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Agrigento – Ciclista paraatleta cade sulla SS 115 al Kaos: carabinieri, infermiera e militari si fermano e lo salvano

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Ciclista paraatleta cade sulla SS 115 al Kaos: carabinieri, infermiera e militari si fermano e lo salvano

Agrigento – Un ciclista agrigentino, paraatleta, è rimasto coinvolto questa mattina, poco prima delle 13, in un incidente lungo la SS 115, in contrada Kaos. L’uomo, per cause ancora da accertare, avrebbe urtato un veicolo parcheggiato lungo la strada, finendo sulla carreggiata e perdendo i sensi. Ma quello che poteva trasformarsi in una tragedia è diventato anche un esempio di senso del dovere, professionalità e solidarietà.

In quel momento transitavano lungo la statale due carabinieri, entrambi liberi dal servizio e, tra loro, neppure conoscenti. Appena si sono accorti dell’accaduto, hanno arrestato la marcia e sono intervenuti immediatamente per prestare soccorso al ciclista, adagiato sulla carreggiata privo di sensi.

I due militari hanno utilizzato i propri veicoli per proteggere l’uomo e impedire che potesse essere travolto dalle automobili in transito, mentre il traffico veniva bloccato in entrambe le direzioni. Nel frattempo, diverse persone si sono fermate. Tra gli automobilisti incolonnati c’era anche un’infermiera, anch’essa fuori servizio, che ha raggiunto il ciclista e verificato la presenza del battito cardiaco e le sue condizioni vitali.

Uno dei carabinieri le ha passato gli operatori del 118 al telefono, consentendo di coordinare nel modo più efficace possibile le operazioni di soccorso. In attesa dell’ambulanza, il ciclista ha ripreso conoscenza, ma appariva ancora confuso e non pienamente lucido. Il carabiniere gli ha chiesto immediatamente il nome e il numero di telefono della moglie, ma l’uomo è riuscito a fornire soltanto le proprie generalità. Il militare, insieme all’infermiera, ha quindi continuato a prestargli assistenza, contribuendo a mantenerlo immobilizzato fino all’arrivo dell’ambulanza.

A rendere ancora più sicura la gestione dell’emergenza è arrivata anche una pattuglia dell’Esercito Italiano, con i militari in divisa che hanno provveduto a mettere in sicurezza la circolazione, consentendo all’ambulanza di raggiungere rapidamente il luogo dell’incidente e, successivamente, di ripartire senza ulteriori rischi.

Uno dei carabinieri ha inoltre recuperato la bicicletta del paraatleta, il computer di bordo e la telecamera dashcam. Proprio il computer ha registrato l’urto e, attraverso il sistema di emergenza, indicava anche il numero di cellulare da contattare in caso di incidente.

Resta da chiarire la dinamica esatta dell’accaduto. Il veicolo contro il quale sarebbe finito il ciclista si trovava in sosta e, secondo quanto riferito, ostruiva la libera circolazione senza essere presegnalato con il triangolo di pericolo. Un elemento che pone ancora una volta l’attenzione sui rischi legati alla sicurezza stradale: anche un mezzo fermo sulla carreggiata può diventare un pericolo per gli altri utenti della strada.

Ma oggi, al Kaos, la notizia non è soltanto quella di un ciclista finito sull’asfalto.

È anche la storia di due carabinieri fuori servizio, un’infermiera fuori servizio, una pattuglia dell’Esercito e diversi automobilisti che, davanti a una persona in difficoltà, non hanno tirato dritto.

Nessuno li aveva coordinati. Non c’era un regista dell’intervento. E, secondo chi ha assistito alla scena, molti di loro neppure si conoscevano. Eppure, ognuno ha fatto quello che sapeva fare: chi ha messo in sicurezza la strada, chi ha controllato le condizioni del ferito, chi ha chiamato e coordinato i soccorsi, chi ha immobilizzato il ciclista, chi ha garantito il passaggio dell’ambulanza e chi semplicemente si è fermato per aiutare. In un periodo nel quale troppo spesso le cronache raccontano di incidenti, fughe e omissioni di soccorso, questa è una storia diversa.

È una storia che rincuora e che ricorda una cosa semplice, ma fondamentale: quando una persona è in difficoltà, non si passa oltre. Ci si ferma, si chiama aiuto e si fa tutto ciò che è possibile per salvarla.

Un piccolo esempio di grande senso civico.

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Fonte: Sicilia24h

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