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Agrigento – Cefpas, il Gip: “L’incarico a Reina fu un’operazione politica per favorire La Rocca Ruvolo”. Gallo estraneo a questo episodio

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Agrigento – Cefpas, il Gip: “L’incarico a Reina fu un’operazione politica per favorire La Rocca Ruvolo”. Gallo estraneo a questo episodio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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L’ordinanza del Gip di Caltanissetta sull’inchiesta “Corte dei Miracoli” riserva uno dei passaggi più significativi alla vicenda dell’affidamento del servizio per la realizzazione della biblioteca digitale del Cefpas a Domenico Reina.

Ed è proprio su questo episodio che il giudice compie una distinzione netta rispetto alle responsabilità contestate.

Se da un lato l’ordinanza ricostruisce una procedura che, secondo gli investigatori, sarebbe stata costruita per consentire a Reina di aggiudicarsi l’incarico, dall’altro il Gip afferma che non emerge alcun coinvolgimento di Riccardo Gallo Afflitto in questa specifica vicenda, individuando invece il beneficiario politico dell’operazione nella deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo.

Il cambio della partita IVA e l’iscrizione al MePA

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, Domenico Reina avrebbe modificato la propria partita IVA passando dall’attività agricola di coltivazione dei cereali a quella relativa alla gestione di biblioteche e archivi dieci giorni prima della pubblicazione della procedura sul MePA.

Il giorno precedente alla pubblicazione dell’avviso si sarebbe inoltre iscritto allo stesso Mercato elettronico della Pubblica amministrazione, risultando poi l’unico partecipante alla consultazione. Circostanze che il Gip considera tutt’altro che casuali.

Il progetto scritto da un dipendente del Cefpas

L’ordinanza evidenzia inoltre come il progetto tecnico presentato da Reina sarebbe stato predisposto da Salvatore Giambelluca, dipendente del Cefpas.

Secondo il Gip, però, Giambelluca non avrebbe preso parte consapevolmente al disegno complessivo e avrebbe scoperto solo successivamente che il progetto elaborato da lui era stato utilizzato da Reina per partecipare alla procedura. Diversa invece la posizione della responsabile del procedimento Maria Luisa Zoda, ritenuta pienamente consapevole delle iniziative poste in essere dall’allora direttore Roberto Sanfilippo e definita dal giudice «prona al volere dell’ex manager».

“Un’operazione politica” per La Rocca Ruvolo

È però il passaggio dedicato alla finalità politica dell’affidamento ad assumere particolare rilievo.

Secondo il Gip, la vicenda non sarebbe riconducibile a Riccardo Gallo Afflitto, ma rappresenterebbe invece un’operazione politica finalizzata a favorire Margherita La Rocca Ruvolo.

Il giudice richiama le intercettazioni raccolte durante le indagini e ritiene che l’interesse per l’affidamento a Domenico Reina fosse riconducibile alla deputata agrigentina, evidenziando anche i contatti intercorsi e i ringraziamenti che lo stesso Reina avrebbe rivolto alla parlamentare.

Di contro, nell’ordinanza viene espressamente affermato che non emergono elementi dai quali desumere che Riccardo Gallo Afflitto fosse a conoscenza di questa specifica operazione, escludendolo quindi da questo episodio, pur restando destinatario di altre contestazioni nell’ambito della più ampia inchiesta sul Cefpas.

Gli atti trasmessi alla Corte dei Conti

Per il Gip, la vicenda presenta inoltre possibili profili di responsabilità contabile.

Per questo motivo è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti, affinché venga valutata l’eventuale esistenza di un danno erariale derivante dall’affidamento del servizio.

Naturalmente, le valutazioni contenute nell’ordinanza rappresentano l’attuale ricostruzione del Gip nella fase cautelare del procedimento. Tutte le persone coinvolte restano presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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