Acqua ai cani, sete per gli uomini: Agrigento ha perso la vergogna. A Maddalusa arriva l’autobotte?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Ci sono notizie che fanno discutere. E ce ne sono altre che, se confermate, dovrebbero far arrossire chiunque abbia responsabilità istituzionali.
Ad Agrigento, nella città di Luigi Pirandello, può accadere che circa duemila persone restino senz’acqua perché abitano in immobili abusivi. Tra loro ci sono anziani, bambini, malati, persone con disabilità e famiglie che ogni giorno devono fare i conti con un diritto fondamentale trasformato in privilegio. Poi arriva la notizia che lascia senza parole: un’autobotte avrebbe rifornito d’acqua un canile della stessa contrada.
Sia chiaro, e va ribadito con forza: gli animali vanno tutelati. I cani devono bere, devono essere assistiti e nessuna persona civile potrebbe sostenere il contrario. Ma allora nasce una domanda che nessuno può liquidare con un’alzata di spalle: perché ai cani sì e alle persone no? Perché se l’acqua può essere trasportata fino a una struttura abusiva per garantire il benessere degli animali, non può arrivare anche a chi vive a poche centinaia di metri, magari costretto a lavarsi con una bottiglia o a scegliere se bere o cucinare?
Qui non è in discussione l’abusivismo edilizio. Chi ha violato la legge ne risponderà nelle sedi competenti. Ma lo Stato e le istituzioni non possono trasformare una sanzione amministrativa in una condanna alla sete. L’acqua non è un premio da concedere ai cittadini modello e da negare a chi ha una casa irregolare. L’acqua è vita, è salute, è dignità.
Il rischio sanitario esiste. Lo hanno denunciato i residenti. Lo impone il buon senso. Lo impone il forte caldo di questi giorni. Senza acqua non si garantiscono igiene, pulizia e condizioni minime di vivibilità. E quando in mezzo ci sono bambini, anziani e persone fragili, il problema non è più urbanistico: diventa umano.
Agrigento continua a collezionare primati di cui farebbe volentieri a meno. Capitale della Cultura, ma incapace di garantire un bene essenziale. Terra circondata da dighe piene e cittadini con i rubinetti asciutti. Una città dove spesso la burocrazia sembra più potente della coscienza.
Se la notizia dell’autobotte al canile sarà confermata, qualcuno dovrà spiegare ai cittadini quale principio è stato applicato. Perché la percezione che passa è devastante: gli animali hanno ricevuto ciò che agli esseri umani è stato negato. Non è una guerra tra uomini e cani. Chi prova a raccontarla così sbaglia bersaglio.
La vera domanda è un’altra: che idea di Stato è quella che riesce a trovare una soluzione per gli animali e non per migliaia di persone? Pirandello raccontava il teatro dell’assurdo. Agrigento, oggi, rischia di metterlo in scena ogni giorno.
E quando una città arriva al punto di far discutere se sia più facile dare da bere a un cane che a un bambino, significa che non è soltanto in crisi la politica. Speriamo sia una fake, ma temiamo il peggio
È in crisi la coscienza di un’intera comunità.
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Fonte: Sicilia24h
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