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Agrigento, morte di Gino Brucceri sul viadotto Morandi: Intervengono i RIS di Messina

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Agrigento, morte di Gino Brucceri sul viadotto Morandi: Intervengono i RIS di Messina. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Gli specialisti analizzeranno le tracce di sangue per contribuire a ricostruire la dinamica del decesso. Sedici persone indagate nell’inchiesta per omicidio colposo.

Saranno anche gli specialisti del RIS di Messina a contribuire agli accertamenti sulla morte di Gerlando “Gino” Brucceri, l’operaio di 53 anni deceduto lo scorso 7 luglio nel cantiere del viadotto Morandi di Agrigento, dove erano in corso lavori di manutenzione straordinaria.

Il giudice per le indagini preliminari Nicoletta Sciarratta ha autorizzato i periti già nominati, gli ingegneri Cataldo Pilato e Filippo Maria Vitale, ad avvalersi del personale del Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma dei Carabinieri. L’intervento integra gli accertamenti disposti nell’ambito dell’incidente probatorio.

Un passaggio che dovrà aiutare a chiarire le circostanze della morte, attraverso il confronto tra le tracce rinvenute, le lesioni riscontrate e la posizione del corpo.

Le tracce di sangue per ricostruire la dinamica

Gli specialisti effettueranno la cosiddetta bloodstain pattern analysis: un esame della forma, delle dimensioni e della distribuzione delle macchie di sangue, finalizzato a ricavare informazioni sulla dinamica che le ha prodotte.

L’attenzione sarà rivolta alla compatibilità tra le tracce ematiche, le lesioni sul corpo dell’operaio e gli altri elementi presenti nel luogo del ritrovamento. Gli accertamenti dovranno contribuire a verificare anche se quanto riscontrato sia riconducibile a una caduta accidentale.

Non esiste ancora una ricostruzione definitiva del decesso. L’intervento del RIS rappresenta un approfondimento scientifico e non consente, da solo, di anticipare conclusioni sulle cause della morte.

L’inchiesta coinvolge sedici persone

La Procura della Repubblica di Agrigento procede per l’ipotesi di omicidio colposo. Nell’inchiesta risultano indagate 16 persone, tra imprenditori, personale Anas e colleghi della vittima.

L’ipotesi iniziale di un malore fatale non risulta completamente esclusa. Gli approfondimenti riguardano tuttavia anche altre possibili ricostruzioni, alla luce delle lesioni e degli elementi rilevati sul posto.

La questione centrale resta stabilire che cosa sia accaduto nel cantiere quel pomeriggio e se vi siano responsabilità. La posizione delle persone coinvolte dovrà essere valutata sulla base degli esiti degli accertamenti: l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a un riconoscimento di colpevolezza.

Esaminato anche il cellulare della vittima

Gli approfondimenti riguardano anche il telefono di Brucceri. Il pubblico ministero Annalisa Failla ha affidato al consulente Manolo Belmonte l’incarico di estrarre dal dispositivo gli elementi di possibile interesse per l’inchiesta, comprese conversazioni e file eventualmente cancellati.

L’esame del cellulare si aggiunge agli accertamenti tecnici destinati a ricostruire il contesto e le circostanze del decesso.

I familiari dell’operaio — genitori, fratelli, moglie e figli — sono assistiti dalle avvocate Teres’Alba Raguccia e Rita Parla.

Per loro resta l’attesa di risposte precise sulla morte di Gino Brucceri. Le analisi scientifiche dovranno contribuire a fare chiarezza, distinguendo le ipotesi dagli elementi effettivamente dimostrati.

Fonte: Grandangolo Agrigento, articolo di Giuseppe Castaldo.

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Fonte: Report Sicilia

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