Agrigento – Maddalusa, ARERA e le autobotti: La domanda posta da Di Rosa torna al centro. Quanto bisogna ancora aspettare?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Le indicazioni dell’Autorità contemplano la vendita di acqua tramite autobotte. AICA stessa pubblica l’elenco degli operatori abilitati al trasporto presso i propri punti di consegna. È il tema sollevato da Giuseppe Di Rosa nel Consiglio comunale aperto: acquistare legalmente l’acqua dal gestore e trasportarla nelle zone non servite. Ora servono risposte chiare sugli eventuali ostacoli normativi.
AGRIGENTO – Mentre a Maddalusa l’emergenza continua e si susseguono riunioni, pareri, interpretazioni e confronti istituzionali, emerge un elemento che merita di essere messo al centro della discussione: ARERA contempla espressamente, nella propria documentazione regolatoria, la “vendita di acqua con autobotte”.
Non si tratta soltanto di un’interpretazione di Report Sicilia.
Nelle istruzioni ARERA per la raccolta dei dati del servizio idrico compare infatti la voce “Vendita di acqua con autobotte”, nella quale devono essere indicati i ricavi derivanti dalla fornitura di acqua attraverso autobotte.
Ed è proprio su questo punto che torna prepotentemente la domanda posta da Giuseppe Di Rosa durante il Consiglio comunale aperto del 27 agosto.
Di Rosa lo aveva chiesto in Consiglio comunale
L’intervento di Di Rosa partiva da una distinzione precisa: una cosa è pretendere l’allaccio alla rete idrica di un immobile; altra cosa è acquistare acqua potabile e farsela trasportare da un operatore autorizzato.
Nel verbale del Consiglio comunale Di Rosa chiedeva:
«Quale disposizione di legge oggi non viene data l’acqua a una parte di Agrigento?»
E poneva subito dopo la questione degli autobottisti: se in precedenza gli operatori acquistavano l’acqua e la trasportavano ai cittadini, qual è oggi la norma che vieta questo meccanismo?
Non era una domanda marginale.
Era, ed è, probabilmente uno dei nodi centrali dell’intera vicenda Maddalusa.
E oggi AICA stessa parla di operatori abilitati
C’è poi un altro elemento difficilmente ignorabile.
Sul sito ufficiale di AICA è pubblicato un “Elenco operatori abilitati al trasporto della risorsa idrica presso i punti di consegna autorizzati da A.I.C.A.”.
La stessa azienda, dunque, riconosce l’esistenza di operatori abilitati al trasporto e di punti autorizzati per la consegna della risorsa.
Il problema da chiarire, allora, diventa estremamente concreto: se un trasportatore autorizzato può prelevare acqua da un punto autorizzato pagando quanto dovuto al gestore, quale specifica disposizione impedirebbe che quell’acqua venga consegnata a un cittadino che vive in una zona non servita dalla rete?
È esattamente la domanda che Di Rosa aveva posto pubblicamente.
Persino il Comune è arrivato a chiedere un parere
Il paradosso è che, settimane dopo quel Consiglio comunale, la stessa amministrazione Sodano è arrivata sostanzialmente sulla medesima questione, chiedendo un parere sulla possibilità che trasportatori autonomi possano approvvigionarsi presso AICA e portare l’acqua nelle zone non servite.
Nel frattempo, però, i cittadini aspettano.
AICA e ATI, dal 9 maggio, hanno stabilito che il servizio sostitutivo tramite autobotte sia rivolto agli utenti già contrattualizzati o che abbiano presentato domanda di nuovo allaccio o contrattualizzazione. Questa è la posizione ufficiale del gestore.
Ma questa regola organizzativa risponde davvero alla diversa questione posta da Di Rosa?
Può un operatore privato autorizzato acquistare regolarmente acqua potabile dal gestore e trasportarla, a pagamento e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie, a chi ne faccia richiesta?
È su questo che occorre una risposta normativa puntuale.
Non bastano più formule generiche: si indichi la norma
Report Sicilia non sostiene che una schermata o una singola disposizione ARERA risolva automaticamente tutti gli aspetti giuridici della vicenda Maddalusa. Sarebbe scorretto.
Ma i documenti disponibili rendono ancora più necessario che il sindaco Michele Sodano, la presidente di AICA Danila Nobile e l’ATI dicano pubblicamente quale sia l’esatto impedimento normativo, se esiste.
Non interpretazioni.
Non formule generiche.
Non un altro rinvio.
Numero della legge, articolo, comma e disposizione che impedirebbero a un trasportatore regolarmente autorizzato di acquistare acqua potabile presso un punto di prelievo autorizzato e consegnarla, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, a un cittadino di Maddalusa.
Perché questo era il cuore della domanda posta in Consiglio comunale.
E quella domanda, fino a quando non verrà indicata una norma precisa che dimostri il contrario, resta sul tavolo.
C’è inoltre un dato istituzionale che rende il quadro ancora più significativo: appena il mese scorso la Regione Siciliana ha finanziato sette nuove autobotti per AICA, spiegando che serviranno anche per le utenze situate in territori non serviti da una rete idrica efficiente.
Maddalusa non può vivere di pareri all’infinito
Dopo mesi di emergenza, il punto non dovrebbe più essere stabilire chi riesca a prevalere nella battaglia delle interpretazioni.
Il punto sono le famiglie che hanno bisogno dell’acqua.
Se esiste una norma che impedisce la soluzione prospettata, venga pubblicata e spiegata ai cittadini.
Se invece la normativa consente agli operatori autorizzati di approvvigionarsi legalmente presso punti autorizzati, pagando al gestore la relativa tariffa e rispettando tutte le prescrizioni previste per il trasporto dell’acqua potabile, allora bisogna spiegare perché questa strada non venga resa concretamente praticabile.
Giuseppe Di Rosa lo aveva chiesto in Consiglio comunale il 27 agosto.
Oggi la documentazione ARERA, le informazioni pubblicate dalla stessa AICA e persino il successivo quesito posto dal Comune rendono quella domanda ancora più difficile da liquidare.
Sindaco Sodano, presidente Nobile: qual è la norma che lo vieta?
Perché a Maddalusa, ormai, non servono altre partite a ping-pong tra Comune, AICA e ATI. Serve acqua. E, soprattutto, serve una risposta scritta, normativa e definitiva.
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Fonte: Report Sicilia
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