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La Vardera caccia i mercanti a parole, ad Agrigento Controcorrente governa con tutti

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La Vardera caccia i mercanti a parole, ad Agrigento Controcorrente governa con tutti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana nelle intese sulle commissioni, esponenti di Forza Italia al Teatro Pirandello e continuità alla SRR. Il leader di Controcorrente spieghi quale cambiamento dovrebbe rappresentare il modello Sodano

«Fuori i mercanti dal tempio».

«Il coraggio di cambiare tutto».

Sono gli slogan con i quali Ismaele La Vardera presenta ai siciliani il proprio progetto politico. Parole studiate per promettere una rottura netta con la Democrazia Cristiana, Forza Italia, Fratelli d’Italia e con il sistema di potere che, secondo il leader di Controcorrente, avrebbe governato la Sicilia per decenni.

Poi, però, c’è Agrigento.

La città è stata indicata dallo stesso La Vardera come il laboratorio politico da esportare in tutta l’Isola. Dopo la vittoria di Michele Sodano, il leader di Controcorrente parlò di un modello di governo da riproporre alle prossime elezioni regionali e di una liberazione della Sicilia che sarebbe partita proprio da Agrigento.

A qualche mese da quelle dichiarazioni, la domanda non può più essere rinviata.

Quali mercanti sono realmente usciti dal tempio di Agrigento?

Perché, osservando le prime scelte politiche e amministrative compiute dopo la vittoria di Sodano, non si vede la rivoluzione annunciata. Si vedono invece conferme, continuità e convergenze con quasi tutte le forze che La Vardera attacca quotidianamente quando parla al pubblico regionale.

Al Teatro Pirandello il cambiamento si ferma davanti alle vecchie appartenenze

Il Teatro Pirandello avrebbe potuto rappresentare uno dei primi luoghi nei quali applicare il cambiamento promesso.

Il precedente consiglio di amministrazione aveva lasciato il posto a una nuova governance. Si apriva quindi la possibilità di inaugurare una stagione realmente diversa, fondata su procedure pubbliche, trasparenza e discontinuità rispetto agli equilibri precedenti.

Il risultato è stato molto meno rivoluzionario.

Alessandra Fiaccabrino, candidata alle elezioni regionali del 2022 con Forza Italia, è rimasta alla direzione generale fino alla fine dell’anno. Non discutiamo le competenze professionali della direttrice. Il punto è esclusivamente politico.

Chi promette di cambiare tutto deve spiegare perché, quando arriva il momento di scegliere, tutto finisce con una conferma.

Nel nuovo consiglio di amministrazione è stato inoltre eletto vicepresidente Giulio Cinque, componente designato dalla Regione Siciliana e indicato dalla stampa locale come esponente di Forza Italia vicino all’area politica dell’onorevole Riccardo Gallo. La presidenza è stata affidata a Osvaldo Lo Iacono.

La Vardera attacca il governo Schifani e Forza Italia in tutta la Sicilia. Ad Agrigento, però, un uomo designato proprio dalla Regione guidata da Schifani diventa vicepresidente della Fondazione Teatro Pirandello e una candidata di Forza Italia resta alla direzione generale.

Questo sarebbe il coraggio di cambiare tutto?

Nelle commissioni Controcorrente vota con Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana

La contraddizione è diventata ancora più evidente durante l’elezione delle commissioni consiliari.

Per sei votazioni consecutive si è formato un blocco di quattordici voti. In quell’intesa si sono ritrovati consiglieri riconducibili a Controcorrente, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana.

Le presenze e il numero dei contrari cambiavano. I quattordici voti favorevoli rimanevano sempre gli stessi.

I protagonisti hanno negato l’esistenza di una nuova maggioranza politica. È possibile che l’accordo fosse limitato alla composizione delle commissioni. Resta però un dato difficilmente contestabile.

Controcorrente si è seduta al tavolo con Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana per definire organismi e presidenze.

Non c’è nulla di illegittimo. Le convergenze istituzionali fanno parte della politica. Il problema nasce quando, fuori da Agrigento, le medesime forze vengono raccontate come il sistema da abbattere, mentre dentro Palazzo dei Giganti diventano interlocutori con i quali raggiungere accordi.

La Vardera può parlare male di Fratelli d’Italia, della Lega e della Democrazia Cristiana e, contemporaneamente, presentare come rivoluzionario un modello che con questi partiti tratta e vota?

Alla SRR Sodano sostiene il consiglio che riconferma il presidente democristiano

L’ultimo caso riguarda la SRR ATO 4 Agrigento Provincia Est.

Qui occorre essere precisi. Michele Sodano non ha votato direttamente Vito Terrana come presidente. Il sindaco di Agrigento ha partecipato alla votazione unanime dei presenti con la quale è stato eletto il consiglio di amministrazione. Successivamente quel consiglio ha riconfermato alla presidenza Vito Terrana, sindaco di Campobello di Licata ed esponente della Democrazia Cristiana.

Il comunicato ufficiale ha presentato la riconferma come un segnale di continuità. Terrana guiderà la società per il triennio da 2026 a 2029.

Anche in questo caso nessuno sostiene che collaborare tra sindaci sia vietato. Sodano può ritenere Terrana un amministratore capace e può decidere di sostenere il consiglio nel quale è stato eletto.

Deve però spiegare quali condizioni abbia posto, quali risultati abbia chiesto per Agrigento e quale elemento di cambiamento sia contenuto nel sostegno a un consiglio che ha scelto la continuità riconfermando un presidente democristiano.

La Vardera, soprattutto, deve dire se condivide questa scelta.

Non può presentare la Democrazia Cristiana come il simbolo del vecchio sistema quando parla ai siciliani e ignorare il sostegno politico espresso dal sindaco assunto come modello regionale.

Contro tutti in Sicilia, con tutti ad Agrigento

Mettendo insieme i fatti emerge un quadro abbastanza chiaro.

Al Teatro Pirandello restano figure provenienti o indicate dall’area di Forza Italia e dalla Regione Schifani.

Nelle commissioni consiliari Controcorrente raggiunge un’intesa con Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana.

Alla SRR il sindaco sostiene il consiglio che riconferma un presidente democristiano e rivendica la continuità amministrativa.

Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia Cristiana. Cambiano i luoghi e gli organismi, ma alla fine il presunto modello alternativo riesce a convergere politicamente con quasi tutti.

È questa la ragione per cui il termine usato da molti cittadini, secondo i quali ad Agrigento Controcorrente finirebbe per “accoppiarsi” politicamente con tutti, appare duro ma fotografa una contraddizione reale.

La Vardera combatte pubblicamente quei partiti. Il sindaco che presenta come proprio modello, invece, dialoga, vota e costruisce equilibri con gli stessi partiti.

Una cosa è la necessaria collaborazione istituzionale. Un’altra è trasformare ogni accordo in normalità e continuare contemporaneamente a vendere ai siciliani la favola della rottura totale con il sistema.

La Vardera dica quali mercanti sono stati cacciati

La domanda, dunque, torna al punto di partenza.

Quali mercanti sono usciti dal tempio di Agrigento?

Non quelli di Forza Italia, se al Teatro Pirandello rimangono protagonisti uomini e donne provenienti da quell’area.

Non quelli di Fratelli d’Italia, della Lega e della Democrazia Cristiana, se Controcorrente raggiunge con loro intese perfettamente funzionanti in Consiglio comunale.

Non il vecchio metodo, se negli organismi partecipati si vota per la continuità senza spiegare pubblicamente quali risultati siano stati ottenuti in cambio per la città.

Ismaele La Vardera deve chiarire se quello praticato da Michele Sodano sia davvero il progetto che intende portare in tutta la Sicilia.

Se lo è, allora «Fuori i mercanti dal tempio» e «Il coraggio di cambiare tutto» sono soltanto slogan. La pratica amministrativa racconta un movimento che attacca tutti dal palco e si accorda con tutti quando deve governare.

Se invece il progetto di Controcorrente è realmente diverso, La Vardera deve prendere le distanze dalle scelte compiute ad Agrigento e indicare pubblicamente quali ritiene incompatibili con la propria linea politica.

Non può continuare a rivendicare la vittoria di Sodano quando serve a promuovere la propria candidatura regionale e fingere di non vedere ciò che accade dentro il Comune quando le decisioni smentiscono la propaganda.

Agrigento non può essere contemporaneamente la vetrina del cambiamento e il luogo nel quale il cambiamento viene rinviato davanti a ogni equilibrio politico.

Perché, fino a questo momento, dal tempio non sembrano essere usciti i mercanti.

È cambiato soltanto chi tiene aperta la porta.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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