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Un anno senza Giacomo La Russa: il sogno nato ad Agrigento oggi viaggia nel mondo

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Un anno fa moriva Giacomo La Russa, fondatore di Ceramiche La Russa. A dodici mesi dalla sua scomparsa, il modo più autentico per ricordarlo è guardare ciò che ha lasciato: una famiglia, un’azienda e soprattutto un modo di intendere il lavoro e i rapporti umani che Antonio e Fabio continuano a portare avanti.

Ci sono imprenditori che costruiscono aziende e altri che, insieme alle aziende, costruiscono qualcosa destinato a rimanere anche quando loro non ci sono più. Giacomo La Russa apparteneva a questa seconda categoria.

Era partito da un sogno, trasformato con il lavoro in un’impresa che oggi ha attraversato cinquant’anni di storia. Ma chi lo ha conosciuto sa che parlare soltanto dell’imprenditore sarebbe riduttivo. Giacomo aveva fatto della correttezza, della disponibilità, della cortesia e del rispetto il suo modo di stare sul mercato e, prima ancora, tra le persone.

Fornitori, tecnici, clienti e colleghi hanno conosciuto negli anni quell’approccio. Ed è probabilmente questa la parte più importante dell’eredità che ha lasciato ai figli Antonio e Fabio.

Sono stati loro a raccogliere quella prima pietra e a costruirci sopra il futuro. Senza cancellare il passato, ma portandolo dentro un mondo completamente diverso da quello nel quale il padre aveva cominciato.

Oggi Ceramiche La Russa è una realtà diversa da quella che Giacomo aveva avviato cinquant’anni fa. Antonio e Fabio hanno proseguito il percorso del padre, adeguandolo ai cambiamenti del mercato e sviluppando anche TattaHome, attraverso cui l’attività ha raggiunto una clientela internazionale. Un’evoluzione che porta con sé, però, le stesse fondamenta sulle quali Giacomo aveva costruito l’azienda.

È cambiato il mercato, sono cambiate le tecnologie, sono cambiate le dimensioni dell’azienda. Non è cambiata l’idea che Giacomo aveva messo alla base di tutto.

Una storia imprenditoriale, certamente. Ma oggi, nel giorno in cui ricorre il primo anniversario della morte di Giacomo La Russa, quei risultati assumono un significato diverso.

Perché dietro ogni nuova sfida affrontata da Antonio e Fabio, dietro un prodotto che parte da Agrigento e arriva dall’altra parte del mondo, dietro la prosecuzione di un’attività iniziata mezzo secolo fa, c’è ancora qualcosa dell’uomo che tutto questo lo aveva immaginato quando ancora non esisteva.

Giacomo La Russa non ha lasciato soltanto un’azienda ai suoi figli. Ha lasciato loro un’identità.

Ed è forse questa la misura più autentica di ciò che resta di una persona: vedere la propria storia continuare attraverso chi viene dopo.

Un anno dopo, quella prima pietra è ancora lì. Sopra sono cambiate tante cose, l’azienda è cresciuta e il mondo è diventato più grande. Ma le fondamenta sono rimaste le stesse.

Quelle messe da Giacomo.

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Fonte: AgrigentoOggi

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