AICA esternalizza: chi tutela davvero l’Azienda Idrica Agrigentina?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Mentre continua a crescere il dibattito sulla gestione di AICA, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini pubblica un nuovo avviso di manifestazione d’interesse finalizzato all’affidamento di un servizio tecnico per l’istruttoria e la definizione delle pratiche di nuovo allacciamento idrico e contrattualizzazione.
L’avviso riguarda l’individuazione di operatori economici da invitare ad una procedura negoziata, ai sensi dell’articolo 50 del nuovo Codice degli Appalti, per svolgere attività che fino ad oggi rientravano nella gestione ordinaria dell’azienda.
La domanda che molti cittadini e amministratori iniziano a porsi è semplice: perché AICA continua ad affidare all’esterno attività che dovrebbero rappresentare il cuore operativo di una società pubblica nata proprio per gestire il servizio idrico?
Il nodo del personale
AICA dispone già di una struttura amministrativa e tecnica composta da numerosi dipendenti. L’esternalizzazione delle pratiche di allaccio e contrattualizzazione apre inevitabilmente interrogativi.
Se l’azienda necessita di affidare all’esterno tali attività significa che:
- il personale interno è insufficiente;
- il personale non è adeguatamente organizzato;
- oppure si ritiene più conveniente ricorrere a soggetti esterni.
In tutti e tre i casi emergono questioni che meritano una riflessione pubblica.
Se esiste già personale in organico, quale sarà il suo ruolo dopo l’affidamento del servizio? Verranno riallocate le risorse interne? Oppure si assisterà all’ennesima duplicazione di costi che finirà per gravare sul bilancio aziendale?
Chi paga?
AICA è una società interamente pubblica. Qualsiasi costo aggiuntivo sostenuto dall’azienda finisce inevitabilmente per riflettersi sull’equilibrio economico della gestione.
Il timore espresso da diversi cittadini è che nuove esternalizzazioni possano tradursi in maggiori oneri che, prima o poi, potrebbero essere scaricati sulle bollette degli utenti attraverso gli strumenti tariffari previsti dal sistema.
Un interrogativo tutt’altro che secondario in una provincia che negli ultimi anni ha vissuto una delle più gravi crisi idriche della propria storia recente.
Il controllo analogo dei sindaci
La questione più delicata riguarda però il controllo politico e amministrativo dell’azienda.
AICA è una società partecipata dai Comuni agrigentini. I sindaci, attraverso gli organismi previsti dallo statuto, dovrebbero esercitare il cosiddetto “controllo analogo”, cioè una vigilanza simile a quella che eserciterebbero su un proprio ufficio comunale.
Eppure, da anni, associazioni, comitati civici e cittadini lamentano una sostanziale assenza di controllo effettivo sulle scelte strategiche dell’azienda.
Le domande che tornano con forza sono sempre le stesse:
- Chi autorizza queste esternalizzazioni?
- Quali valutazioni economiche sono state effettuate?
- Qual è il costo previsto dell’operazione?
- Sono stati verificati i carichi di lavoro del personale già assunto?
- I sindaci sono stati informati e hanno espresso un indirizzo preciso?
Il ruolo della Prefettura
Alla luce delle continue polemiche sulla gestione di AICA, cresce anche la richiesta di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni di vigilanza.
Molti amministratori e cittadini chiedono infatti quale sia il livello di monitoraggio esercitato dagli organi competenti su una società che gestisce un servizio essenziale come l’acqua e che negli ultimi anni è stata al centro di numerose contestazioni relative a debiti, perdite di rete, criticità finanziarie e organizzative.
Trasparenza e risposte
L’avviso pubblicato da AICA viene presentato come uno strumento per garantire procedure più rapide, istruttorie semplificate e maggiore efficienza nei rapporti con cittadini e professionisti.
Obiettivi condivisibili, ma che non eliminano la necessità di fornire risposte chiare su costi, benefici e ricadute organizzative.
Perché se una società pubblica continua a esternalizzare attività operative fondamentali, la domanda che resta sul tavolo è inevitabile:
AICA sta diventando più efficiente oppure sta semplicemente trasferendo all’esterno funzioni che dovrebbe essere in grado di svolgere con le proprie risorse?
E soprattutto: chi sta realmente esercitando il controllo su una delle società pubbliche più importanti della provincia di Agrigento?
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Fonte: Report Sicilia
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