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Agrigento – Caso Armao, Salvatore Iacolino rompe il silenzio, smentisce la convocazione e chiede la rettifica delle notizie pubblicate

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Agrigento – Caso Armao, Salvatore Iacolino rompe il silenzio, smentisce la convocazione e chiede la rettifica delle notizie pubblicate. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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L’ex dirigente generale del Dipartimento di pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute interviene sulle ricostruzioni giornalistiche della vicenda Armao. «Non sono mai stato convocato dal professore presso gli uffici della Presidenza della Regione». Chiarimenti anche sul decreto sulle cure palliative del giugno 2025 e sul provvedimento firmato il 4 agosto.

PALERMO. Salvatore Iacolino interviene sulla vicenda Armao e contesta alcune delle ricostruzioni apparse in questi giorni sugli organi di informazione. L’ex dirigente generale del Dipartimento di pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute affida a una nota formale una serie di precisazioni che riguardano tanto i rapporti con il professore Armao quanto il procedimento amministrativo relativo alle cure palliative in Sicilia.

Una presa di posizione che punta a chiarire il ruolo effettivamente svolto da Iacolino e a smentire alcune circostanze riportate dalla stampa.

Il documento si conclude con una richiesta esplicita alle testate giornalistiche interessate affinché provvedano alle rettifiche previste dalla legge.

Iacolino smentisce la convocazione da parte di Armao

Il primo punto affrontato dall’ex dirigente riguarda una circostanza che, secondo quanto riferisce, sarebbe stata ripetutamente riportata dai mezzi di informazione.

Iacolino nega categoricamente di essere mai stato convocato dal professore Armao presso gli uffici della Presidenza della Regione Siciliana.

Una smentita che accompagna con un’ulteriore precisazione sulle competenze istituzionali.

Secondo Iacolino, infatti, Armao non disponeva del potere di convocarlo presso quegli uffici.

La distinzione non è secondaria, perché riguarda la ricostruzione dei rapporti tra soggetti istituzionali e le rispettive competenze nell’ambito dell’amministrazione regionale.

L’ex dirigente contesta quindi non soltanto la circostanza della presunta convocazione, ma anche il presupposto secondo il quale Armao avrebbe potuto disporla.

Il decreto sulle cure palliative del giugno 2025

La seconda questione affrontata da Iacolino riguarda il decreto assessoriale sulle cure palliative adottato nel giugno 2025.

All’epoca dei fatti, Salvatore Iacolino dirigeva il Dipartimento di pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della Salute.

Nella nota precisa che il Dipartimento, sotto la sua direzione, ha dato concreta attuazione al decreto assessoriale, sottoscritto unitamente all’assessore regionale della Salute allora in carica.

Iacolino rivendica quindi la regolarità del percorso amministrativo seguito, richiamando un successivo provvedimento che considera direttamente collegato al decreto di giugno.

Si tratta dell’atto firmato il 4 agosto 2025, indirizzato al DASOE, il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico.

Il provvedimento del 4 agosto e il ruolo del DASOE

Secondo la ricostruzione fornita da Iacolino, il provvedimento del 4 agosto 2025 rappresentava la naturale prosecuzione dell’attività amministrativa avviata con il decreto assessoriale del precedente mese di giugno.

Il documento era indirizzato al DASOE, individuato come il Dipartimento competente per l’aggiornamento dei requisiti necessari all’autorizzazione e all’accreditamento delle reti di cure palliative.

Un passaggio amministrativo che, nella versione dell’ex dirigente, aveva una finalità precisa, consentire l’allargamento della platea degli operatori economici del settore.

Iacolino sostiene dunque che l’attività del Dipartimento di pianificazione strategica fosse diretta a dare seguito a un provvedimento assessoriale già adottato, attraverso il coinvolgimento della struttura amministrativa competente per i successivi adempimenti.

La precisazione assume particolare rilievo nel contesto delle notizie pubblicate sulla vicenda Armao, perché introduce una distinzione tra l’adozione del decreto, la sua attuazione e le competenze attribuite ai diversi Dipartimenti regionali.

Cure palliative, la questione dell’ampliamento degli operatori

Uno degli aspetti centrali della dichiarazione riguarda proprio l’obiettivo dell’allargamento della platea degli operatori economici.

Le cure palliative rappresentano un settore particolarmente delicato dell’assistenza sanitaria, rivolto alle persone affette da patologie gravi e alle loro famiglie.

Le procedure di autorizzazione e accreditamento delle strutture e degli operatori rivestono quindi un’importanza fondamentale, sia per garantire la qualità delle prestazioni sia per assicurare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.

Nella ricostruzione di Iacolino, il provvedimento del 4 agosto era funzionale proprio all’aggiornamento di tali requisiti, attraverso l’intervento del Dipartimento competente.

Resta naturalmente necessario distinguere le dichiarazioni dell’ex dirigente dalle verifiche documentali sull’intero procedimento amministrativo, che richiedono l’esame del decreto assessoriale e degli atti successivi.

La richiesta di rettifica ai giornali

La conclusione della nota è altrettanto esplicita.

Salvatore Iacolino invita le testate giornalistiche destinatarie del documento a provvedere tempestivamente alle rettifiche che ritiene necessarie e doverose ai sensi della legge.

Non si limita, dunque, a fornire una versione alternativa dei fatti, ma contesta formalmente alcune informazioni pubblicate sul suo conto.

Una richiesta che chiama direttamente in causa la responsabilità degli organi di informazione nella verifica delle circostanze riportate, soprattutto quando riguardano funzionari pubblici, procedimenti amministrativi e vicende che hanno assunto rilevanza mediatica.

La vicenda Armao e la necessità di distinguere fatti e ricostruzioni

L’intervento di Salvatore Iacolino aggiunge un elemento alla vicenda Armao, che in questi giorni ha trovato ampio spazio sui mezzi di informazione.

Le precisazioni dell’ex dirigente riguardano due circostanze ben individuate, la presunta convocazione presso la Presidenza della Regione e il percorso amministrativo seguito per dare attuazione al decreto sulle cure palliative.

Sono questioni che meritano di essere esaminate attraverso la documentazione ufficiale, evitando di confondere le dichiarazioni dei protagonisti con fatti già accertati.

Report Sicilia ritiene doveroso riportare integralmente nel loro significato le precisazioni di Iacolino, lasciando aperta la possibilità di ulteriori approfondimenti sugli atti amministrativi richiamati.

La trasparenza, soprattutto nella gestione della sanità pubblica, richiede che ogni circostanza venga ricostruita con precisione e che a tutti i soggetti coinvolti sia riconosciuta la possibilità di chiarire la propria posizione.

Una cosa, intanto, emerge con chiarezza. Salvatore Iacolino non condivide le ricostruzioni giornalistiche che lo riguardano, smentisce la presunta convocazione da parte di Armao e rivendica il percorso amministrativo seguito dal Dipartimento che dirigeva. Adesso chiede che le sue precisazioni trovino spazio anche sulle testate che hanno raccontato la vicenda.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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