Agrigento – Rendiconto, bilancio e tributi: ottobre mette alla prova la nuova amministrazione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Dal bilancio 2027-2029 al consolidato 2025, sei date di legge in un mese: ma il Comune di Agrigento non ha ancora chiuso il 2025 né il 2026.
«Qui, vedi, bisogna correre quanto si può per restare nello stesso posto», dice la Regina Rossa ad Alice in Attraverso lo specchio (Lewis Carroll, 1871).
Per il Comune di Agrigento, ottobre 2026 ha la stessa geometria da paese dello specchio. Il calendario dei conti pubblici mette in fila sei date con valore di legge – il 5, il 14, il 16, il 20, il 30 e il 31 – ma le distende su un ente che, agli atti pubblici consultati, non ha ancora chiuso né il consuntivo 2025 né il preventivo 2026. Si corre per programmare il 2027 restando fermi sul 2026.
Il calendario, ripulito dal rumore
Contano qui soltanto i termini che una norma fissa in ottobre e che spettano al Comune. Gli obblighi di trasparenza «continui», senza una data di ottobre, restano fuori.
- Lunedì 5 ottobre – bilancio di previsione 2027-2029: i responsabili dei servizi trasmettono al responsabile finanziario previsioni di entrata e di spesa e proposte di modifica al «bilancio tecnico» (principio contabile 4/1, punto 9.3.1). Il silenzio vale come assenso.
- Mercoledì 14 ottobre – Portale del federalismo fiscale: invio degli atti tributari 2026, dal prospetto delle aliquote Imu alle altre delibere, Canone unico compreso. Termine perentorio.
- Venerdì 16 ottobre – versamenti relativi a settembre con F24 Ep: ritenute, Irap e, dove dovuti, Iva e split payment.
- Martedì 20 ottobre – il responsabile finanziario chiude il bilancio 2027-2029 e lo trasmette alla Giunta, che dovrà portarlo in Consiglio entro il 15 novembre.
- Venerdì 30 ottobre – pubblicazione dell’indicatore di tempestività dei pagamenti del terzo trimestre.
- Sabato 31 ottobre – approvazione del bilancio consolidato 2025, termine spostato dal 30 settembre dalla legge di bilancio 2026; inserimento nel Portale delle delibere sul Canone unico 2021-2025, termine perentorio fissato dal decreto legislativo 147/2026.
Non sono adempimenti del Comune il 28 ottobre, quando è il Dipartimento delle Finanze a dover pubblicare gli atti ricevuti, né la definizione agevolata, che è una scadenza dei contribuenti. Il questionario Anac del 31 ottobre riguarda soltanto gli enti che hanno ricevuto la Pec dell’Autorità: nessuna fonte pubblica dice se Agrigento sia tra questi.
La settima data, che sul calendario non c’è
Il calendario presuppone un Comune in pari con l’anno precedente. Non è questo il caso. Il rendiconto 2025 andava approvato dal Consiglio entro il 30 aprile. Secondo La Sicilia, il 3 giugno l’assessorato regionale agli Enti locali ha inviato la diffida ai Comuni inadempienti e, a metà luglio, Agrigento figurava tra gli undici enti della provincia commissariati per il rendiconto, con funzionari regionali incaricati per tre mesi di sollecitare gli uffici e, se occorre, di sostituirsi agli organi. Ad aprile, sempre secondo il quotidiano, i commissari erano stati nominati anche per il bilancio di previsione 2026-2028 in ventidue Comuni agrigentini, capoluogo compreso: un elenco che il giornale stesso avvertiva potesse includere enti che avevano già approvato senza averlo comunicato.
Il 21 settembre ReportSicilia scriveva che il rendiconto non risultava ancora presentato al Consiglio comunale. L’ordine del giorno pubblicato dal Comune a fine settembre non lo contiene. Contiene invece la ratifica di tre delibere di Giunta – la 101 del 17 luglio, la 115 del 13 agosto, la 120 del 10 settembre – tutte qualificate come «variazione di bilancio gestione provvisoria 2026», undici riconoscimenti di debiti fuori bilancio da sentenze e la costituzione delle sei commissioni consiliari permanenti, compresa la quarta, «Finanze, bilancio, patrimonio». La lettura più semplice è che a fine settembre l’ente amministri ancora senza un bilancio 2026 approvato. È ciò che ha detto in estate il sindaco Michele Sodano, parlando, come riferisce ReportSicilia, di un Comune consegnato dal predecessore «in esercizio provvisorio» e ancora senza consuntivo 2025 e preventivo 2026.
Il ritardo nasce prima dell’insediamento di Sodano, in giugno, e nessuna lettura onesta può addebitarglielo. Ma dal 21 luglio la delega al bilancio ha un titolare, l’assessore Raffaele Trano, e da allora ogni settimana appartiene anche a chi governa. Il sindaco dispone in aula di un gruppo minoritario e, stando all’ordine del giorno, il Consiglio deve anche discutere l’assetto della Giunta dopo le dimissioni del vicesindaco.
Ed ecco la settima data. Se il mandato di tre mesi dei commissari decorre dai decreti – quelli delle altre province sono datati 9 luglio; per Agrigento non abbiamo individuato l’atto – la scadenza cadrebbe attorno a venerdì 9 ottobre. È un nostro calcolo, e la decorrenza va verificata. Ma se fosse esatto, sarebbe la data più scomoda del mese, perché nessun calendario la riporta.
14 ottobre: Tari, Imu e il Canone unico
Il 14 non è il termine per decidere, è quello per trasmettere. Se un atto valido non esiste, non c’è nulla da inviare. È il caso, a quanto risulta, della Tari: nella seduta convocata per il 30 luglio il Piano economico finanziario 2026-2029 e il piano tariffario 2026 – punti 27 e 28 – sono saltati per mancanza del numero legale, con un aumento medio dell’1,5% difeso dall’amministrazione (Teleacras, 1° agosto). Non abbiamo trovato riscontri di un’approvazione successiva.
Per l’Imu il comma 767 della legge 160/2019 pretende prospetto delle aliquote e regolamento nel Portale entro il 14 ottobre e pubblicazione ministeriale entro il 28; in mancanza, valgono gli atti dell’anno precedente.
La novità vera è il Canone unico. Nel maggio 2026 la Cassazione (sentenza n. 12225) ne ha affermato la natura tributaria, secondo le sintesi della stampa specializzata; il legislatore ha risposto con il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, in vigore dal 12 agosto. L’articolo 30 dispone che dal 2026 le delibere sul canone seguano il regime di pubblicazione degli atti tributari e che quelle già adottate per il 2021-2025 restino efficaci solo se inserite nel Portale entro il 31 ottobre 2026, con pubblicazione del Dipartimento entro il 30 novembre. Agrigento, come gli altri Comuni, ha dovuto adottare regolamento e tariffe fin dal 2021, quando il canone ha sostituito Tosap, Cosap e imposta sulla pubblicità. Se abbia già inserito quegli atti nel Portale, dall’esterno non è dato saperlo: lo stato delle trasmissioni si vede soltanto nell’area riservata. Su che cosa vada inviato per il 2026 le letture divergono – solo atti nuovi, o anche gli ultimi vigenti – e la nota del Mef scioglie il dubbio; il Comune dovrebbe dirci quale ha applicato.
30 ottobre: quanto ci mette il Comune a pagare
L’indicatore trimestrale di tempestività dei pagamenti va pubblicato entro trenta giorni dalla fine del trimestre: il terzo si chiude il 30 settembre, dunque il termine cade venerdì 30 ottobre. La base è l’articolo 41 del decreto legge 66/2014 con l’articolo 9 del Dpcm 22 settembre 2014, come richiama la stessa pagina del Comune.
Quella pagina, al momento della nostra verifica, è uno schema vuoto: titoli generici e la dicitura «ANNO 20__», con ultimo aggiornamento al 10 marzo 2023. Non significa che i dati non esistano altrove nel sito o negli uffici; significa che da lì il cittadino non li vede. E l’indicatore conta perché misura la puntualità con cui l’ente paga i fornitori, mentre in Consiglio scorre la fila dei debiti fuori bilancio da sentenze.
31 ottobre: il consolidato e la catena dei documenti
Il bilancio consolidato fonde i conti del Comune con quelli degli organismi partecipati. Il termine, spostato dal 30 settembre al 31 ottobre dalla legge 199/2025, che ha modificato l’articolo 151, comma 8, del Tuel, cade di sabato: in assenza di una regola di slittamento che risulti applicabile, la prudenza vuole il Consiglio riunito entro venerdì 30.
Il consolidato si costruisce sui dati definitivi della capogruppo: senza un rendiconto 2025 approvato, o almeno definito e vistato dai revisori, è difficile immaginarne uno solido. È un’inferenza nostra, ma lineare. E il copione non è nuovo: a inizio gennaio 2026 l’amministrazione uscente rivendicava di aver approvato «alla fine dell’anno 2025» bilancio di previsione 2025-2027, rendiconto 2024 e consolidato 2024, un allineamento che a suo dire non si vedeva da un decennio (Giornale Centro Sicilia, 4 gennaio). Il consolidato 2024, dunque, è arrivato dopo il 30 settembre allora vigente.
I ritardi non sono indolori: per i termini su bilanci, rendiconti e consolidato, e per il relativo invio alla Bdap, la legge prevede il divieto di assunzioni finché non si adempie (articolo 9, comma 1-quinquies, del decreto legge 113/2016). E la legge di bilancio ha stretto anche i tempi della trasmissione alla Bdap: sette giorni, riferiscono le fonti specializzate.
Le domande da fare prima del 5 ottobre
Nessuna di queste date è misteriosa. Servono risposte con una data accanto.
- Il rendiconto 2025: schema approvato in Giunta? Parere dei revisori già arrivato? Quando va in Consiglio?
- Il bilancio 2026-2028: esiste uno schema? Quando arriva in aula?
- La Giunta ha adottato l’atto di indirizzo previsto per il 15 settembre e trasmesso il bilancio tecnico ai servizi?
- Quali atti risultano già inseriti nel Portale: Imu, Canone unico 2021-2025, eventuale Tari?
- Dove sono gli indicatori di tempestività dei pagamenti?
- Da quando decorre il mandato dei commissari e che cosa accadrà alla scadenza?
La Regina Rossa, alla fine, dà anche il consiglio decisivo: chi vuole andare altrove «deve correre almeno il doppio». Per Agrigento, ottobre è il mese in cui scoprire se si può.
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Fonte: Report Sicilia
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