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Michele Sodano: una carriera politica segnata da opportunità e successo

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Se esiste una classifica nazionale della fortuna politica, Michele Sodano merita senza dubbio un posto nelle primissime posizioni. La sua parabola pubblica sembra infatti intrecciarsi, più che con una strategia politica impeccabile, con una serie di circostanze straordinariamente favorevoli.

Sette anni fa venne eletto sotto il simbolo del Movimento Cinque Stelle, nel pieno della travolgente ondata grillina che in quegli anni spazzava via ogni ostacolo. Era il periodo in cui il consenso per il movimento fondato da Beppe Grillo appariva inarrestabile: candidati sconosciuti diventavano parlamentari da un giorno all’altro, i collegi venivano conquistati con una facilità impressionante e la forza del simbolo contava spesso più della notorietà personale. In quel contesto, forte anche della sua vicinanza politica a Luigi Di Maio, Sodano si ritrovò proiettato verso il Parlamento senza dover affrontare le difficoltà che normalmente accompagnano una campagna elettorale. Era l’epoca dell’onda lunga del grillismo, e chiunque vi si trovasse sopra veniva trascinato verso il successo.

Poi il Movimento Cinque Stelle ha conosciuto il declino, le divisioni interne, le trasformazioni e le delusioni che tutti conosciamo. Molti dei protagonisti di quella stagione politica sono spariti dalla scena. Michele Sodano, invece, è riuscito a restare in piedi e oggi si ritrova alla guida della città di Agrigento.

Anche questa volta, però, il destino sembra avergli dato una mano. Perché la sua elezione non può essere letta senza analizzare ciò che è accaduto nel campo avversario. A consegnargli Palazzo dei Giganti è stato soprattutto un centrodestra incapace di trovare unità, lacerato da divisioni, personalismi e strategie contrastanti. Un centrodestra che avrebbe dovuto presentarsi compatto e che invece si è presentato agli elettori frammentato, con pezzi importanti come Lega e Democrazia Cristiana rimasti fuori dall’accordo principale.

Un ringraziamento particolare, se volesse stilare l’elenco dei suoi benefattori politici, Sodano dovrebbe rivolgerlo a Luigi Gentile. I voti ottenuti dal candidato sostenuto da Lega e DC si sono rivelati decisivi negli equilibri della competizione. Sarebbe bastata una parte di quel consenso per consentire a Dino Alongi di raggiungere il risultato necessario per chiudere la partita già al primo turno. Ma la politica non si fa con i “se” e con i “ma”: si fa con i numeri, e quei numeri hanno premiato Sodano.

Oggi Agrigento ha un nuovo sindaco. A lui vanno gli auguri di buon lavoro che spettano a chiunque riceva il mandato di governare una città complessa e ricca di potenzialità. Quanto alla fortuna, probabilmente non ha bisogno che gliela auguri nessuno. Finora lo ha accompagnato con una fedeltà rara.

L’auspicio è che continui ad assisterlo ancora, ma questa volta non per il bene della sua carriera politica. Per il bene di Agrigento. Perché le città non vivono di coincidenze fortunate, ma di amministrazioni capaci, scelte coraggiose e risultati concreti. E adesso, finita la campagna elettorale, è arrivato il momento dei fatti.

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Fonte: Sicilia24h

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