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Stati Generali ad Agrigento? Ma quale rivoluzione, prima imparate e governare…

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Stati Generali ad Agrigento? Ma quale rivoluzione, prima imparate e governare…. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Mentre la città aspetta soluzioni, l’amministrazione organizza grandi scenari. Prima di voler cambiare la Sicilia, sarebbe il caso di dimostrare di essere capaci di amministrare Agrigento.

Adesso basta. Ci mancavano pure gli Stati Generali. Se n’è uscita così una consigliera comunale discutibilissima con un posto sulla sua pagina di fb che potete vedere nella foto.

Ad Agrigento, dove i cittadini chiedono risposte concrete, qualcuno ha pensato bene di tirare fuori dal cilindro la formula più pomposa possibile: “Stati Generali”. Sembra una battuta. E invece è tutto vero. Ma stiamo scherzando? Quali Stati Generali? Quelli dei problemi irrisolti? Quelli delle promesse? Quelli degli annunci? Quelli delle conferenze? Perché se c’è una cosa che Agrigento non ha bisogno in questo momento è l’ennesimo palcoscenico politico nel quale raccontare quanto sarà bella la città del futuro. Gli agrigentini vivono nel presente. E il presente non è uno slogan.

Il presente è fatto di acqua, spazzatura, strade, servizi, degrado, emergenze e una macchina amministrativa che deve dimostrare di essere capace di funzionare.

Questa è la realtà. Il resto è teatro. E qui arriva la parte più incredibile. Quelli che per anni hanno spiegato agli altri come si amministra oggi hanno finalmente la possibilità di dimostrare quanto valgono. Adesso il pallone è nelle loro mani. Non possono più limitarsi a denunciare. Non possono più fare opposizione all’opposizione. Non possono più raccontare che il problema è sempre qualcun altro. Adesso il problema, quando esiste, devono risolverlo loro. Perché questa è la differenza tra fare politica e amministrare. E allora basta con la retorica della “nuova era”.

Basta con le grandi parole. Basta con la Sicilia che cambieremo domani. Cominciate da Agrigento. Oggi. Perché sarebbe davvero curioso parlare della trasformazione dell’intera Sicilia mentre la città che vi ha consegnato il governo aspetta di vedere la trasformazione promessa. Prima di voler cambiare Palermo, Catania, Messina, Trapani e tutta la Sicilia, provate a cambiare una strada. Provate a risolvere un’emergenza. Provate a garantire un servizio. Provate a far funzionare ciò che oggi non funziona. Questo sarebbe un vero Stato Generale. Il resto è passerella. Ma si può sapere che minchia state facendo fino ad oggi? E attenzione: nessuno pretende miracoli dopo poche settimane. Ma proprio perché siete appena arrivati, avete una cosa che non potete sprecare: la credibilità. E la credibilità non si costruisce convocando eventi. Si costruisce risolvendo problemi.

Un cittadino che apre il rubinetto e trova l’acqua non ha bisogno di uno Stato Generale. Un cittadino che trova la città pulita non ha bisogno di un convegno. Un cittadino che percorre una strada sicura non ha bisogno di uno slogan. Un cittadino che ottiene un servizio efficiente non ha bisogno di una conferenza stampa. Ha bisogno che l’amministrazione faccia il proprio lavoro. E allora questa domanda la facciamo senza giri di parole: siete seri? Perché gli “Stati Generali” adesso sembrano quasi una provocazione. Una città piena di problemi e la risposta è un grande appuntamento politico per spiegare come cambieremo la Sicilia. No.

Prima spiegateci come state cambiando Agrigento. Con quali risultati. Con quali tempi. Con quali responsabilità. Con quali soluzioni. E soprattutto con quali fatti. Perché il tempo della propaganda finisce esattamente nel momento in cui comincia il governo. E oggi non siete più quelli che guardano il Palazzo dal marciapiede. Siete dentro il Palazzo. E dal Palazzo non si denuncia. Dal Palazzo si decide. Dal Palazzo si risponde. Dal Palazzo si governa.

Questa città è stata riempita per anni di promesse, titoli, programmi, slogan e inaugurazioni. Adesso rischia di essere riempita anche di Stati Generali. Manca soltanto che qualcuno proclami Agrigento capitale mondiale dei convegni sulla rivoluzione che verrà. Sarebbe perfetto. Peccato che gli agrigentini abbiano un difetto imperdonabile per chi vive di slogan: ricordano.

Ricordano quello che è stato promesso. Ricordano chi lo ha promesso. E soprattutto, prima o poi, presenteranno il conto. Perché governare non è raccontare il futuro. È rendere migliore il presente. E se non siete capaci di farlo, abbiate almeno il coraggio di smetterla di raccontarci quanto siete rivoluzionari.

Gli Stati Generali possono aspettare. Le fotografie possono aspettare. Gli slogan possono aspettare. Agrigento no. Agrigento ha già aspettato abbastanza. E se la grande rivoluzione annunciata deve cominciare proprio da qui, allora facciamo una cosa semplicissima: smettetela di raccontarcela e cominciate a dimostrarla. Perché altrimenti questi non saranno gli Stati Generali della rivoluzione.

Saranno soltanto gli Stati Generali delle chiacchiere.

Stati generali. Ma andate a lavorare, porca puttana…

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Fonte: Sicilia24h

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