Agrigento – La promessa: “Nessuno resta indietro”. La realtà: Danilo torna a dormire in strada e c’è ancora chi attende la retta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Danilo di nuovo senza tetto e rette mai pagate a una comunità alloggio: il welfare di Sodano alla prova dei fatti.
Era siciliano, di Pozzallo, e a Firenze lo chiamarono il “sindaco santo”. Giorgio La Pira, giurista, costituente, dal 2018 Venerabile, requisiva ville vuote per dare un tetto agli sfrattati e diceva che una città si giudica da come tratta chi non ha niente. Nel 1950, su Cronache Sociali, scrisse L’attesa della povera gente e rivolse al governo sei domande. La quarta è la più scomoda per chiunque amministri:
«È il governo persuaso che nessun ostacolo di natura finanziaria può e deve impedire il raggiungimento almeno graduale di questo obbiettivo? Che i “danari” in ogni caso non possono non esistere anche se è estremamente faticoso il reperirli?»
Ad Agrigento, in questi giorni, due vicende mettono quella domanda sul tavolo del sindaco Michele Sodano e dell’assessora ai Servizi sociali Roberta Lala.
Il video del 23 giugno e la panchina del 20 agosto
Il 23 giugno, dodici giorni dopo la proclamazione, sindaco e assessora annunciano in un video la sistemazione trovata per Danilo, palermitano senza fissa dimora, intercettato grazie a un appello social. Sodano non promette solo un letto: parla della necessità di «intraprendere un percorso» e, rivolto a lui, dice: «Stasera avrai un letto, avrai il cibo e speriamo in un percorso per il futuro di inserimento». Il Comune si attiva anche per il cambio di residenza da Palermo — passaggio non simbolico: senza residenza non c’è competenza, e senza competenza non c’è presa in carico.
La prima sistemazione è un albergo cittadino; poi, secondo la ricostruzione di Report Sicilia, una casa di accoglienza parrocchiale, per sua natura temporanea. Venti giorni, dirà lo stesso sindaco. Il 20 agosto Anna Marino, presidente dei Volontari di Strada, annuncia che Danilo «sarà fuori in strada». Due giorni prima l’associazione aveva chiesto pubblicamente al Comune di aprire gli appartamenti inutilizzati del proprio patrimonio.
Nel frattempo, il 6 agosto, sindaco e assessora sono stati ricevuti dall’arcivescovo Damiano alla Fondazione Mondoaltro per costruire una rete sugli “ultimi”. Il tavolo si allarga mentre il primo caso simbolico si sfalda.
La retta che non arriva
Il secondo caso non ha telecamere. Dal 19 settembre 2024 una cittadina agrigentina con grave patologia psichiatrica è ospite della Comunità Alloggio “Raggio di Sole” di Porto Empedocle. La titolare ha scritto al Comune il 31 luglio. Il 20 agosto ha riscritto: nessun riscontro. Tre domande, sempre le stesse: a che punto è il procedimento, quando sarà assunto l’impegno di spesa, quando saranno riconosciute le rette.
Il meccanismo è noto: quota sanitaria all’ASP, quota sociale a Comune e utente secondo ISEE. Senza determina di impegno, la struttura lavora a credito. Da quasi due anni.
Non è un’anomalia isolata, ed è l’amministrazione stessa a dirlo. Intervistata da AgrigentoNotizie il 6 agosto, l’assessora Lala elenca fra le criticità ereditate «una lista d’attesa per l’accoglienza dei disabili psichici in strutture convenzionate» e dichiara di lavorare al suo abbattimento. L’ex sindaco Franco Miccichè, dal canto suo, rivendica di aver garantito con fondi comunali proprio «il ricovero dei disabili psichici nelle comunità alloggio». Le due affermazioni non coincidono, e la verifica spetta agli atti contabili.
Il buco nel programma
Il capitolo di apertura del programma elettorale di Sodano si intitola, testualmente, «Nessuno resta indietro: una città più giusta, accessibile e vicina alle persone». Una pagina più avanti: «Una città più giusta non promette tutto a tutti, ma fornisce strumenti concreti perché nessuno resti solo».
Eppure quel capitolo, otto sezioni, contiene doposcuola, voucher sportivi, navette per anziani, sterilizzazioni e cimitero per animali d’affezione — e non una riga su senza dimora, emergenza abitativa, dormitorio pubblico o salute mentale. I Volontari di Strada avevano consegnato ai quattro candidati un documento con tre proposte: Banco Alimentare, Emporio Civico, dormitorio comunale. Nessuna è entrata nel programma. Il 26 giugno l’assessora ne ha assunto impegno formale in un incontro a Palazzo dei Giganti. Restano impegni.
Il criterio di La Pira
Il Comune è in esercizio provvisorio, con rendiconto 2025 e bilancio 2026-2029 ancora da approvare. È un vincolo reale, non un alibi: l’esercizio provvisorio disciplina i tempi della spesa, non sospende le prestazioni essenziali già in erogazione. E ammesso che il denaro manchi, resta la scelta di come si comunica ciò che non si può fare.
Qui sta il punto politico. Un’amministrazione può non avere i fondi. Non può annunciare in video un percorso e lasciarlo senza atti, né lasciare senza risposta due lettere in venti giorni. La differenza fra La Pira e la propaganda non è la santità: è la determina.
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Fonte: Report Sicilia
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