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Agrigento, terminal bus nel caos: Auto e pullman si incrociano da dieci anni. E adesso una pensilina nell’area vincolata: Dov’è il nulla osta?

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Agrigento, terminal bus nel caos: Auto e pullman si incrociano da dieci anni. E adesso una pensilina nell’area vincolata: Dov’è il nulla osta?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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⏱️Tempo di lettura: 6 min

Si deve aspettare che accada qualcosa di grave prima di intervenire?

È questa la domanda che Report Sicilia torna a porre dopo avere documentato ancora una volta, con fotografie e video, ciò che quotidianamente accade nella cosiddetta stazione degli autobus di Piazza Vittorio Emanuele ad Agrigento.

Le immagini parlano da sole: pullman di grandi dimensioni impegnati nelle manovre, automobili private che contemporaneamente attraversano l’area, mezzi che si incrociano, passeggeri che salgono e scendono dagli autobus e pedoni costretti a muoversi nello stesso spazio.

Tutto questo nel cuore della città.

E tutto questo non da qualche settimana, ma da quasi dieci anni.

Il “provvisorio” del 2016 diventato permanente

La storia è ormai nota.

Nel 2016, dopo la chiusura ai pullman extraurbani di maggiori dimensioni della stazione di piazzale Rosselli, Piazza Vittorio Emanuele venne individuata quale soluzione provvisoria.

Provvisoria.

Eppure sono trascorsi quasi dieci anni e quell’area continua a funzionare come terminal degli autobus.

Giuseppe Di Rosa ha sollevato la questione ripetutamente nel corso degli anni: prima attraverso il movimento civico Mani Libere, successivamente durante la sua attività nel Codacons e oggi continua a farlo chiedendo che qualcuno, finalmente, mostri gli atti e chiarisca definitivamente la situazione.

La domanda principale rimane quella di sempre: questa area è stata regolarmente autorizzata come terminal/autostazione dagli organismi competenti e, in particolare, dalla Motorizzazione Civile?

Se esistono le autorizzazioni, vengano rese pubbliche.

Le fotografie di oggi: autobus e automobili nello stesso spazio

Le nuove fotografie che pubblichiamo rendono ancora più evidente il problema.

Non stiamo parlando semplicemente di qualche automobile parcheggiata male.

Le immagini mostrano autobus di grandi dimensioni che devono effettuare manovre all’interno di uno spazio nel quale contemporaneamente circolano automobili.

In una fotografia un pullman attraversa praticamente l’intera carreggiata mentre le auto transitano a pochi metri. In altre si vedono più autobus contemporaneamente presenti nell’area mentre continua la normale circolazione veicolare.

È questa una condizione compatibile con le prescrizioni di sicurezza previste per un terminal?

Dove sono i percorsi protetti dei passeggeri?

Dove avviene la separazione tra i flussi pedonali e quelli degli autobus?

Dove sono gli spazi destinati esclusivamente alle manovre dei mezzi?

E soprattutto: perché le automobili private possono attraversare quello stesso spazio nel quale autobus lunghi diversi metri effettuano continuamente manovre di ingresso, uscita e accostamento?

Attenzione: non basta dire che “nei terminal le auto sono vietate”

Su un punto bisogna essere precisi.

Non esiste una regola nazionale formulata semplicemente nel senso che “in qualsiasi terminal italiano è sempre e comunque vietato il transito delle automobili”. La disciplina dipende dalla classificazione dell’area, dalla regolamentazione della circolazione, dalla segnaletica, dalle autorizzazioni e dal progetto di sicurezza del singolo terminal.

Ed è proprio questo che rende ancora più urgente conoscere gli atti relativi a Piazza Vittorio Emanuele.

Se questa è un’autostazione, qual è il progetto autorizzato della circolazione interna? Quali sono gli spazi riservati ai pullman? Quali quelli destinati ai pedoni? Perché il traffico ordinario interferisce con le manovre degli autobus?

Il problema non si risolve con le opinioni. Si risolve mostrando autorizzazioni, planimetrie, prescrizioni e provvedimenti.

E mentre tutto questo resta senza risposta, arriva la pensilina

Come se non bastasse, proprio in questi giorni all’interno dell’area sono iniziati i lavori per installare una nuova pensilina.

Sia chiaro: offrire finalmente un riparo ai passeggeri è certamente un intervento utile.

Ma c’è un problema ben più importante.

Piazza Vittorio Emanuele ricade in un’area sottoposta a tutela e, per gli interventi per i quali la normativa lo richiede, entra in gioco la competenza della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

E allora Report Sicilia pone una domanda semplicissima:

dov’è il nulla osta della Soprintendenza per la realizzazione della pensilina?

A nostra conoscenza, al momento non risulta essere stato mostrato alcun provvedimento autorizzativo della Soprintendenza relativo all’opera.

Questo non consente di affermare automaticamente che l’autorizzazione non esista, ma rende indispensabile verificarlo immediatamente.

Perché se il nulla osta esiste basta pubblicarlo e ogni dubbio sarà eliminato.

Se invece non esiste ed era necessario, il problema sarebbe ben diverso.

Un milione di euro per gli interventi di riqualificazione

Il cartello di cantiere fotografato nei giorni scorsi riporta come oggetto: “Interventi di riqualificazione straordinaria ed arredo urbano di ville e giardini e di servizi pubblici”.

L’importo complessivo del progetto indicato è di 1.000.000 di euro, mentre l’importo netto complessivo contrattuale dei lavori è indicato in 690.121,59 euro oltre IVA.

Il cartello indica inoltre come data di inizio dei lavori il 9 marzo 2026.

Tutto legittimo, naturalmente, se accompagnato dai titoli e dai pareri necessari.

Ma proprio perché parliamo di denaro pubblico e di un intervento realizzato in un’area delicata della città, la trasparenza dovrebbe essere assoluta.

Dieci anni di domande: dobbiamo aspettare l’incidente?

La questione più grave, però, resta quella della sicurezza.

Possibile che per quasi dieci anni nessuno abbia ritenuto necessario risolvere definitivamente il problema?

Possibile che una soluzione nata come provvisoria nel 2016 sia diventata una stazione permanente senza che la città abbia mai avuto una vera autostazione adeguatamente organizzata?

Possibile che autobus, automobili e pedoni debbano continuare a condividere gli stessi spazi?

Bisogna aspettare il “danno grosso” per scoprire improvvisamente che quell’area non era adatta?

Dopo un eventuale incidente sarebbe troppo facile ricostruire responsabilità, competenze, autorizzazioni e prescrizioni.

Le verifiche servono prima, non dopo.

Report Sicilia invia nuovamente la segnalazione agli organi competenti

Per questa ragione Report Sicilia trasmetterà anche questo articolo, insieme alle fotografie e alla documentazione disponibile, tramite PEC alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, alla Procura della Repubblica di Agrigento e al Comando della Polizia Locale di Agrigento – Nucleo Vigilanza Edilizia.

Alla Polizia Locale chiediamo un sopralluogo e una verifica immediata dei titoli relativi al cantiere della pensilina.

Alla Soprintendenza chiediamo una risposta altrettanto semplice: esiste un’autorizzazione per l’intervento che si sta realizzando in Piazza Vittorio Emanuele? Se esiste, quando è stata rilasciata e con quali eventuali prescrizioni?

Qualora invece l’intervento risultasse privo di un’autorizzazione necessaria, saranno gli organi competenti a dover adottare immediatamente i provvedimenti previsti dalla legge, compresa, ove ne ricorrano i presupposti, la sospensione dei lavori.

E chiediamo anche che venga finalmente verificata l’intera situazione del terminal: autorizzazioni, disciplina della circolazione, sicurezza dei passeggeri, percorsi pedonali e interferenza fra autobus e traffico privato.

Le regole valgono anche per il Comune

Il punto, alla fine, è tutto qui.

Quando un cittadino vuole realizzare un’opera in una zona vincolata deve presentare documenti, aspettare pareri e rispettare prescrizioni. Lo stesso vale per un’impresa.

Non può esistere una legalità per il privato e un’altra per la pubblica amministrazione.

Se tutto è perfettamente autorizzato, si mostrino gli atti e Report Sicilia sarà il primo giornale a pubblicarli.

Se invece qualcosa manca, qualcuno dovrà spiegare come sia stato possibile iniziare i lavori.

Perché dopo quasi dieci anni di “provvisorietà”, mentre pullman, automobili e pedoni continuano a convivere nello stesso spazio, non possiamo aspettare che sia un incidente a costringere tutti a chiedersi ciò che Giuseppe Di Rosa domanda dal 2016:

ma questa stazione è davvero in regola?

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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