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Agrigento – Raid alla concessionaria, il colpo destinato al commerciante uccise Roberto: 21 anni al fratello

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Agrigento – Raid alla concessionaria, il colpo destinato al commerciante uccise Roberto: 21 anni al fratello. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Una spedizione nata da una controversia per un’automobile si trasformò in una tragedia. Roberto Di Falco, 38 anni, arrivò insieme al fratello Angelo e ad altri due uomini davanti a una concessionaria del Villaggio Mosè. L’obiettivo, secondo la ricostruzione dell’accusa, era quello di aggredire il titolare dell’attività. Pochi istanti dopo, però, esplose un colpo di pistola che provocò la morte dello stesso Roberto.

La Corte d’assise di Agrigento ha condannato a 21 anni di carcere Angelo Di Falco, ritenuto responsabile dell’omicidio del fratello e del tentato omicidio del figlio del concessionario. La Procura aveva sollecitato una pena più severa, pari a 25 anni di reclusione.

La vicenda sarebbe scaturita da una compravendita di auto. Secondo l’impostazione accusatoria, Roberto Di Falco avrebbe ceduto una vettura al concessionario ricevendo in cambio un assegno che sarebbe poi risultato privo di copertura. Da quella vicenda sarebbe nata la decisione di recarsi nell’attività commerciale per affrontare il titolare. Il commerciante si trovava all’interno della propria automobile quando sarebbe stato aggredito. Ne sarebbe nata una colluttazione durante la quale entrò in scena una pistola.

La ricostruzione processuale sostiene che il concessionario riuscì a deviare la mano di Roberto proprio nel momento in cui venne esploso il colpo. Il proiettile cambiò traiettoria e raggiunse all’addome il 38enne, che rimase gravemente ferito e morì poco dopo. Il dramma assunse quindi un esito paradossale: l’uomo che, secondo l’accusa, era arrivato per partecipare all’aggressione finì per diventare la vittima della sparatoria. Dopo lo sparo, la situazione precipitò ulteriormente. Angelo Di Falco avrebbe recuperato l’arma e l’avrebbe puntata contro il figlio del commerciante, intervenuto durante l’aggressione. Il tentativo di sparare non andò a buon fine perché la pistola si inceppò.

Il giovane, considerato parte offesa per il tentato omicidio, si è costituito parte civile nel procedimento. Le telecamere installate nella zona della concessionaria hanno fornito elementi importanti per ricostruire i momenti concitati dell’aggressione e della sparatoria. Proprio la sequenza degli eventi è stata al centro del confronto tra accusa e difesa. I legali di Angelo Di Falco hanno infatti proposto una versione differente della vicenda, sostenendo che il gruppo si sarebbe recato alla concessionaria con l’intenzione di affrontare e picchiare il titolare, ma che sarebbe stato quest’ultimo a impugnare per primo la pistola e a fare fuoco.

La qualificazione giuridica della morte di Roberto è rimasta però quella dell’omicidio commesso per errore: il proiettile, destinato nell’ambito della colluttazione a un’altra persona, colpì invece uno degli stessi aggressori.

Per gli altri partecipanti alla spedizione i procedimenti erano stati celebrati separatamente. Calogero Zarbo è stato condannato in primo grado a 14 anni, 2 mesi e 20 giorni, mentre Domenico Avanzato ha ricevuto una pena di 13 anni e 4 mesi. Entrambi sono stati giudicati con rito abbreviato.

Angelo Di Falco ha invece scelto il rito ordinario ed è stato processato davanti alla Corte d’assise di Agrigento, che ora ha stabilito per lui una condanna a 21 anni di reclusione.

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Fonte: Sicilia24h

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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