Agrigento, a Monserrato l’acqua continua a disperdersi mentre Maddalusa resta a secco. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Un nuovo video documenta oggi la presenza di una copiosa quantità d’acqua sulla carreggiata nei pressi del serbatoio. La risorsa pagata dagli agrigentini finisce per strada mentre a pochi chilometri di distanza viene negata ai residenti
Ad Agrigento l’acqua continua a essere dispersa. Le nuove immagini registrate oggi, 9 ottobre 2026, mostrano ancora una volta una copiosa quantità d’acqua che invade la carreggiata nei pressi del serbatoio situato nel quartiere Monserrato.
Il flusso percorre un lungo tratto della strada, bagna l’intera carreggiata e viene attraversato dalle automobili. Non sembra trattarsi di poche gocce o di un fenomeno marginale. Le immagini documentano una presenza d’acqua estesa e chiaramente visibile.
Report Sicilia aveva già segnalato la situazione il 2 settembre scorso, chiedendo ad AICA, Siciliacque, ATI idrica e Comune di Agrigento di accertare l’origine della fuoriuscita, la quantità dispersa e il soggetto sul quale ricade il relativo costo.
A oltre un mese di distanza l’acqua è ancora sulla strada.
L’acqua pagata dagli agrigentini finisce sulla carreggiata
Ogni metro cubo d’acqua immesso nel sistema idrico ha un costo. La risorsa deve essere captata, potabilizzata, trasportata, accumulata e distribuita. I volumi consegnati vengono misurati e fatturati e, alla fine, il costo ricade sul gestore e sui cittadini attraverso le bollette.
Per questo AICA e Siciliacque devono chiarire immediatamente se l’acqua che si vede nel video sia già transitata attraverso il punto di consegna e sia stata contabilizzata.
Se è acqua già consegnata ad AICA, significa che gli agrigentini stanno pagando una risorsa che non arriva nelle loro case e si disperde invece sulla carreggiata. Se la fuoriuscita avviene prima del punto di consegna, Siciliacque deve spiegare perché continui e quali interventi siano stati programmati.
Non basta dire che potrebbe trattarsi di un troppo pieno o di uno scarico tecnico. Anche in questo caso occorre spiegare perché si verifichi con questa frequenza, quanta acqua venga scaricata e se il funzionamento dell’impianto possa essere regolato evitando lo spreco.
A Maddalusa l’acqua continua a essere negata
La situazione diventa ancora più grave se confrontata con quanto accade a Maddalusa.
A pochi chilometri di distanza dal serbatoio di Monserrato vivono famiglie alle quali l’acqua non viene regolarmente distribuita. Sono cittadini di Agrigento che pagano i tributi, vivono stabilmente nelle proprie abitazioni e da mesi chiedono che venga garantito almeno l’accesso a un bene indispensabile.
Da una parte l’acqua scorre lungo la strada e si perde. Dall’altra viene negata a famiglie, anziani, bambini e persone fragili sulla base della classificazione urbanistica delle aree nelle quali sorgono le abitazioni.
Questa è la contraddizione che nessuno può più nascondere.
L’acqua pagata dagli agrigentini viene dispersa a Monserrato, mentre agli agrigentini che vivono a Maddalusa viene impedito persino di riceverla regolarmente attraverso la rete o mediante un servizio sostitutivo adeguato.
Il silenzio non è più accettabile
Dopo la segnalazione di settembre qualcuno ha effettuato un sopralluogo. Qualcuno ha verificato la causa della fuoriuscita. È stato aperto un intervento di manutenzione. Sono stati controllati i misuratori. È stata calcolata la quantità d’acqua dispersa.
A queste domande non è stata fornita una risposta pubblica.
Oggi il nuovo video dimostra che il problema esiste ancora o che si è nuovamente presentato. In entrambi i casi la città ha diritto di sapere che cosa stia accadendo.
AICA deve comunicare se il serbatoio e la rete interessata siano affidati alla propria gestione, quale sia la natura della fuoriuscita, da quando venga registrata e quali interventi siano stati eseguiti.
Siciliacque deve chiarire se l’acqua provenga dai propri sistemi, dove venga misurata e a chi siano fatturati i volumi che alimentano l’impianto.
L’ATI idrica deve esercitare il proprio compito di controllo sul gestore.
Il Comune di Agrigento, socio di AICA e amministrazione territorialmente competente, deve pretendere spiegazioni e un intervento immediato. Non può limitarsi a osservare l’acqua scorrere lungo una strada mentre una parte della città resta senz’acqua.
Prima di parlare di emergenza si eliminino gli sprechi
Ai cittadini viene continuamente chiesto di utilizzare l’acqua con responsabilità. Si parla di crisi idrica, riduzione delle forniture, costi elevati e difficoltà economiche del gestore.
Tutto vero, ma proprio per questo ogni perdita deve essere individuata e riparata senza ritardi.
Non si può chiedere ai cittadini di risparmiare ogni goccia quando le istituzioni e il gestore non riescono a impedire che grandi quantità d’acqua finiscano sulla carreggiata.
Non si può sostenere che l’acqua sia insufficiente per tutti e contemporaneamente lasciare che venga dispersa davanti agli occhi di chi la aspetta per giorni.
Non si può negare l’acqua a Maddalusa mentre a Monserrato la stessa risorsa scorre lungo la strada.
AICA, Siciliacque, ATI e Comune di Agrigento dicano subito che cosa stia accadendo, quanta acqua sia stata persa e chi la stia pagando.
Gli agrigentini hanno già pagato abbastanza. Non devono pagare anche l’acqua che viene buttata.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

