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Agrigento – Canicattì, chiesa Santa Chiara: indignazione generale per scritte su mura

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Agrigento – Canicattì, chiesa Santa Chiara: indignazione generale per scritte su mura. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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E’ indignazione generale, a Canicattì, per le scritte sulle mura di cinta della chiesa di Santa Chiara, dove sono custodite le spoglie di Rosario Livatino, il giudice beato che diventerà santo.

Le mura sono state imbrattate con vernice spray di color nero che ha dato vita a graffiti in lingua inglese con segni e simboli vari che potrebbero far pensare persino a richiami satanici.

Il sindaco Vincenzo Corbo ha già disposto l’urgente cancellazione delle scritte e ha denunciato l’accaduto al locale commissariato della Polizia di stato.

L’indignazione del Cartello Sociale della provincia di Agrigento

Il Cartello Sociale della provincia di Agrigento ha espresso “la più ferma condanna per il grave atto vandalico e sacrilego compiuto a Canicattì, dove sul muro di cinta della chiesa di Santa Chiara, luogo nel quale sono custodite le reliquie del Beato Rosario Angelo Livatino, sono comparse scritte inneggianti a Satana e simboli dal contenuto profanatorio”.
“Non siamo di fronte a una semplice bravata o a un atto di vandalismo” – continua il Cartello Sociale – “ma a un gesto che offende un luogo sacro, la memoria di un uomo che è diventato simbolo della giustizia e della fede e l’intera comunità agrigentina. È un atto che non può essere derubricato a una ragazzata e che deve essere perseguito con fermezza”.
Il Cartello Sociale esprime solidarietà alla comunità ecclesiale, al parroco, alla città di Canicattì e all’Arcidiocesi di Agrigento, confidando nel lavoro delle forze dell’ordine affinché gli autori vengano individuati e rispondano delle proprie responsabilità.
“Di fronte a episodi come questo – conclude il Cartello Sociale – “non dobbiamo avere soltanto parole di indignazione. Occorre una risposta collettiva fatta di educazione, cultura, presidio del territorio e testimonianza. È proprio questo il modo migliore per contrastare ogni forma di violenza, di intolleranza e di cultura del male. A chi ha imbrattato quel muro ricordiamo che la memoria di Livatino non si cancella con una bomboletta spray: resta nella coscienza di una comunità che continua a credere nella giustizia, nella fede e nella dignità della persona”.

L’on. Salvaggio chiederà l’impiego dell’esercito nelle strade di Canicattì

Anche il deputato all’ARS canicattinese, on. Luigi Salvaggio, ha espresso la sua indignazione, affermando che “è stato colpito un luogo sacro e un simbolo di legalità, giustizia e fede che appartiene non soltanto a Canicattì, ma all’intero Paese”.

“Per questo intendo coinvolgere direttamente l’on. Nino Minardo, componente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, affinché si faccia portavoce, insieme a me, della richiesta di valutare l’impiego dell’Esercito nell’ambito dell’operazione ‘Strade Sicure’ anche a Canicattì, a supporto delle Forze dell’Ordine e per il presidio dei luoghi più sensibili” -aggiunge l’on. Salvaggio che nel passato aveva già stigmatizzato il diffondersi di piccoli e frequenti reati nel territorio canicattinese a turbamento dell’opinione pubblica che richiede maggiore sicurezza.

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Fonte: Sicilia On Press

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