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Agrigento – Uniti per Naro torna alla carica sull’asilo “fantasma”: “Urgono chiarezza e verità”

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Agrigento – Uniti per Naro torna alla carica sull’asilo “fantasma”: “Urgono chiarezza e verità”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il gruppo consiliare “Uniti per Naro” non molla l’osso sul tema dell’asilo nido “incompiuto”. Scrivono i consiglieri in un lungo comunicato stampa appena diramato che “sulla scelta scellerata di abbattere e ricostruire un immobile già destinato ad asilo nido, costruito negli anni 80, e mai entrato in funzione se non per qualche anno, in regime di concessione, e poi venuto a cessare per mancanza di bambini, e sull’illegittimità degli incarichi professionali e dei tempi di realizzazione della progettazione esecutiva si è intervenuti in diverse circostanze. In particolare, nel corso delle sedute di consiglio comunale del 18 novembre 2025 e del 16 dicembre 2025. Ma, l’Amministrazione comunale ha preferito seguire l’odore dei soldi e non l’interesse pubblico. Non esiste al mondo una persona che, avendo costruito la propria casa e non avendola mai abitata, decida, dopo appena 40 anni dalla sua costruzione, di abbatterla per ricostruirla, sapendo che non andrà mai ad abitarla.

E ancora: “Quando ci si trova in presenza di lavori che possono essere dichiarati residuali di modesta entità? Al riguardo l’Amministrazione Dalacchi nella replica tace in merito! Omertà assoluta! E non dice neanche se è stato adottato il certificato di ultimazione dei lavori. In materia di opere pubbliche nel contesto del PNRR, per lavorazioni residuali di lieve entità e rifiniture marginali, si intendono tutti quei piccoli interventi che non pregiudicano la funzionalità d’uso dell’opera. Secondo un generale condiviso orientamento, rientrano tra i lavori residuali di modesta entità, ad esempio, la tinteggiatura e la verniciatura di piccola entità, la sistemazione del battiscopa, le sigillature e le siliconature, il montaggio delle placche esterne, l’installazione delle mascherine esterne, le prese di corrente e la pulizia finale. Rimangono fuori dal perimetro, invece, la tinteggiatura di parte rilevante dell’immobile, la mancanza dei mattoni del pavimento, l’assenza degli infissi e la mancanza di sanitari, che costituiscono elementi strutturali che menomano la funzionalità d’uso dell’opera. Dalla foto dell’asilo nido pubblicata sabato scorso e da quella pubblicata oggi, si evince chiaramente lo stato del manufatto. Manca la tinteggiatura interna dell’immobile, nel pavimento mancano i mattoni e si presume anche i sanitari, in tutte le aperture esterne del prospetto principale mancano gli infissi. Carenze queste che espongono la struttura ad agenti atmosferici esterni e non la rendono agibile. Addirittura nella foto di oggi davanti il prospetto è presente della sabbia che prova che il cantiere edile è ancora aperto e non è stato mai chiuso.

Il secondo punto rilevante della questione è legato all’adozione del certificato di ultimazione dei lavori, che rileva sotto un duplice profilo. Quello della data, perché dalla adozione dell’atto decorre il termine massimo di sessanta giorni entro cui 2 devono essere completati i lavori residuali. E la redazione del verbale, che deve descrivere i lavori di modesta entità che si devono compiere, da assegnare all’impresa. A questo punto si deduce, se il lettore è stato attento e ha seguito fin qui il ragionamento, che l’Amministrazione comunale ad oggi non è nelle condizioni di potere emanare il certificato di ultimazione dei lavori, in quanto tra le opere che residuano vi sono quelle a carattere strutturale (mattoni nel pavimento, infissi esterni e i sanitari), come si rileva dalle foto dell’asilo nido pubblicate. Pertanto, la sua adozione contrasterebbe con le indicazioni operative delle linee guida del Ministero, che ne ammette soltanto la redazione in presenza di lavori residuali. Ma, se ciò nonostante, l’Amministrazione comunale abbia comunque emesso il certificato di ultimazione dei lavori, allora è rilevante conoscere il contenuto del verbale di consegna all’impresa. Se il verbale contiene anche i lavori strutturali (pavimentazione, infissi esterni del prospetto principale e sanitari) è di tutta evidenza che il certificato è adottato in contrasto con le indicazioni operative del Ministero. In questo caso il comune non raggiungerebbe il target del PNRR e la spesa effettuata non rientrerebbe tra quella ammissibile. In pratica perderebbe il finanziamento. Se, invece, il verbale contiene soltanto i lavori rientranti tra quelli residuali, ma non indica quelli a carattere strutturale esistenti (pavimentazione, infissi esterni e sanitari), come rilevabili e desumibili dalle foto pubblicate, siamo di fronte ad un atto di pura stregoneria. Un atto appartenente all’arte taumaturgica dell’Amministrazione Dalacchi e della sua coorte! Un atto che contrasterebbe con la situazione di fatto che si desume, in maniera inequivocabile, dalle foto, un atto che impedirebbe, comunque, il raggiungimento del target del PNRR e che determinerebbe, comunque, l’esclusione della spesa del comune di Naro dal perimetro di ammissibilità. Un atto, ancora, che provocherebbe la revoca del finanziamento e l’insorgenza di danno erariale. Un atto, infine, che integrerebbe i requisiti della fattispecie penale di falso ideologico in atto pubblico. A questo punto, si sollecita, quindi, l’Amministrazione Dalacchi a fare chiarezza al riguardo. Qualora, concludono i consiglieri comunali di opposizione – l’Amministrazione comunale ometta di pubblicare quanto richiesto, il Gruppo consiliare “Uniti per Naro” si riserva di presentare al prossimo consiglio comunale un’interrogazione, tendente a conoscere la data di adozione del certificato di ultimazione dei lavori e il contenuto del verbale di consegna all’impresa indicante i lavori ancora da eseguire”.

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Fonte: Report Sicilia

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