Agrigento – Canicattì, iniziata la vendemmia dell’Uva Italia: Produzione in aumento ma prezzi in calo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Al via da pochi giorni la raccolta di Uva Italia a Canicattì e nei comuni dell’hinterland. Il caldo afoso di queste settimane ha fatto anticipare ma di poco la raccolta di quello che viene definito l’oro bianco di Canicattì. Cosa ben diversa per l’uva da mosto la quale proprio a causa dell’afa e delle temperature elevate ha fatto registrare un anticipo di maturazione di parecchie settimane e danni al settore con molte viti che sono state letteralmente “bruciate”. Questi dati sono stati forniti da Salvatore Lo Dico, uno dei maggiori imprenditori del settore ed ex presidente del Consorzio Igp ruolo che ha ricoperto sino al 2023. “Quest’anno- dichiara Salvatore Lo Dico c’è una produzione massiccia di Uva Italia. Frutto che attualmente viene acquistato sulla pianta ad un prezzo che oscilla tra i 40 ed i 50 centesimi al chilo. Attualmente l’Uva viene rivenduta tra gli 80 centesimi e l’euro al chilo. Un prezzo basso proprio perché sul mercato vi è tanto prodotto. Quest’anno abbiamo iniziato a raccogliere da poco-continua Salvatore Lodico–. Il mercato, al momento, è già invaso da tante tipologie di uva, a partire dalla Victoria che è ancora presente e dalle numerose apirene che provengono dalla zona di Mazzarrone e dalla Puglia. L’uva Italia, però, ha il suo tipico gusto di moscato e quindi siamo perfettamente in gioco. La stagione- aggiunge l’imprenditore agricolo- entrerà nel vivo a giorni, quando apriremo la commercializzazione anche alla GDO”. L’uva da tavola di Canicattì, infatti, raggiunge i mercati di Spagna, Belgio, Germania, Polonia, Romania ma in Europa il maggiore consumatore è la Francia. In Italia, l’uva che viene coltivata nell’area del canicattinese viene distribuita e si può trovare sui banchi frutta di marchi come Lidl, Coop, Eurospin, Carrefour per citarne soltanto alcuni tra i più importanti.. Quest’anno la vendemmia dovrebbe terminare non oltre il mese di novembre. Ma anche in questo caso bisognerà attendere le settimane a venire per vedere quale sarà l’andamento climatico. “Certamente- continua Salvatore Lo Dico- se questo caldo anomalo continuerà anche l’Uva Italia ne risentirà. La speranza è quella che al più presto si raggiungano temperature decisamente più miti e che soprattutto non manchi l’acqua per irrigare i vigneti. Insomma soltanto al termine della campagna vendemmiale si potrà fare un bilancio definitivo di come andrà la stagione della raccolta delle uve che dura complessivamente cinque mesi. “Penso- aggiunge Salvatore Lodico che la campagna dell’uva Italia sarà qualitativamente ottima e, anche se è troppo presto per fare previsioni più precise. Per quanto riguarda la commercializzazione dell’Uva da Tavola di Canicattì – conclude Salvatore Lodico- il 50% del prodotto viene venduto in Francia, un altro 25% è destinato alla Polonia che anno dopo anno fa registrare un significativo aumento nell’acquisto. Il resto rimane in Italia dove il prodotto non manca mai negli scaffali dei supermercati e sui banchi dei mercati delle grandi città”. Nota dolente anche quest’anno è la mancanza di manodopera. Operai che non bastano a soddisfare il fabbisogno di richiesta delle grandi, medie e piccole aziende che operano nel settore
Carmelo Vella
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