Alonge boccia i primi 120 giorni di Sodano: «Il cambiamento non si vede, Agrigento è ferma». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Alonge boccia i primi 120 giorni di Sodano: «Il cambiamento non si vede, Agrigento è ferma»
Dino Alonge traccia un bilancio fortemente critico dei primi quattro mesi dell’amministrazione Sodano. Dalla gestione ordinaria alla comunicazione, dalle nomine a Maddalusa, fino alle commissioni consiliari: «Servono meno slogan e più fatti. Il sindaco deve rappresentare tutta la città».
AGRIGENTO – Centoventi giorni sono pochi o sufficienti per giudicare un’amministrazione? Per Dino Alonge, consigliere comunale di opposizione, il punto non è il tempo trascorso, ma la distanza tra quanto annunciato durante la campagna elettorale e ciò che, a suo giudizio, è stato realizzato finora.
Centoventi giorni di amministrazione Sodano. Come sta andando?
«Il dato temporale può essere considerato breve, medio o lungo, ma secondo me non è questo il punto. Bisogna ricordare cosa era stato promesso in campagna elettorale: un metodo nuovo, una rivoluzione, un cambiamento. Io, francamente, non vedo nulla di tutto questo. Siamo in una situazione di stallo assoluto. Restano i problemi di sempre, dalla pulizia all’acqua, fino ad altre criticità ataviche della città. E poi c’è Maddalusa, una questione ancora irrisolta. Se il buongiorno si vede dal mattino, questo buongiorno ancora non lo vedo spuntare».
Vede un’idea di città dietro l’azione dell’amministrazione?
«Al momento no. Non vedo atti, comportamenti o una visione che facciano intravedere una direzione precisa. Mi sembra tutto fermo, arroccato. Non si muove nulla. Ne siamo sgomenti e non possiamo che prenderne atto».
Da cosa bisognerebbe partire?
«Dalla normalità. Ci sono, per esempio, i cantieri della rete idrica. In campagna elettorale si parlava di controllo dei lavori e di un rapporto costante con i cittadini. Bene: si controllino i cantieri e si informi la città su quello che si sta facendo. Piazzale Giglia è interessato da lavori da mesi, lo è stato anche durante la stagione estiva, ma i cittadini non sanno con chiarezza cosa si stia facendo e quando finiranno gli interventi. Percepisco una mancanza di connessione tra l’amministrazione e la città».
Sodano aveva detto di voler essere il sindaco di tutti. Secondo lei lo è?
«Probabilmente erano buone intenzioni, ma al momento mi sembra il sindaco di pochi. Quell’idillio iniziale sembra già finito. Abbiamo avuto un vicesindaco dimissionario e mai sostituito, un segretario comunale individuato che poi si è ritirato, manca il capo di gabinetto. Sul Teatro Pirandello non vediamo ancora una programmazione. Non ho nulla da dire sulle persone scelte per il Cda, ma erano state presentate come protagoniste del grande cambiamento: allora mi chiedo cosa stiano facendo. Si continua a parlare del passato, mentre io vorrei sentire parlare soprattutto di presente e di futuro».
Non le piace neppure la comunicazione del sindaco?
«Quella comunicazione ha funzionato in campagna elettorale, quando Sodano era candidato sindaco. Adesso, però, la campagna elettorale è finita. Vedo una comunicazione concentrata su eventi e piccoli interventi, mentre nei fatti non abbiamo ancora visto qualcosa di realmente nuovo o eclatante. Ho l’impressione che il sindaco provi a raccontare una narrazione diversa della città, ma poi sono i fatti a smentirlo».
Ha seguito l’evento del 7 ottobre e le dichiarazioni del sindaco?
«Agrigento è la città della Concordia e deve essere una città di pace. Ho trovato, invece, le dichiarazioni di Sodano ancora una volta divisive e di parte. Dire apertamente che il Comune sta dalla parte della Palestina, a mio giudizio, non è il messaggio che dovrebbe arrivare da un sindaco chiamato a rappresentare un’intera comunità. Credo che queste dichiarazioni dimostrino anche una scarsa conoscenza delle dinamiche geopolitiche. Nel rispetto di quell’anniversario sarebbe servito un messaggio di pace, inclusione e unione. Anche in questa occasione, invece, Sodano conferma, a mio avviso, di essere il sindaco di una parte della città e non di rappresentare la comunità nella sua interezza».
In campagna elettorale si parlò molto anche dei “top player”. Li ha visti?
«Anche quella fu una scelta comunicativa. Ma se presenti qualcuno come un fuoriclasse, poi la gente si aspetta le grandi giocate, le partite memorabili, qualcosa da Messi o Cristiano Ronaldo. Ad oggi queste giocate non le vedo. Il primo “top player”, dopo pochi mesi, ha già lasciato. Io credo che servano soprattutto umiltà e lavoro. Forse è meglio avere persone normali che dimostrino sul campo di essere fuoriclasse. Per come la vedo io, serve una squadra di gregari che corra e giochi compatta per il bene comune. Sodano è stato eletto con circa il 73 per cento dei voti al ballottaggio e proprio per questo deve lavorare per tutti, non soltanto per chi la pensa come lui».
Capitolo commissioni consiliari. Si è parlato di inciucio e di accordi trasversali. Come l’ha vissuta?
«La realtà è che Controcorrente, dopo avere tanto demonizzato il centrodestra, sulle commissioni ha trovato un accordo proprio con il centrodestra che probabilmente nessuno si aspettava. È anche una questione di coerenza. Non puoi stringere accordi e contemporaneamente continuare a sparare a zero contro le stesse forze politiche che hai demonizzato. Gli agrigentini sono attenti, sono svegli e sapranno fare le loro valutazioni».
Pensa che da qui alla fine dell’anno possa cambiare qualcosa?
«Temo di no, perché la direzione mi sembra ormai tracciata: vedo molta demagogia, parole e slogan. Se questo è l’abbrivio, faccio fatica a pensare che nei prossimi mesi possa cambiare radicalmente qualcosa. A noi, comunque, interessa Agrigento e, nel pieno rispetto dei ruoli, continueremo a lavorare per la città».
E Dino Alonge cosa ritiene di avere fatto finora nel suo ruolo di consigliere?
«Sono sempre stato presente in Consiglio comunale, ho ascoltato i cittadini, avanzato sollecitazioni e cercato il confronto. Noi ci siamo e non lesiniamo il nostro sostegno all’amministrazione quando vengono portate avanti iniziative nell’interesse della città. Mi assumo le mie responsabilità e, nel mio ruolo di consigliere di opposizione, continuerò a pungolare l’amministrazione quando sarà necessario».
Un suggerimento al sindaco?
«Passi dalle parole ai fatti. Completi le nomine, trasformi le promesse in risultati concreti e si concentri sui problemi reali di Agrigento. E soprattutto si spenda fino in fondo per trovare una soluzione alla situazione degli abitanti di Maddalusa. È da questioni come questa che un’amministrazione dimostra davvero la propria capacità di governare». Leggi anche: Fanara: «Altro che inciucio, sulle commissioni un atto di …
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
L’articolo Alonge boccia i primi 120 giorni di Sodano: «Il cambiamento non si vede, Agrigento è ferma» proviene da AgrigentoOggi.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: AgrigentoOggi
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

