Agrigento – Serpenti: la colpa dentro il labirinto dell’assurdo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo

Serpenti, di Roberto de Paolis, con Leonardo Lidi, Alessandro Borghi
Pietro Castellitto, Valeria Golino,
Daniele Parisi. Italia 2026.
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia che si è conclusa da qualche giorno, Serpenti, di Roberto De Paolis, è una commedia nera e surreale che, attraverso una vicenda paradossale, racconta il rapporto tra colpa, responsabilità e burocrazia. Paolo Marra ha ucciso la moglie, senza riuscire a spiegarsi fino in fondo il motivo del gesto. Pensava che eliminando quella che considerava l’origine del proprio disagio avrebbe ritrovato la serenità; invece, tormentato dal rimorso, decide di costituirsi.
Ma al commissariato accade l’impensabile: nessuno sembra interessato alla sua confessione. Invece di essere arrestato, Paolo viene trascinato in un labirinto di procedure e formalità che rendono persino la sua colpevolezza un problema burocratico. È qui che il film assume una dimensione apertamente kafkiana: l’assurdo non nasce da una realtà fantastica, ma dalla normalità delle istituzioni e dei loro meccanismi.
De Paolis utilizza il grottesco per parlare anche di un presente nel quale la cronaca nera tende spesso a trasformarsi in spettacolo. Il delitto diventa materia di discussione, interpretazione e analisi, mentre la responsabilità individuale sembra progressivamente perdersi. Sullo sfondo rimane il tema drammatico del femminicidio, affrontato senza toni didascalici ma attraverso l’indifferenza e la superficialità con cui il caso di Paolo viene trattato.
La regia mantiene un efficace equilibrio tra commedia e inquietudine, trasformando commissariato, uffici e incontri casuali in una sorta di teatro dell’assurdo. La sceneggiatura dei fratelli D’Innocenzo, firmata insieme a De Paolis, è ricca di dialoghi spiazzanti e situazioni paradossali, capaci di far sorridere senza cancellare la componente tragica della vicenda.
A dare forza al film è anche il cast. Leonardo Lidi interpreta Paolo con una fragilità quasi straniante, evitando di trasformarlo in una semplice figura criminale. Alessandro Borghi e Pietro Castellitto, nei ruoli dei rappresentanti di un sistema incapace di comprendere la situazione, contribuiscono al tono grottesco del racconto, mentre Valeria Golino aggiunge un ulteriore elemento di eccentricità. Anche i numerosi comprimari sono ben calibrati e partecipano alla costruzione di questo universo sospeso tra realtà e assurdo.
Il titolo Serpenti richiama il celebre videogioco Snake: come il serpente che si muove in uno spazio sempre più ristretto fino a rischiare di rimanere intrappolato nel proprio percorso, anche Paolo si inoltra in un labirinto dal quale non riesce a uscire. È una metafora efficace della sua condizione e, più in generale, di un sistema che sembra girare continuamente su se stesso.
Serpenti riesce così a trasformare una storia di colpa e femminicidio in una commedia amara sull’assurdità della realtà contemporanea, lasciando allo spettatore un senso di inquietante rassegnazione.
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Fonte: AgrigentoOggi
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