l Comune di Agrigento deve al Consorzio Universitario due annualità: 206.580 euro. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il rendiconto ECUA 2024 espone verso il Comune di Agrigento un credito di 206.580 euro: due annualità intere.
Al 31 dicembre 2024 il Comune di Agrigento non l’ha versata per due anni. Ma al momento non risulta che abbia versato l’annualità del 2025 perchè non è stato ancora pubblicato da ECUA il rendiconto del 2025. Non possia affermare che il Comune non abbia pagato l’annualità 2025; possiamo invece affermare che, allo stato della documentazione pubblica che siamo riuscito a reperire, il pagamento dell’annualità 2025 non risulta documentato da una determina di liquidazione, da un mandato di pagamento o da altro atto equivalente reperibile online.
Il dato è nella Relazione sulla gestione allegata al rendiconto 2024 dell’Empedocle Consorzio Universitario Agrigento, firmata dal presidente Giovanni Perino e approvata dall’Assemblea dei soci con deliberazione n. 3 del 7 novembre 2025. A pagina sei c’è l’elenco nominativo dei crediti verso i soci, per un totale di 1.359.325,08 euro. Alla riga del Comune di Agrigento: 206.580,00 euro.
Non è una stima né una ricostruzione giornalistica. È il Consorzio a dichiarare quanto il proprio socio di maggioranza gli deve.
Perché sono esattamente due annualità
La quota consortile unitaria vale 516,45 euro: è la conversione arrotondata di un milione di lire, e la struttura risale agli anni Novanta senza essere mai stata rivista. Il Comune di Agrigento partecipa con 200 quote, cioè 103.290 euro l’anno — importo che ECUA iscrive puntualmente nelle note integrative ai bilanci di previsione, sia nel ciclo 2023-2025 sia in quello 2025-2027.
Si divida il credito per la quota unitaria: fa esattamente 400. Quattrocento quote, cioè due annualità piene.
Non è un gioco aritmetico. Lo stesso calcolo, applicato a tutti i tredici debitori dell’elenco, restituisce un numero intero in otto casi: Raffadali 50 quote, Favara 36, Licata 32, Santo Stefano Quisquina 20, Bivona e Naro 10, Aragona 5. I cinque che non tornano sono esattamente quelli per cui la relazione documenta una vicenda particolare — una causa, una rateizzazione, una transazione, un dissesto. Occorre però precisare che sono usciti formalmente da ECUA negli anni passati i comuni di Cammarata Canicattì Casteltermini Favara Licata Porto Empedocle Ribera San Giovanni Gemini Santo Stefano Quisquina Sciacca
La regola che ne esce è netta: chi ha negoziato ha cifre irregolari, chi non ha negoziato ha multipli esatti. Il Comune di Agrigento sta nel secondo gruppo. Il suo debito non è il residuo di un accordo di rientro: sono due quote intere, mai versate.
L’assenza che pesa
La relazione dedica un intero paragrafo agli accordi transattivi e alle rateizzazioni concessi ai soci morosi. Sono elencati per delibera e per data: Aragona, Camera di Commercio, Favara, Porto Empedocle, Bivona, Racalmuto. Il Comune di Agrigento non compare.
ECUA nel 2024 ha incassato in conto competenza appena il 5,9 per cento dei trasferimenti accertati: quasi tutto ciò che l’ente accerta finisce a residuo, e questo vale per ogni socio. Con ogni probabilità una delle due annualità è quella dell’esercizio in corso, semplicemente non ancora liquidata a fine anno. E il Comune, pur essendo il socio maggiore, è solo il terzo debitore: davanti a lui il Libero Consorzio Comunale con 675.521,41 euro e la Camera di Commercio con 319.993,78.
Resta l’altra annualità. E resta il peso. Centotremila euro valgono il 12,1 per cento dei proventi annui di ECUA; le due annualità arretrate ne valgono il 24,2 — quasi un quarto di un intero anno di entrate, il dieci per cento della cassa. Nel 2024 il Consorzio ha bruciato 51.584 euro di liquidità: una sola quota comunale l’avrebbe coperta due volte.
C’è infine una riga che dice molto senza dire nulla. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità di ECUA ammonta a 50.656,88 euro e riguarda, per esplicita dichiarazione della relazione, un solo capitolo di entrata. Sui crediti verso i soci — compresi i 206.580 del Comune — l’accantonamento prudenziale è zero. Il Consorzio, cioè, li considera interamente esigibili.
La verifica che chiude la partita non richiede un’inchiesta: basta aprire il rendiconto del Comune e cercare la voce corrispondente. Se c’è, i conti tornano. Se non c’è, la domanda cambia indirizzo.
L’8 gennaio 2026 la VI Commissione consiliare del Comune affrontò espressamente il tema dei “Rapporti con ECUA”. Dal verbale emergono questioni riguardanti la situazione e i rapporti tra Comune e Consorzio, ma non viene attestato il pagamento della quota 2025 di 103.290 euro.
Anche il 23 febbraio 2026 nell’ordine del giorno della Commissione compariva nuovamente il tema dei rapporti con il Consorzio universitario. Nel relativo verbale, tuttavia, non compare alcuna notizia di un pagamento della quota 2025.
Questo non prova il mancato pagamento, ma rende ancora più importante individuare la documentazione contabile vera e propria.
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Fonte: Report Sicilia
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