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Agrigento, con l’uscita di Avania rimangono solo due dirigenti: Mantione e Insalaco.

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Agrigento, con l’uscita di Avania rimangono solo due dirigenti: Mantione e Insalaco.. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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La macchina comunale si ritrova con appena due dirigenti in servizio. Il sindaco Sodano redistribuisce le competenze dopo la scadenza del contratto dell’ingegnere Alberto Avenia. Ma il problema strutturale resta tutto sul tavolo.

AGRIGENTO – La decadenza dell’incarico dell’ingegnere Alberto Avenia, dirigente assunto ai sensi dell’articolo 110 del Testo Unico degli Enti Locali, apre ufficialmente una nuova fase nella già complessa organizzazione amministrativa del Comune di Agrigento.

Con la determina sindacale firmata dal neo sindaco Michele Sodano l’11 giugno 2026Determina+Sindacale+2026-67 , vengono infatti ridistribuite le responsabilità dei settori comunali tra i soli due dirigenti rimasti in servizio: l’avvocato Antonio Insalaco e il dottore Giovanni Mantione.

Una situazione che fotografa in maniera plastica le difficoltà strutturali dell’ente, chiamato a gestire una macchina amministrativa enorme con un numero di dirigenti ridotto all’osso.

Mantione “super dirigente” con cinque settori

La nuova ripartizione delle competenze assegna a Giovanni Mantione una mole di responsabilità impressionante.

Oltre a mantenere la guida del IV Settore “Servizi Finanziari” e del Servizio Informatico, Mantione assume infatti ad interim:

  • il III Settore (Tributi, Organismi partecipati e Patrimonio);
  • il VI Settore (Infrastrutture);
  • il VII Settore (Polizia Locale).

In pratica, cinque strutture amministrative finiscono sotto la responsabilità dello stesso dirigente.

Insalaco ne gestisce quattro

Anche l’avvocato Antonio Insalaco vede aumentare notevolmente il proprio carico di lavoro.

Oltre al I Settore “Affari Generali e Istituzionali”, gli vengono attribuiti:

  • il II Settore “Servizi alla Persona”;
  • il V Settore “Territorio Ambiente e Sanità”;
  • l’incarico di Vice Segretario Generale.

Complessivamente quattro aree strategiche dell’ente vengono concentrate nelle sue mani.

Fine dell’era Avenia

La redistribuzione delle competenze si è resa necessaria a seguito della cessazione del rapporto di lavoro dell’ingegnere Alberto Avenia, il cui contratto era strettamente collegato alla durata del mandato sindacale dell’amministrazione uscente.

Avenia gestiva il Settore Territorio, Ambiente e Sanità, il Settore Infrastrutture e il Patrimonio comunale, funzioni che ora vengono spartite tra Insalaco e Mantione.

Il vero problema: una struttura ridotta ai minimi termini

Al di là delle nomine, il dato politico e amministrativo che emerge con forza è un altro.

Mentre Agrigento si prepara ad affrontare le sfide del dopo Capitale Italiana della Cultura, la gestione ordinaria della città viene affidata di fatto a due soli dirigenti.

Una condizione che pone inevitabilmente interrogativi sull’efficienza dell’azione amministrativa, sui tempi delle procedure e sulla capacità dell’ente di rispondere tempestivamente alle esigenze dei cittadini.

Non è infatti una questione che riguarda soltanto l’organizzazione interna degli uffici. Tributi, lavori pubblici, patrimonio, servizi sociali, ambiente, polizia locale, finanze e affari generali rappresentano il cuore dell’attività comunale.

Con una concentrazione così elevata di responsabilità, ogni assenza, impedimento o rallentamento rischia di produrre effetti a catena sull’intera macchina amministrativa.

Una sfida immediata per il sindaco Sodano

La determina firmata nelle prime ore del nuovo mandato consente certamente di garantire la continuità amministrativa e di evitare vuoti di potere negli uffici comunali.

Resta però aperta la questione di fondo: il Comune di Agrigento può realmente affrontare le sfide dei prossimi anni con appena due dirigenti chiamati a governare praticamente tutti i settori dell’ente?

Una domanda che non riguarda soltanto il nuovo sindaco Michele Sodano, ma che rappresenta una delle eredità più pesanti lasciate dalla precedente amministrazione e che rischia di incidere direttamente sulla capacità del Comune di fornire servizi efficienti ai cittadini.

Perché se la politica cambia, gli uffici restano il motore della macchina comunale. E oggi quel motore sembra funzionare con molti meno cilindri del necessario.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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