dopo avere sventato nelle scorse settimane un possibile scempio nei pressi dello stadio Esseneto, analogo lieto fine non c’è stato per altri alberi posizionati in vari luoghi di Agrigento. Ad esempio al Viale della Vittoria, dove alcune specie sono state letteralmente mutilate, in piena stagione di nidificazione dei volatili, privando di indispensabili zone d’ombra molti angoli della città. Dalle parti del settore verde pubblico, evidentemente sconoscono i CAM criteri minimi ambientali , che regolamentano i lavori nelle stagioni e competenze agronomiche e forestali, configurando un danno al patrimonio e danno erariale. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono norme obbligatorie per le pubbliche amministrazioni quando affidano lavori, servizi o manutenzioni che riguardano il verde pubblico. Non sono semplici linee guida: derivano dal Piano Nazionale per gli Acquisti Verdi (GPP) e devono essere applicati negli appalti pubblici. Nei mesi scorsi, Report Sicilia e Conalpa intervennero nella zona della scuola Castagnolo, collaborando a fare svolgere nel modo migliore possibile l’intervento di potatura degli alberi antistanti la scuola. Non ci fu alcuno scempio, anzi, gli alberi sono belli e in salute.

La parola all’esperto
Per comprendere rapidamente il tema, può essere utile sintetizzare i principali aspetti che vengono più frequentemente ignorati durante interventi su alberi e aree verdi comunali. In questo senso ci aiuta il nostro esperto collaboratore, Giuseppe Ballarò: “Criteri Minimi Ambientali per la tutela degli alberi comunali frequentemente disattesi; Obbligo di censire e valutare preventivamente lo stato degli alberi prima dell’avvio dei lavori. Divieto di danneggiare apparato radicale, tronco e chioma durante cantieri, scavi e manutenzioni. Obbligo di delimitare e proteggere la zona radicale degli alberi con adeguate recinzioni. Divieto di deposito di materiali, mezzi meccanici, inerti o attrezzature all’interno dell’area di pertinenza delle radici. Divieto di compattare il terreno attorno agli alberi mediante il passaggio o la sosta di mezzi pesanti. Obbligo di adottare tecniche di scavo che minimizzino il danneggiamento delle radici. Divieto di eseguire capitozzature e potature drastiche che compromettano la salute della pianta. Obbligo di affidare gli interventi a personale qualificato nel settore arboricolturale. Obbligo di motivare tecnicamente ogni abbattimento con relazioni specialistiche. Obbligo di privilegiare la conservazione degli alberi rispetto all’abbattimento. Obbligo di sostituzione e compensazione delle alberature rimosse quando previsto dal progetto o dai regolamenti. Obbligo di utilizzare specie vegetali adatte al contesto climatico e ambientale locale. Obbligo di tutelare biodiversità, permeabilità del suolo e servizi ecosistemici forniti dagli alberi. Obbligo di monitoraggio e manutenzione successiva agli interventi”.
Perché il tema interessa i cittadini
Quando questi criteri non vengono rispettati si possono verificare simili effetti, come spiega Ballarò: “abbattimenti evitabili; indebolimento degli alberi che diventano pericolosi negli anni successivi; spreco di denaro pubblico per sostituzioni e manutenzioni straordinarie; perdita di ombra, assorbimento di CO₂ e mitigazione delle isole di calore; riduzione del valore paesaggistico e ambientale delle aree urbane. Una domanda all’amministrazione è molto semplice: “Prima dell’intervento sono state applicate tutte le prescrizioni previste dai CAM per il verde pubblico, comprese le misure di protezione delle radici, la valutazione tecnica delle alberature e la documentazione che giustifica eventuali abbattimenti?” Una domanda che meriterebbe una risposta immediata, ma che non cambia la sostanza di uno scempio, consumato nel silenzio delle autorità competenti, come ad esempio i nuclei ambientali di Carabinieri e Guardia di finanza ad esempio.
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Fonte: Report Sicilia
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