Giunta Sodano, quattro mesi e circa 200 mila euro di indennità, cosa hanno prodotto i “top player” per Agrigento. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Dall’11 giugno all’11 ottobre l’esecutivo comunale è costato alla collettività una cifra stimabile in circa 200 mila euro. Prima della nomina quattro componenti, compreso il sindaco, dichiaravano redditi estremamente bassi. Oggi percepiscono indennità pubbliche importanti. È arrivato il momento di misurare risultati e benefici prodotti per la città
Quattro mesi esatti.
Michele Sodano si è insediato l’11 giugno 2026. Oggi è l’11 ottobre e la sua amministrazione ha completato il primo quadrimestre alla guida di Agrigento.
Quattro mesi durante i quali il sindaco e gli assessori hanno percepito le rispettive indennità di funzione. Considerando gli importi previsti per il primo cittadino, il vicesindaco e i componenti della Giunta, il costo complessivo dell’esecutivo comunale può essere stimato in circa 200 mila euro.
Una cifra importante, interamente sostenuta dai cittadini. Una cifra che impone una domanda semplice e inevitabile.
Cosa hanno prodotto fino a oggi i “top player” scelti dal sindaco Sodano?
quattro componenti partivano da redditi estremamente bassi
Le dichiarazioni rese pubbliche dal Comune hanno permesso di conoscere i redditi percepiti prima dell’assunzione degli incarichi amministrativi.
Il sindaco Michele Sodano ha dichiarato per il 2025 un reddito complessivo di 8.439 euro.
L’assessore Raffaele Trano ha indicato 14.835 euro. Elisa Torregrossa ha dichiarato 16.974 euro. Roberta Lala ha attestato di non avere percepito alcun reddito negli anni 2024 e 2025, spiegando che la società della quale è socia non aveva distribuito utili.
Quattro componenti della squadra di governo, compreso il sindaco, prima di entrare a Palazzo dei Giganti presentavano dunque redditi personali molto bassi o addirittura inesistenti.
Usando una provocazione politica volutamente dura, si potrebbe dire che erano redditi persino inferiori a quelli che nell’immaginario popolare vengono attribuiti a chi vive di espedienti, come un parcheggiatore abusivo.
Il riferimento riguarda esclusivamente l’ammontare dei redditi dichiarati. Non è un’accusa rivolta alle persone né alle loro precedenti attività professionali.
Oggi, invece, gli stessi amministratori percepiscono indennità pubbliche finanziate dagli agrigentini. È perfettamente legittimo. Proprio per questo, però, la città ha il diritto di pretendere impegno, competenza, presenza e soprattutto risultati verificabili.
il reddito precedente non è una colpa, l’indennità deve produrre risultati
Avere dichiarato un reddito basso non rappresenta una colpa. Non dimostra incapacità e non impedisce a nessuno di amministrare bene.
Allo stesso modo, percepire un’indennità da sindaco o da assessore è previsto dalla legge e corrisponde alla responsabilità politica e amministrativa assunta.
Il vero problema nasce quando alle indennità non corrispondono risultati concreti.
Dopo quattro mesi non basta più raccontare che la precedente amministrazione avrebbe lasciato macerie. Non basta realizzare video, convocare conferenze stampa, annunciare tavoli, promettere programmazione o attribuire ogni difficoltà a chi ha governato prima.
Dopo avere speso circa 200 mila euro per il funzionamento politico della Giunta, gli agrigentini hanno il diritto di conoscere gli atti prodotti, i problemi risolti e i benefici ottenuti.
quali problemi sono stati realmente risolti
La crisi idrica nelle zone non servite continua a pesare su centinaia di famiglie. A Maddalusa e nelle altre aree escluse dalla rete il diritto all’acqua è rimasto per mesi sospeso tra ordinanze, riunioni, annunci e attribuzioni di responsabilità.
La stazione degli autobus di piazza Vittorio Emanuele continua a operare in condizioni sulle quali Report Sicilia ha sollevato interrogativi precisi, anche alla luce degli atti regionali che ne confermano la natura provvisoria.
Il bilancio comunale è rimasto impantanato tra ritardi, allarmi e dichiarazioni politiche. Il rendiconto non è stato approvato nei termini. I problemi finanziari vengono raccontati quotidianamente, ma non è ancora visibile una strategia amministrativa capace di trasformare le difficoltà in soluzioni.
La mensa scolastica non è partita regolarmente con l’inizio delle attività didattiche. Le famiglie che hanno scelto il tempo pieno continuano a sopportare le conseguenze di un servizio assente.
Le strade restano dissestate. Le perdite idriche continuano. Le fogne esplodono o scorrono a cielo aperto in diversi quartieri. Il centro storico resta fragile. La manutenzione ordinaria arriva spesso dopo le segnalazioni e le proteste.
A tutto questo si aggiungono una macchina comunale in sofferenza, servizi essenziali carenti e una città che continua a chiedere risposte.
dove sono le eccellenze annunciate
Sodano aveva presentato la propria Giunta come una squadra di eccellenze agrigentine. Aveva parlato di competenze, cambiamento e capacità di affrontare i problemi con un metodo nuovo.
Dopo quattro mesi, però, i cittadini devono poter riconoscere questo cambiamento negli atti.
Quale grande problema è stato definitivamente risolto?
Quale servizio è migliorato?
Quale opera è stata sbloccata direttamente dalla nuova amministrazione?
Quale beneficio economico, sociale o amministrativo è arrivato agli agrigentini?
Quale risultato può essere attribuito esclusivamente alla capacità dei “top player” nominati dal sindaco?
Non servono altre promesse. Servono delibere, determine, progetti, finanziamenti ottenuti, cantieri sbloccati, servizi avviati e problemi risolti.
anche gli assessori devono rendere conto alla città
Il sindaco rappresenta l’intera amministrazione, ma ogni assessore ha ricevuto deleghe precise e percepisce un’indennità per esercitarle.
Maria Miccichè deve rendere conto dei lavori pubblici, delle manutenzioni, del decoro urbano e delle infrastrutture.
Giuseppe Riccobene deve spiegare quali risultati siano stati raggiunti nei rapporti con i gestori dell’acqua e dei rifiuti, nell’igiene pubblica e nei servizi cimiteriali.
Eleonora Sciortino deve illustrare cosa sia stato concretamente prodotto per l’Urbanistica, l’edilizia scolastica, il centro storico e la rigenerazione urbana.
Dario Cipolla deve indicare i risultati ottenuti per innovazione, servizi informatici, attività produttive e servizi demografici.
Umberto Rumolo deve mostrare i finanziamenti intercettati e i progetti realmente avviati.
Roberta Lala deve spiegare quali servizi sociali siano stati potenziati e quali misure siano state adottate per famiglie, fragilità e inclusione.
Elisa Torregrossa deve rendere conto delle politiche per scuola, sport e associazionismo.
Raffaele Trano deve indicare con chiarezza quale percorso sia stato costruito per mettere ordine nei conti del Comune.
Non bastano la presenza nelle fotografie, i video e i comunicati. Una delega amministrativa si misura attraverso gli atti e i risultati.
pubblichino il resoconto dei primi quattro mesi
Il sindaco Sodano e ciascun assessore pubblichino un resoconto dettagliato dei primi quattro mesi di attività.
Dicano quali atti hanno proposto, quali problemi hanno risolto, quali somme hanno recuperato, quali finanziamenti hanno ottenuto, quali servizi hanno migliorato e quali obiettivi intendono raggiungere entro la fine dell’anno.
Non una conferenza celebrativa. Non un altro video costruito per i social. Un documento verificabile, con date, numeri, atti e risultati.
Duecentomila euro in quattro mesi rappresentano un investimento considerevole per una città che fatica persino a garantire i servizi ordinari.
Gli agrigentini non possono limitarsi a pagare. Hanno il diritto di sapere cosa hanno ricevuto in cambio.
il tempo degli alibi sta finendo
Quattro mesi non bastano per trasformare una città. Bastano, però, per mostrare una direzione, impostare un metodo e produrre i primi risultati.
Al momento si vedono soprattutto annunci, autocelebrazioni, conferenze stampa e continue attribuzioni di responsabilità al passato. I benefici concreti per la città risultano molto più difficili da individuare.
Le basse dichiarazioni reddituali precedenti agli incarichi non sono il centro della questione. Rendono però ancora più doverosa una valutazione politica rigorosa. Chi oggi percepisce un’indennità pubblica significativa deve dimostrare ogni giorno di meritarla attraverso il lavoro svolto per la comunità.
Dall’11 giugno all’11 ottobre sono trascorsi quattro mesi. La Giunta Sodano è costata circa 200 mila euro.
Adesso il sindaco e i suoi “top player” dicano agli agrigentini, numeri e atti alla mano, cosa hanno realmente prodotto. E soprattutto quale beneficio concreto abbia ricevuto la città.
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Fonte: Report Sicilia
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