Agrigento – Inchiesta assenteismo: il Comune di Favara chiede 108mila euro di risarcimento danni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

C’era chi tornava tranquillamente a casa, chi andava a fare la spesa al mercato cittadino o a bere in enoteca, chi si recava in chiesa e persino chi sfruttava le ore pagate dallo Stato per svolgere secondi lavori edili. È un quadro di diffusa infedeltà lavorativa quello emerso dall’inchiesta “Otium”, la maxi attività investigativa condotta dai carabinieri della Tenenza di Favara che ha fatto luce su centinaia di episodi di assenteismo tra i dipendenti comunali. Le indagini dei militari dell’Arma, avviate nel 2020 e concentrate soprattutto tra l’estate del 2022 e il marzo del 2023, sono esplose a seguito di sequestri di documenti mirati direttamente negli uffici dell’ente.
Attraverso pedinamenti e intercettazioni video, gli investigatori hanno documentato un meccanismo consolidato: i dipendenti si scambiavano sistematicamente i badge, timbrando l’ingresso o l’uscita per conto dei colleghi assenti così da farli risultare formalmente in servizio. Il fenomeno si è rivelato trasversale all’intera macchina amministrativa, coinvolgendo 31 indagati con le qualifiche più disparate: personale in forza agli uffici amministrativi, custodi, assistenti, giardinieri, un geometra e persino un esponente della Polizia Municipale.
Di fronte alla gravità dei fatti, il Comune di Favara ha deciso di reagire fermamente per vie legali. L’ente locale, rappresentato dal sindaco Antonio Palumbo e assistito dall’avvocato Giovanni Crosta, ha formalizzato la propria costituzione di parte civile nel processo, quantificando le richieste risarcitorie in un totale di 108mila euro: 15mila euro per danno patrimoniale diretto: calcolati sulla scorta degli stipendi erogati dall’amministrazione per ore lavorative mai effettivamente prestate; 93mila euro per danno d’immagine: la voce più pesante, motivata dal profondo discredito istituzionale e dal pregiudizio reputazionale patiti dall’ente agli occhi della cittadinanza.
Il procedimento entra ora nella sua fase cruciale. La Procura della Repubblica di Agrigento ha contestato a vario titolo i reati di truffa aggravata e falso, formulando una richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 31 dipendenti coinvolti. La decisione finale è adesso nelle mani del giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, che dovrà esaminare il materiale probatorio accumulato dall’accusa e stabilire se disporre il processo a carico degli imputatati.
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Fonte: AgrigentoOggi
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