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Fondazione Agrigento 2025, dietro lo scioglimento si apre la partita politica sui 400 mila euro
La chiusura della Fondazione libera risorse da destinare a nuove iniziative culturali. Dal Natale al Mandorlo in Fiore, intorno alla gestione delle somme residue potrebbero maturare convergenze e nuovi equilibri in Consiglio comunale.
Lo scioglimento della Fondazione Agrigento 2025 va ben oltre la semplice cancellazione di un apparato che si è reso protagonista di un fallimento, tanto sul piano dell’immagine quanto su quello del ritorno economico per la città. Agrigento continua ancora oggi a pagare le conseguenze della brutta figura legata all’anno da Capitale italiana della Cultura. Una vicenda sulla quale Michele Sodano ha costruito una parte importante della propria campagna elettorale, avviata in tempi non sospetti.
Ma lo scioglimento della Fondazione significa soprattutto rendere nuovamente disponibili circa 400 mila euro. Si tratta di somme residue che il Comune, attraverso i necessari passaggi in Consiglio comunale, potrà destinare ad altre iniziative culturali.
All’orizzonte c’è innanzitutto il Natale, con luminarie, mercatini, spettacoli e iniziative promosse o sostenute dall’amministrazione. Subito dopo si aprirà la partita del Mandorlo in Fiore, manifestazione per la quale sarà necessario programmare per tempo anche un’adeguata attività di promozione.
Ed è proprio sulla destinazione di questi 400 mila euro che potrebbe aprirsi una nuova fase politica. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità dei presenti lo scioglimento della Fondazione e, leggendo tra le righe delle dichiarazioni di voto, emerge una significativa disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale.
In termini molto concreti, attraverso la programmazione e la gestione di queste risorse potrebbero essere raggiunte intese capaci di soddisfare sensibilità e richieste provenienti da più parti del Consiglio. Si potrebbe accontentare un po’ tutti, per dirla nel linguaggio più spicciolo della politica.
In diversi interventi è sembrato prevalere un clima da “vogliamoci bene”, con aperture che vanno oltre il merito amministrativo dello scioglimento. Ed è proprio qui che si aprono nuovi scenari: quali accordi potranno nascere sulla destinazione delle somme? E quali indicazioni politiche arrivano da questo voto?
Un dato merita particolare attenzione. È stato Vullo, vicepresidente del Consiglio comunale ed esponente di primo piano dell’MPA, a intervenire per primo, indicando la posizione del proprio gruppo e contribuendo, di fatto, a orientare anche una parte consistente del centrodestra verso il voto favorevole.
Vullo ha manifestato la disponibilità dell’MPA a lavorare insieme all’amministrazione, invitando però Sodano ad alleggerire i toni e a smettere di rivolgere continuamente lo sguardo al passato. Un’apertura politica, dunque, ma non incondizionata.
Lo scioglimento della Fondazione chiude formalmente l’esperienza di Agrigento Capitale italiana della Cultura, ma apre contemporaneamente un’altra partita: quella politica sulla gestione dei 400 mila euro rimasti in cassa. Intorno a queste risorse potrebbero costruirsi nuove convergenze, nuovi equilibri e, forse, anche una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne.
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Fonte: AgrigentoOggi
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