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Agrigento – Scavo d’urgenza a Maddalusa, moneta d’oro e una documentazione che lascia interrogativi

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Agrigento – Scavo d’urgenza a Maddalusa, moneta d’oro e una documentazione che lascia interrogativi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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La scoperta della rara moneta d’oro siracusana nella necropoli di Maddalusa è senza dubbio una notizia di grande rilievo per il patrimonio archeologico di Agrigento.

Secondo quanto comunicato dalla Soprintendenza, il reperto è stato rinvenuto durante uno scavo d’urgenza programmato per il recupero di una tomba a cappuccina di età greca, nell’ambito delle attività di tutela della vasta necropoli di Maddalusa, conosciuta dagli archeologi sin dal XIX secolo.

Ed è proprio l’espressione “scavo d’urgenza” a far nascere alcune riflessioni.

Cos’è uno scavo d’urgenza

Uno scavo d’urgenza non è un’attività di ricerca programmata con finalità esclusivamente scientifiche. Si tratta di un intervento disposto quando un contesto archeologico rischia di essere compromesso o distrutto e, proprio per questo, la documentazione assume un valore fondamentale.

Ogni fase dello scavo viene normalmente registrata con rilievi, fotografie, planimetrie e schede che consentono di ricostruire il contesto esatto del rinvenimento.

Il valore di un reperto archeologico, infatti, non dipende soltanto dall’oggetto in sé, ma soprattutto dal luogo e dalla posizione in cui viene trovato.

Lo scavo nasceva per recuperare una tomba

Il comunicato ufficiale spiega che l’intervento era finalizzato al recupero di una tomba greca.

Eppure, una volta annunciata la scoperta della moneta, della sepoltura non viene praticamente più parlato.

Non vengono pubblicate immagini della tomba.

Non vengono fornite informazioni sullo stato di conservazione.

Non si conosce se fosse presente uno scheletro.

Non viene descritto l’eventuale corredo funerario.

Soprattutto, non viene chiarito un elemento essenziale: la moneta è stata rinvenuta all’interno della tomba oppure all’esterno della sepoltura?

Una differenza tutt’altro che secondaria dal punto di vista archeologico.

Nessuna fotografia dello scavo

Anche il materiale fotografico diffuso lascia spazio a qualche domanda.

È stata pubblicata esclusivamente l’immagine della moneta.

Mancano invece fotografie dello scavo, della tomba, delle operazioni di recupero, del reperto ancora nel terreno o della documentazione tecnica che normalmente accompagna un intervento archeologico.

Naturalmente ciò non significa mettere in dubbio il ritrovamento.

Significa semplicemente osservare che, trattandosi di una scoperta così importante, una documentazione più ampia avrebbe consentito a cittadini e studiosi di comprenderne meglio il contesto.

Una fotografia da laboratorio

L’immagine della moneta appare realizzata dopo il recupero.

Lo sfondo bianco uniforme, l’illuminazione controllata e l’assenza di riferimenti metrici o cartellini identificativi fanno pensare a una fotografia eseguita in laboratorio dopo le prime operazioni di pulizia.

Una scelta assolutamente comprensibile per la presentazione del reperto.

Ciò che manca, però, è la fotografia del momento del rinvenimento, quella che documenta il rapporto tra il reperto e il contesto archeologico.

È proprio questa la cosiddetta “catena documentale”, fondamentale negli scavi e ancor più negli scavi d’urgenza.

Domande legittime, non polemiche

La necropoli di Maddalusa è uno dei più importanti siti archeologici del territorio agrigentino. Da oltre un secolo e mezzo restituisce testimonianze preziose della storia dell’antica Akragas.

Proprio per questo, ogni nuova scoperta rappresenta un patrimonio di tutti.

Le domande che poniamo non vogliono mettere in discussione la professionalità degli archeologi né l’autenticità del reperto.

Al contrario, vogliono contribuire a valorizzare una scoperta che merita di essere raccontata nella sua interezza.

Per questo ci rivolgiamo alla Soprintendenza e ai responsabili scientifici dello scavo affinché rendano pubblici gli elementi mancanti: la documentazione fotografica della tomba, il contesto esatto del ritrovamento, la posizione della moneta rispetto alla sepoltura e gli altri dati scientifici raccolti durante l’intervento.

Sarebbe il modo migliore per trasformare una bella notizia in un esempio di trasparenza scientifica e di divulgazione del patrimonio archeologico, consentendo a tutti di conoscere fino in fondo una scoperta che appartiene alla storia di Agrigento.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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