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Agrigento – Licata, impianto carburanti di Corso Umberto: Il CGA sospende la decadenza disposta dal Comune

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Accolta l’istanza cautelare della GIAP. Per il Consiglio di Giustizia Amministrativa vanno approfondite le contestazioni sul difetto di motivazione e di istruttoria del provvedimento comunale. Al centro anche l’autorizzazione rilasciata nel 2018.

LICATA – Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana interviene sulla vicenda dell’impianto di distribuzione carburanti della GIAP – Gestione Impianti Autonomi Petroli S.r.l., situato in Corso Umberto a Licata, e accoglie l’istanza cautelare presentata dalla società.

Il CGA, a Sezioni riunite, ha infatti espresso parere favorevole alla sospensione del provvedimento con il quale il Comune di Licata aveva dichiarato la decadenza dei titoli autorizzativi dell’impianto. La GIAP è assistita dagli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza.

La decisione del Comune

La vicenda nasce dalla determinazione dirigenziale n. 79 del 16 gennaio 2026, attraverso la quale il Comune aveva disposto la decadenza dei titoli autorizzativi n. 204 del 26 settembre 2007 e n. 304 del 30 luglio 2018.

Proprio il provvedimento del 2018 assume un ruolo importante nella controversia: aveva infatti ampliato l’originaria autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, comprendendo anche la parte di strada destinata alla sosta dei clienti in attesa del rifornimento e consentendo alla società l’iscrizione all’Anagrafe Impianti Distribuzione di Carburanti.

GIAP ha quindi impugnato la decisione attraverso un ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, chiedendo anche la sospensione cautelare degli effetti del provvedimento.

Ed è proprio su questa richiesta che arriva adesso il pronunciamento favorevole del CGA.

Il punto centrale: motivazione e istruttoria da approfondire

Il passaggio più significativo del parere riguarda le modalità attraverso le quali il Comune è arrivato alla dichiarazione di decadenza.

Nella fase cautelare il Collegio ha ritenuto che non possa essere esclusa la fondatezza delle censure riguardanti il difetto di motivazione e di istruttoria sollevate dalla società.

Secondo quanto emerge dal documento, il provvedimento comunale non avrebbe preso adeguatamente in considerazione le diverse argomentazioni contenute nella memoria presentata da GIAP durante il procedimento amministrativo.

L’amministrazione si sarebbe limitata a rilevare l’incompatibilità dell’impianto richiamando l’articolo 1, comma 112, della legge n. 124/2017, senza procedere a una concreta valutazione dell’adeguatezza dell’impianto rispetto al contesto nel quale si trova.

Ma c’è un altro elemento che il CGA considera rilevante: il precedente provvedimento del 2018, attraverso il quale era stata ampliata l’autorizzazione originaria, non sarebbe stato adeguatamente considerato nella decisione successivamente assunta dal Comune.

Un passaggio tutt’altro che secondario, perché pone una questione che adesso dovrà essere approfondita: come si concilia la decadenza dichiarata nel 2026 con il precedente atto attraverso il quale la stessa amministrazione aveva ampliato l’autorizzazione?

Non soltanto chiusura: previsto anche il ripristino dei luoghi

A pesare sulla decisione cautelare c’è inoltre la portata concreta del provvedimento impugnato.

L’atto comunale, infatti, non prevedeva soltanto la cessazione dell’attività dell’impianto, ma anche il ripristino dello stato dei luoghi. Un effetto evidentemente rilevante e potenzialmente difficilmente reversibile, che il CGA ha preso in considerazione nella valutazione della richiesta cautelare.

Da qui il parere favorevole all’accoglimento dell’istanza e, dunque, alla sospensione del provvedimento contestato.

Adesso la vicenda entra nel merito

È importante chiarire un punto: quello del CGA è un pronunciamento cautelare e non rappresenta ancora la decisione definitiva sulla controversia.

Ma il segnale giuridico è significativo.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ritiene che le questioni sollevate dalla GIAP meritino un approfondimento, soprattutto sotto il profilo della motivazione, dell’istruttoria amministrativa e della valutazione del precedente titolo del 2018.

Il provvedimento di decadenza adottato dal Comune di Licata, dunque, per il momento viene fermato.

La partita resta aperta e sarà il successivo esame della controversia a stabilire definitivamente la legittimità o meno dell’azione amministrativa.

Per adesso resta un dato: la GIAP ottiene tutela cautelare e il CGA ritiene che sulle ragioni poste dal Comune alla base della decadenza sia necessario andare più a fondo.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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