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Agrigento – Scala dei Turchi, parla Mallia: «Non mi sono scusato con Donegani. Le relazioni mi preoccupano» – video

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Agrigento – Scala dei Turchi, parla Mallia: «Non mi sono scusato con Donegani. Le relazioni mi preoccupano» – video. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il sindaco di Realmonte nell’intervista a Report Sicilia: «L’attività dei volontari è legittima». Riferisce dell’invito ai turisti a non pagare il ticket e conferma le valutazioni della Polizia municipale e dell’ufficio legale. Donegani respinge la ricostruzione e prospetta una querela.

REALMONTE – «Io non mi sono scusato con Donegani. Non avevo motivo di scusarmi con Donegani». E ancora: «Sto leggendo la relazione e quello che c’è scritto, sinceramente, mi desta tanta preoccupazione».

È Alessandro Mallia, sindaco di Realmonte, a parlare davanti alla telecamera di Report Sicilia. Nel suo ufficio, il primo cittadino affronta il caso della discussione alla Scala dei Turchi che ha coinvolto Miguel Donegani, ex deputato regionale ed esponente di Controcorrente.

Un’intervista nella quale Mallia chiarisce il ruolo dei volontari, descrive il sistema di accesso al sito, riferisce quanto emerge dalle prime relazioni e racconta la telefonata avuta con Donegani. Conferma inoltre che la documentazione è all’esame della Polizia municipale e dell’ufficio legale, senza annunciare una denuncia già presentata.

Il sindaco mette subito un punto fermo sul metodo: gli accertamenti non sono conclusi. Le sue parole distinguono ciò che ha appreso dagli operatori da ciò che ha vissuto direttamente durante il colloquio telefonico.

Prima dell’intervista, la posizione di Donegani

Nella nota inviata a Report Sicilia, Donegani definisce la ricostruzione «completamente falsa». Afferma di essere stato in acqua con familiari e amici, senza intenzione di raggiungere la Scala dei Turchi o aggirare i controlli. Nega minacce, tentativi di evitare il pagamento e la frase sulla “fine di Mondello”.

Sostiene di avere contestato il comportamento della volontaria e descrive come civile il confronto telefonico con Mallia. Attribuisce le scuse a un altro volontario e alla vigilessa, verso la quale esprime apprezzamento. Chiede la pubblicazione della rettifica e si riserva iniziative legali.

È questa la sua posizione, che riportiamo prima di dare spazio al sindaco. Le dichiarazioni che seguono consentono ai lettori di conoscere anche la ricostruzione dell’amministrazione.

L’intervista video integrale ad Alessandro Mallia

«Era in un’area interdetta»: perché il sindaco ritiene giustificato il richiamo

Il primo elemento affrontato da Mallia è il luogo nel quale si trovava Donegani.

Secondo quanto il sindaco riferisce dalle prime relazioni, l’ex deputato era in un’area interdetta e la volontaria doveva richiamarlo.

«Si ritrovava dentro un’area che è comunque interdetta e che doveva essere richiamato», afferma.

Mallia non attribuisce automaticamente a Donegani l’intenzione di entrare evitando i controlli. Precisa di voler considerare in buona fede la spiegazione ricevuta sulle sue intenzioni. Ma distingue questo aspetto dalla necessità di uscire da una zona non fruibile.

È un passaggio centrale: per il sindaco, il richiamo non dipendeva dal nome del visitatore o dalle sue intenzioni, ma dalle prescrizioni di sicurezza.

Mallia ricorda che in passato persone avventuratesi in quel tratto sono scivolate e che per soccorrerle è stato necessario anche l’intervento via mare.

«L’attività del volontario è legittima»: la convenzione con il Comune

Il sindaco dedica un chiarimento preciso al rapporto tra i volontari e l’amministrazione.

Non sono dipendenti comunali, spiega, ma appartengono a un’associazione di Protezione civile convenzionata con il Comune di Realmonte. La collaborazione comprende attività di vigilanza, primo soccorso e antincendio.

Alla Scala dei Turchi i volontari monitorano i passaggi e richiamano al rispetto delle prescrizioni relative alle aree interdette e a quelle fruibili.

«L’attività del volontario è legittima», sottolinea Mallia.

La precisazione è rilevante anche rispetto alla nota di Donegani, nella quale si sostiene che il sindaco avrebbe detto che l’associazione non lavorava per conto del Comune. Nell’intervista, invece, Mallia rivendica espressamente il rapporto convenzionale.

Non essere dipendenti comunali, quindi, non significa non svolgere un servizio per l’ente.

Cinquanta ingressi ogni venti minuti: «Meno sì, ma più mai»

Mallia spiega poi il compito degli agenti della Polizia municipale presenti all’ingresso: assicurare il contingentamento previsto dal regolamento.

Il limite indicato è di cinquanta visitatori ogni venti minuti.

«Meno sì, ma più mai», puntualizza, collegando il numero delle persone ammesse alla possibilità di gestire la sicurezza sulla marna.

Il sindaco richiama anche la cartellonistica: informazioni sui servizi e sulle tariffe, indicazioni delle aree interdette e fruibili, ordinanze e divieti di balneazione nel tratto interessato.

Nella sua ricostruzione, dunque, gli operatori non applicano disposizioni improvvisate, ma affiancano con la propria presenza un sistema di regole e informazioni esposte sul posto.

La relazione sull’invito ai turisti a non pagare

Uno dei passaggi più rilevanti dell’intervista riguarda quanto sarebbe avvenuto davanti all’ingresso.

Mallia riferisce che, secondo la relazione dell’agente presente, Donegani avrebbe invitato i turisti in attesa a non pagare il ticket, sostenendo che la Scala dei Turchi fosse libera.

Non è una scena alla quale il sindaco dichiara di avere assistito: è un elemento che riferisce dalla documentazione degli operatori e che dovrà essere verificato insieme alle altre versioni.

Il primo cittadino descrive anche le conseguenze della discussione:

«Il rammarico sta nell’aver creato quella situazione, dove necessariamente ha bloccato un servizio, perché bisognava comunque ristabilire un po’ la calma».

La frase esprime la valutazione di Mallia sull’accaduto. Non equivale a una qualificazione penale né a una responsabilità già accertata.

Resta però un punto sul quale il sindaco richiama l’attenzione: oltre alla discussione individuale, vi sarebbe stato un effetto sul regolare svolgimento degli ingressi.

La telefonata e la domanda sulla concessione demaniale

Mallia conferma di essere stato chiamato dall’agente della Polizia municipale, che gli ha passato Donegani.

L’ex deputato, racconta, lamentava il comportamento della volontaria e chiedeva chiarimenti sulle autorizzazioni del servizio, compresa la concessione demaniale.

Il sindaco distingue la proprietà comunale della Scala dei Turchi dalla concessione sul tratto di spiaggia interessato dal servizio, che dichiara avere durata decennale.

Richiama inoltre il regolamento approvato dal Consiglio comunale e la disponibilità della documentazione presso gli uffici.

«Noi non nascondiamo carte», afferma.

Gli agenti incaricati degli accessi, osserva, non portano con sé l’intero fascicolo delle deliberazioni. Gli atti sono però consultabili e Donegani avrebbe potuto ottenere chiarimenti rivolgendosi al Comune, come qualsiasi cittadino.

Mallia rivendica su questo la propria disponibilità: «Non mi sono mai negato al libero cittadino».

«Non mi sono scusato»: che cosa precisa Mallia

Sulle presunte scuse personali il sindaco è categorico:

«Io non mi sono scusato con Donegani. Non avevo motivo di scusarmi con Donegani».

Invita a rettificare quella versione e aggiunge: «Forse qui si deve scusare un’altra persona».

Per correttezza, va precisato che nella nota qui richiamata Donegani attribuisce espressamente le scuse al volontario e alla vigilessa; più avanti parla di «scuse e complimenti reciproci», senza assegnare esplicitamente al sindaco una frase di scuse.

La dichiarazione di Mallia chiarisce quindi la propria condotta nella telefonata. Non accerta, da sola, che cosa abbiano detto gli altri operatori.

Il video di Donegani: «Invitiamo a renderlo pubblico»

Nell’intervista emerge anche il tema delle riprese effettuate da Donegani.

Mallia racconta che durante la telefonata l’ex deputato gli avrebbe detto di avere interrotto il video per rispetto della conversazione. Il sindaco invita quindi a renderlo pubblico, per confrontarlo con le relazioni.

Un filmato potrebbe contribuire a chiarire parole, toni e sequenza degli eventi, nei limiti di ciò che mostra effettivamente.

Mallia menziona anche le telecamere dell’area, ma non assicura che abbiano ripreso il punto esatto della discussione. Non annuncia quindi l’esistenza di una registrazione comunale già acquisita e risolutiva.

Report Sicilia rinnova la disponibilità a ricevere il video di Donegani e a darne conto insieme alla sua versione. È lo stesso criterio con il quale mettiamo a disposizione dei lettori l’intervista integrale al sindaco.

Ufficio legale e Polizia municipale al lavoro

Il primo cittadino conferma che le valutazioni sono affidate agli uffici competenti.

«Le valutazioni le fanno direttamente i miei uffici competenti, l’ufficio legale e l’ufficio di Polizia municipale», spiega, richiamando il lavoro del comandante sulla documentazione.

«Sto leggendo la relazione e quello che c’è scritto, sinceramente, mi desta tanta preoccupazione».

Non viene comunicata una denuncia già depositata. Viene confermata un’attività di verifica a tutela del Comune, dei dipendenti e dei volontari.

Mallia insiste sul rispetto per chi lavora nel sito, sotto il sole e in condizioni impegnative, per garantire sicurezza e fruizione.

«Non voglio essere trascinato» nelle contrapposizioni politiche

Nella parte conclusiva, il sindaco respinge il tentativo di ricondurre tutto a uno scontro politico.

Il suo compito, spiega, è tutelare l’ente e gli operatori. Quanto al lavoro giornalistico, richiama la necessità di rispondere con elementi concreti quando si ritiene inesatta una notizia.

Esprime apprezzamento per la professionalità del proprio interlocutore e invita a rispettare la dignità di ciascuno.

Non trasformiamo quelle parole in una conferma generale di ogni dettaglio della prima segnalazione: Mallia risponde dei passaggi che affronta, delle informazioni che riferisce e della conversazione alla quale ha partecipato.

Le parole sono nel video. Le verifiche restano aperte

L’intervista offre una ricostruzione istituzionale articolata: il sindaco ritiene giustificato il richiamo, conferma la convenzione con i volontari, riferisce il contenuto delle relazioni, nega di essersi scusato e annuncia che gli uffici stanno valutando la documentazione.

Donegani respinge le accuse. Le due versioni devono essere confrontate con i riscontri, non risolte per appartenenza politica.

Restano due precisazioni: nell’introduzione dell’intervista si indica sabato 22 agosto, mentre Donegani colloca l’episodio lunedì 24; la data va quindi chiarita. Inoltre, la frase sulla “fine di Mondello”, negata dall’ex deputato, non riceve nell’intervista una conferma esplicita del sindaco e non può essere presentata come accertata.

Pubblichiamo il video integrale perché i lettori possano ascoltare direttamente Mallia, senza dipendere soltanto dalla nostra sintesi. Continueremo a dare spazio alle repliche e agli elementi verificabili, correggendo eventuali inesattezze.

Il punto resta il rispetto: per i visitatori, per chi presta servizio e per le persone delle quali si raccontano fatti ancora controversi.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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