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Radioterapia ad Agrigento, sbloccati i 4 milioni: Il risultato porta la firma di Calogero Pisano

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Radioterapia ad Agrigento, sbloccati i 4 milioni: Il risultato porta la firma di Calogero Pisano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il Ministero della Salute formalizza la convenzione per il secondo acceleratore lineare e il nuovo bunker al “San Giovanni di Dio”. Le risorse derivano dall’emendamento presentato dal deputato agrigentino e approvato dal Parlamento. Adesso parte la fase decisiva: trasformare il finanziamento in cure e servizi per i pazienti oncologici

AGRIGENTO – Questa volta non siamo davanti a una promessa, a una richiesta o all’ennesimo annuncio sulla sanità agrigentina. Ci sono un finanziamento, una norma dello Stato e adesso anche gli atti necessari per passare alla fase operativa.

Il Ministero della Salute ha formalizzato la convenzione che consente di utilizzare i 4 milioni di euro destinati all’acquisto di un secondo acceleratore lineare e alla realizzazione del relativo bunker presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

E se si vuole ricostruire correttamente la storia di questo finanziamento bisogna partire da un dato preciso: quei 4 milioni portano la firma politica e parlamentare dell’onorevole Calogero Pisano.

È stato infatti il deputato agrigentino a presentare l’emendamento con il quale è stato chiesto di destinare specificamente le risorse alla Radioterapia di Agrigento.

Un’iniziativa parlamentare che ha superato l’esame delle istituzioni, ha ottenuto il via libera e si è trasformata in una disposizione di legge che assegna espressamente all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento 4 milioni di euro per il 2026 per l’acquisto dell’acceleratore lineare e la realizzazione del bunker necessario alla sua installazione.

Oggi quel percorso compie un altro passaggio fondamentale.

Dai voti in Parlamento alla convenzione del Ministero

Non si tratta dunque di un finanziamento generico successivamente destinato ad Agrigento.

La norma è estremamente chiara: i quattro milioni sono destinati all’Asp di Agrigento per l’ospedale “San Giovanni di Dio” e hanno una finalità vincolata: acceleratore lineare e relativo bunker.

Il risultato nasce dall’emendamento presentato da Pisano, successivamente riformulato e approvato con il parere favorevole del Governo e della Commissione.

Un passaggio politico e parlamentare che oggi assume ancora maggiore importanza perché alle previsioni contenute nella legge stanno seguendo gli atti amministrativi necessari a spendere effettivamente quelle risorse.

Il Ministero della Salute ha infatti formalizzato la convenzione attraverso la quale vengono disciplinati l’erogazione delle somme, il monitoraggio dell’intervento e gli obblighi dell’Azienda sanitaria.

Il finanziamento ottenuto in Parlamento, quindi, comincia a trasformarsi in un progetto concreto.

Pisano: una battaglia portata avanti per Agrigento

Calogero Pisano rivendica il risultato ottenuto, ricordando che l’obiettivo della sua iniziativa parlamentare era quello di dare alla provincia uno strumento ulteriore nella lotta contro il cancro.

Dietro l’emendamento, infatti, esiste un problema sanitario che riguarda direttamente centinaia di famiglie.

Agrigento dispone oggi di un solo acceleratore lineare. Una condizione che rende estremamente vulnerabile il servizio di Radioterapia e che contribuisce alla mobilità sanitaria verso altre province.

Dotare il San Giovanni di Dio di una seconda apparecchiatura significa aumentare la capacità del reparto, ridurre le liste d’attesa e soprattutto diminuire il numero dei pazienti oncologici costretti a spostarsi fuori provincia per sottoporsi alle terapie.

È su questo terreno che va misurato il valore dell’iniziativa parlamentare.

Quattro milioni di euro conquistati e vincolati alla sanità agrigentina.

Non somme da distribuire o da utilizzare per altre esigenze, ma risorse destinate espressamente alla Radioterapia del San Giovanni di Dio.

L’esigenza era stata certificata dall’Asp già nel 2023

Che la seconda macchina fosse necessaria non era, peraltro, una semplice valutazione politica.

La stessa Asp di Agrigento aveva messo nero su bianco il problema già nel 2023, attraverso un’analisi costi-benefici sull’aggiornamento tecnologico dell’Unità operativa complessa di Radioterapia.

In quel documento veniva indicata esplicitamente la necessità di acquisire un secondo acceleratore lineare con annesso bunker.

Le ragioni erano precise: potenziamento dell’offerta sanitaria, abbattimento delle liste d’attesa, riduzione della mobilità passiva e aumento quantitativo e qualitativo delle prestazioni disponibili.

L’Asp evidenziava inoltre un dato particolarmente significativo: già nel 2022 i costi della mobilità passiva collegata alle prestazioni radioterapiche avevano superato i 3 milioni di euro.

In altre parole, non investire sulla Radioterapia di Agrigento significa anche continuare a trasferire risorse del sistema sanitario verso strutture esterne al territorio.

L’Asp ha già avviato le procedure

Anche sul piano amministrativo qualcosa si è già mosso.

Il 6 maggio 2026 l’Azienda sanitaria provinciale ha pubblicato una consultazione preliminare di mercato propedeutica all’indizione di una procedura aperta per la fornitura dell’acceleratore lineare e la realizzazione del relativo bunker presso il San Giovanni di Dio.

Nello stesso avviso l’Asp richiama espressamente la norma che ha destinato i quattro milioni di euro all’intervento.

Sono stati inoltre predisposti il capitolato tecnico, la relazione di fattibilità e gli elaborati relativi alla futura struttura.

Adesso, con la formalizzazione della convenzione ministeriale, si entra nella fase nella quale gli atti dovranno diventare lavori, forniture e infine cure.

Il Ministero controllerà tempi e spesa

C’è però un aspetto che non può essere sottovalutato.

Il Ministero della Salute ha previsto precisi obblighi di monitoraggio.

L’Asp dovrà trasmettere periodicamente lo stato di avanzamento dell’intervento, aggiornare il cronoprogramma, documentare le opere realizzate e rendicontare le somme utilizzate.

E soprattutto esiste la possibilità di revoca totale o parziale del finanziamento nel caso di mancato avvio o mancato completamento dell’intervento, mancata rendicontazione o utilizzo delle risorse per finalità differenti.

Dunque il risultato politico ottenuto da Pisano deve adesso essere tutelato sul terreno amministrativo.

Perché conquistare quattro milioni per Agrigento è stato il primo passaggio. Il secondo, altrettanto importante, sarà spenderli bene e nei tempi previsti.

Una risposta concreta alla sanità agrigentina

In una provincia troppo spesso abituata a discutere di ciò che manca, questa volta bisogna riconoscere ciò che è stato ottenuto.

Calogero Pisano ha presentato un emendamento. L’emendamento è stato approvato. Il finanziamento è entrato nella legge dello Stato. Sono stati destinati quattro milioni esclusivamente alla Radioterapia di Agrigento. E oggi il Ministero formalizza la convenzione che permette di procedere verso la realizzazione dell’intervento.

Questa è la sequenza dei fatti.

E quando la politica riesce a portare risorse concrete sul territorio, soprattutto quando quelle risorse riguardano la salute e la lotta contro il cancro, il risultato va raccontato per quello che è.

Adesso occorrerà vigilare affinché nessun ritardo burocratico rischi di compromettere quanto conquistato.

Adesso bisogna correre

La responsabilità passa quindi alla fase tecnica e amministrativa.

Servono progettazione, gara, costruzione del bunker, acquisto e installazione dell’acceleratore, collaudi e messa in funzione.

Report Sicilia seguirà questi passaggi, perché dopo avere ottenuto il finanziamento bisognerà verificare che ogni euro venga trasformato nel più breve tempo possibile in un servizio realmente disponibile.

Ma un punto, oggi, può essere fissato.

I quattro milioni ci sono. Sono stati destinati specificamente ad Agrigento grazie all’iniziativa parlamentare di Calogero Pisano. E la convenzione ministeriale rappresenta un altro passo concreto verso il secondo acceleratore lineare del San Giovanni di Dio.

Per Pisano è certamente un risultato politico importante.

Per Agrigento, però, può diventare qualcosa di molto più importante di una vittoria politica: può significare meno liste d’attesa, meno mobilità sanitaria e meno “viaggi della speranza” per uomini e donne che stanno combattendo contro un tumore.

Ed è questa, alla fine, la misura più importante del risultato.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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