Agrigento – San Leone, il relitto del lido tra i bagnanti delle Dune. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Alle Dune di San Leone i resti di un lido si sgretolano a pochi passi dagli ombrelloni. Nessuna ordinanza è affissa.
Lo scheletro di uno stabilimento balneare, e attorno, a pochi centimetri, ombrelloni aperti e famiglie sull’asciugamano.
Uno scheletro di ferro e legno
La parte alta del manufatto conserva pilastri, travi e telai metallici percorsi da una corrosione estesa e ben visibile. Numerosi elementi sono privi delle chiusure originarie e della copertura; altri appaiono deformati, incompleti o sostenuti da una struttura ormai discontinua. Pannelli e tavolati restano collocati in quota, sporgenti e aggettanti verso il lato spiaggia, esposti al vento di mare; in più punti un elemento scuro pende già dal bordo del solaio superiore. In alto, appoggiato alla struttura ammalorata, resiste anche un serbatoio: di che cosa contenga, e in quale stato si trovi non sappiamo, ma quancuno dovrebbe fare le verifiche necessarie.
Le macerie sull’arenile
Ai piedi e ai lati del fabbricato si accumulano i materiali dello smontaggio e del deterioramento: lamiere arrugginite, tubazioni, telai di ombrelloni divelti, sedie di plastica accatastate, teli e “prato” strappati, una cabina sfondata. Frammenti sono disseminati direttamente sulla sabbia, molti con bordi taglienti e superfici ossidate. Chi passa scalzo, o un bambino che scambi l’area abbandonata per uno spazio da esplorare, ha di che farsi male.
La duna che arretra
Non è soltanto una questione di decoro: è il litorale che si ritira. Il fronte sabbioso è tagliato da una scarpata netta, il basamento e le fondazioni risultano scalzati e a vista. Il rudere non degrada solo per abbandono — è il mare che lo raggiunge.
Una rete che non recinta
Lungo il perimetro corre una rete ombreggiante bianca fissata a montanti di legno. È una schermatura visiva, non una recinzione di sicurezza: in più tratti risulta cedente o già scalzata alla base. Non impedisce con certezza l’accesso, non crea una distanza adeguata dalla struttura e non offre alcuna protezione dalla possibile caduta di materiali dall’alto. Qual è lo stato del serbatoio che vi mostriamo nella foto galleria?
A pochi metri dagli ombrelloni
È qui la notizia. Gli ombrelloni vengono piantati a ridosso del lato più deteriorato, i bagnanti transitano su entrambi i fianchi del manufatto, i ciclomotori sono parcheggiati contro il basamento eroso. La scena estiva scorre normalmente, all’ombra di travi sospese e pannelli in bilico.
Nessun cartello, nessuna ordinanza affissa
Sul posto non compare alcun cartello di pericolo, alcun divieto di accesso, alcun provvedimento affisso. Non è dato sapere, da ciò che si vede, se esista un atto che disponga la messa in sicurezza. Dire che il crollo sia imminente sarebbe azzardato? escludere distacchi, cedimenti locali o proiezioni di materiale — soprattutto con vento forte — sarebbe altrettanto imprudente? Chi ha competenza dovrebbe intervenire: interdire cautelativamente l’area, apporre la segnaletica e disporre le verifiche del caso. Finché ciò non accade, la sicurezza dei bagnanti resta affidata a una rete bianca che sventola come un sudario.
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Fonte: Report Sicilia
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