Dissequestro di 31 mila euro per il funzionario comunale nell’appalto Mosella. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
La Procura di Agrigento ha revocato il sequestro dei 31 mila euro in contanti rinvenuti nell’abitazione di un funzionario comunale coinvolto nell’inchiesta sull’appalto per il rifacimento della strada Mosella. Il provvedimento arriva dopo le valutazioni degli inquirenti, che hanno ritenuto non più necessario mantenere il vincolo sulla somma.
Il denaro era stato trovato durante le perquisizioni effettuate dalla Squadra Mobile nell’ambito delle indagini sui lavori di manutenzione straordinaria dell’arteria che collega la strada statale 640 alla statale 115. Le banconote, prevalentemente da 50 e 100 euro, erano custodite in diverse buste collocate in vari punti dell’abitazione.
Agli investigatori il funzionario aveva spiegato che quei soldi provenivano da risparmi di famiglia e da somme ricevute in occasione di ricorrenze destinate alla figlia. La difesa, affidata all’avvocato Giuseppe Scozzari, aveva già manifestato l’intenzione di ricorrere al Tribunale del Riesame contro il sequestro, ma la decisione della Procura ha reso superfluo il ricorso.
Nel decreto di dissequestro, il procuratore Giovanni Di Leo evidenzia che il funzionario è indagato per ipotesi di reato che non prevedono la confisca del denaro e che le esigenze investigative sono state già soddisfatte attraverso la documentazione acquisita durante il sequestro. Per questo motivo è stata disposta la restituzione dell’intera somma.
L’inchiesta, tuttavia, prosegue e riguarda il maxi appalto da 3,2 milioni di euro per la riqualificazione della strada Mosella. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la società che si è aggiudicata i lavori sarebbe stata costituita con l’impiego di prestanome per aggirare i controlli previsti dalla procedura di gara.
Tra le contestazioni mosse dalla Procura figurano, a vario titolo, il trasferimento fraudolento di valori, la turbativa d’asta, l’induzione indebita e la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Gli accertamenti si concentrano anche su presunte irregolarità nel computo metrico relativo ai lavori di bitumazione, che avrebbero comportato un aumento dei costi stimato in oltre 400 mila euro.
L’indagine coinvolge complessivamente nove persone, tra funzionari comunali e professionisti. Nel corso delle attività investigative, gli agenti della Squadra Mobile hanno sequestrato documenti, fascicoli, computer, telefoni cellulari e altro materiale informatico sia negli uffici del Comune di Agrigento sia nelle abitazioni degli indagati.
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Fonte: Sicilia24h
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