Agrigento – Controlli continui, minacce e insulti: 57enne allontanato dalla compagna con il braccialetto elettronico. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Controlli sul telefono, domande insistenti su ogni spostamento, accuse di infedeltà e, secondo quanto denunciato, anche minacce di morte. È questo il quadro ricostruito dai carabinieri di Aragona nell’ambito di un’indagine che ha portato all’adozione di una misura cautelare nei confronti di un uomo di 57 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia.
Il gip del tribunale di Agrigento, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto l’allontanamento dell’indagato dalla casa familiare e il divieto di avvicinarsi alla compagna e ai luoghi da lei abitualmente frequentati per una distanza inferiore ai 250 metri. Per garantire il rispetto della misura è stato previsto anche l’utilizzo del braccialetto elettronico.
L’uomo non potrà inoltre avere alcun tipo di contatto con la convivente: il divieto riguarda non soltanto gli incontri di persona, ma anche telefonate, messaggi e comunicazioni attraverso i social network. Nel caso in cui rifiutasse l’applicazione del dispositivo o non fosse tecnicamente possibile installarlo, scatterebbe un’ulteriore misura, con il divieto di dimora nei comuni della provincia di Agrigento oppure, qualora le difficoltà fossero circoscritte, nel solo territorio di Aragona.
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe una relazione caratterizzata, secondo la ricostruzione investigativa, da un controllo sempre più invasivo. La donna avrebbe raccontato ai militari di essere costantemente chiamata a giustificare i propri spostamenti, le persone incontrate e perfino il tempo impiegato per le commissioni quotidiane. Ogni mancata risposta al telefono avrebbe alimentato sospetti e nuove contestazioni, con frequenti accuse di tradimento.
Nel racconto della convivente trovano spazio anche episodi di umiliazione e offese, alcuni dei quali sarebbero avvenuti davanti ad altre persone. Durante alcuni momenti di rabbia, l’uomo avrebbe lanciato oggetti contro le pareti dell’abitazione. In altre circostanze, sempre secondo l’accusa, le avrebbe sottratto il cellulare e chiuso a chiave la porta di casa, ostacolandone la possibilità di uscire o comunicare con l’esterno.
Particolarmente pesanti sarebbero state, infine, le minacce legate alla possibilità che la donna decidesse di interrompere la relazione. L’uomo, secondo quanto riferito dalla compagna, avrebbe prospettato conseguenze mortali nel caso in cui avesse scelto di lasciarlo.
L’indagine è scattata dopo una segnalazione anonima arrivata nel giugno scorso. I carabinieri della stazione di Aragona hanno quindi avviato gli accertamenti, ascoltando più volte la donna, che fino a quel momento non aveva mai formalizzato una denuncia. Nel corso dell’attività investigativa è stato ascoltato anche il figlio minorenne della coppia, alla presenza di uno psicologo.
Le dichiarazioni del ragazzo avrebbero confermato, secondo gli investigatori, l’esistenza di un clima familiare particolarmente teso, con episodi di insulti rivolti dal padre alla madre e comportamenti finalizzati a controllarne la vita quotidiana. Il giudice avrebbe ritenuto il suo racconto coerente con quanto riferito dalla donna.
L’indagato, comparso davanti al gip per l’interrogatorio, ha respinto le contestazioni e negato le accuse mosse nei suoi confronti. L’inchiesta proseguirà ora per chiarire tutti gli episodi contestati e definire le eventuali responsabilità.
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Fonte: Scrivo Libero
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