Processo Xidy in Cassazione: a settembre la parola definitiva sui boss agrigentini. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Il maxi processo nato dall’operazione antimafia “Xidy”, che nel 2021 portò a un duro colpo contro il mandamento mafioso di Canicattì e fece emergere nuovi scenari legati alla riorganizzazione della Stidda nell’Agrigentino, si prepara all’ultimo passaggio giudiziario. Il prossimo 30 settembre la Corte di Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi sui ricorsi presentati dagli imputati coinvolti nel procedimento celebrato con rito abbreviato.
Davanti ai giudici del massimo organo della giustizia italiana compariranno nove imputati tra presunti capi mafia e affiliati delle organizzazioni criminali del territorio. In secondo grado la Corte d’Appello di Palermo aveva confermato un quadro severo, emettendo nove condanne e quattro assoluzioni.
Tra le figure più note dell’inchiesta spicca Angela Porcello, ex avvocato e ritenuta dagli investigatori responsabile della gestione delle casse del mandamento. La donna, che in passato aveva tentato di avviare un percorso di collaborazione con la magistratura senza ottenere il riconoscimento dello status di collaboratrice di giustizia, è stata condannata a 9 anni, un mese e 23 giorni di reclusione.
Pesante anche la condanna inflitta a Giancarlo Buggea, ex compagno della Porcello e considerato uno degli esponenti più influenti di Cosa Nostra nella provincia agrigentina: per lui la pena stabilita in appello è stata di 20 anni di carcere.
Tra gli imputati figura inoltre Calogero “Lillo” Di Caro, indicato dagli inquirenti come storico punto di riferimento del mandamento di Canicattì e ritenuto secondo soltanto al boss Giuseppe Falsone, detenuto al regime dell’ergastolo e processato separatamente con rito ordinario. Per Di Caro la pena, inizialmente quantificata in 30 anni in continuazione con precedenti condanne, è stata rideterminata in 23 anni.
Condanne rilevanti anche per Luigi Boncori, considerato al vertice della famiglia mafiosa di Ravanusa e destinatario di una pena di 20 anni, e per Giuseppe Sicilia, ritenuto capo della cosca di Favara, condannato a 18 anni e 8 mesi. Completano il quadro delle condanne Calogero Paceco (8 anni), Gregorio Lombardo (17 anni e 4 mesi), Giuseppe D’Andrea (3 anni e 4 mesi) ed Emanuele Diego Cigna (8 anni e 5 mesi).
L’operazione Xidy, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai carabinieri del Ros nel febbraio 2021, portò all’arresto dei presunti vertici del mandamento di Canicattì, oltre che di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine e della stessa Angela Porcello. Le indagini hanno consentito di ricostruire gli assetti interni delle organizzazioni mafiose operanti nell’area, evidenziando anche la presenza di un gruppo riconducibile alla nuova Stidda, in contrapposizione agli interessi di Cosa Nostra.
Gli investigatori contestano inoltre una serie di episodi estorsivi, in particolare nel comparto delle mediazioni agricole, settore ritenuto strategico per gli interessi economici delle organizzazioni criminali coinvolte.
Con l’udienza fissata per il 30 settembre si avvicina dunque il capitolo finale di una delle più importanti inchieste antimafia degli ultimi anni nel territorio agrigentino.
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Fonte: Sicilia24h
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